LARINO. Il gruppo di minoranza di palazzo Ducale si interroga sulla sorte della storica villa che ha accolto generazioni e generazioni di studenti, rappresentando un fiore all’occhiello per Larino e un punto di riferimento per tanti ragazzi provenienti da altre regioni.
Da quando non ospita più la scuola, trasferita in un edificio più moderno ma certamente meno affascinante, l’immobile, che rientra nelle Maestranze novecentesche perché testimone di un passato economico e culturale, specchio di un’epoca, resta in attesa di un progetto che ridoni lustro a un bene ormai in stato di abbandono.
Solo il giardino antistante, ogni tanto, è stato ravvivato da qualche concerto, piccoli eventi o manifestazioni, come il primo “Festival della Filosofia”, che ha ospitato, lo scorso anno, il filosofo Matteo Saudino, alias BarbaSophia.
Ma questo non basta, perché l’immobile, prima di ogni altra cosa, dovrebbe essere oggetto di manutenzione, per evitare l’inutilizzabilità completa, cosa inevitabile se non si interverrà, viste le condizioni dello stabile, e in secondo luogo bisognerebbe pensare a un progetto che ne esalti caratteristiche e potenzialità, collegato alla sua originaria vocazione formativa.
Certo, se potesse nuovamente ospitare la scuola, sarebbe il massimo, esaudendo il desiderio degli ex allievi e di quanti intorno a quella realtà hanno lavorato. In caso contrario, si potrebbe pensare a una nuova destinazione d’uso, trasformando l’edificio in centro polifunzionale che faccia sempre capo all’Istituto Agrario e che rispecchi la vecchia inclinazione.
Per esempio, si potrebbero creare aule multimediali che, vista la presenza dei 7 ettari di terreni che circondano l’edificio, permetterebbero di passare in maniera immediata dalla teoria alla pratica, utili anche durante le giornate di orientamento scolastico, offrendo ai futuri alunni un’esperienza diretta.
Un’ala potrebbe essere dedicata all’allestimento di un museo botanico, intorno al quale organizzare eventi in uno spazio conferenze recuperato al piano inferiore, più accessibile a tutti.
E tenendo conto della sua magnifica posizione immersa nel verde, a ridosso del vallone della Terra, potrebbe dar vita a un percorso naturalistico che funga anche da trait d’union tra il centro storico e il Piano San Leonardo, realizzando micro progetti legati alla divulgazione botanica, all’educazione al green, coinvolgendo le altre scuole e le associazioni territoriali, organizzando passeggiate e piccole escursioni a scopo didattico.
Potrebbe anche diventare luogo di rappresentanza dell’ITAeG “San Pardo” per i grandi eventi organizzati dalla scuola, sicuramente più fruibili e partecipati grazie alla centralità del sito, oltre a poter offrire una sede all’Associazione Ex allievi dell’Istituto Agrario, che potrebbe essere coinvolta in varie iniziative.
Con una buona programmazione e, soprattutto, con la volontà di recuperare le bellezze presenti sul territorio, lavorando in maniera sinergica si può fare molto.
Allora, si fa appello all’amministrazione Puchettiaffinché metta in atto una strategia di recupero di un bene così prezioso, dopo sette anni di mandato, tenendo conto del fatto che il sindaco, nel frattempo, è diventato anche presidente della Provincia, dunque, ancora più addentro alle istituzioni.














