LARINO. Il declino delle facoltà mentali a seguito di danni cerebrali che alterano le reti neurali è descritto con il termine generico di demenza. Si distinguono demenze di natura neurodegenerativa e demenze secondarie le quali a loro volta possono essere reversibili o irreversibili come la demenza vascolare dopo un ictus. Le demenze neurodegenerative sono costituite per il 60/80% dalla malattia di Alzheimer, seguono la demenza frontotemporale, la demenza a corpi di Lewy, la Parkinson demenza e l’Huntington demenza. Il declino mentale grave non è inevitabile con l’invecchiamento sebbene l’età avanzata sia il principale fattore di rischio per l’Alzheimer.

Di questo e tanto altro compresi i fattori di rischio e la familiarità se ne discuterà questo pomeriggio alle 18.00 in sala Freda grazie al nuovo evento targato Fidapa del presidente Noemi Petti che ha voluto chiamare al tavolo dei relatori, la dottoressa Maria Giuseppina Palmieri specializzata in neuroscienze e neurologa presso il Policlinico universitario di Tor Vergata in Roma.
L’evento che ha ricevuto il patrocinio dell’amministrazione Puchetti, dopo i saluti del primo cittadino e dell’assessore alla cultura Iolanda Giusti, sarà moderato dal presidenti Petti con intermezzi musicali affidati al giovane pianista Dario La Serra. Sarà l’occasione per capire più da vicino come pur non esistendo ancora una cura sono disponibili trattamenti che possono rallentare temporaneamente la progressione della malattia migliorando la qualità della vita dei pazienti e dei loro cargiver. La sfida della ricerca scientifica in fondo è quella di arrivare ad una cura per ogni tipo di demenza neurodegenerativa.


















