COMUNICATO STAMPA
LARINO. Nuovo intervento del gruppo di minoranza che testualmente recita: “La finale di Miss Molise, che si è svolta, per qualche edizione, anche nella storica cornice dell’Anfiteatro, non verrà ospitata per il secondo anno consecutivo, perché pare non rientrare nell’indirizzo culturale dato dal “nuovo” assessorato alla Cultura, che preferisce altri eventi, ritenuti più virtuosi, meritevoli e, soprattutto, più economici, tenendo conto dei 7000 euro che il Comune dovrebbe investire, a fronte di una serata che al paese non porterebbe niente, visto che l’evento dura troppo, la popolazione locale non è molto interessata e gli unici a rimanere sono i familiari delle concorrenti.
Questo è quanto ha dichiarato l’assessore alla Cultura Iolanda Giusti in risposta a una relativa interrogazione della minoranza, per poi aggiungere che tra i motivi della scelta rientrano anche i commenti sgradevoli rivolti alle ragazze nell’ultima edizione larinese e la deprecabile “mercificazione del corpo femminile” che, in generale, la kermesse metterebbe in atto.
Dichiarazioni a effetto che fanno pensare all’istinto materno, alla solidarietà femminile, a un’offerta culturale di altissimo livello ma oculata, se non fosse, però, per un “piccolo” particolare: solo qualche mese fa, tra gli ospiti del Carnevale – uno tra i maggiori eventi culturali di Larino – c’era Rocco Siffredi.
È inutile fare paragoni tra l’attività di Siffredi e quella di un concorso di bellezza che dal 1946 ha saputo reinventarsi, adeguarsi ai tempi, praticando l’inclusione, abbracciando cause importanti e combattendo i pregiudizi sul corpo femminile.
Senza addentrarci nella figura e nelle vicende particolari del personaggio, riesce difficile collocare Siffredi in un qualsivoglia ambito culturale, e se Miss Italia non attira gente, costa troppo e opera mercificazione, non si capisce quale pubblico abbia potuto attirare un attore “particolare” che per quattro selfie con qualche curioso, senza offrire nessun intrattenimento, non è costato poco e in quanto a mercificazione fa scuola.
Anticipando la risposta dell’amministrazione che, come già fatto per sedare le polemiche, ha addossato la responsabilità a chi ha operato la scelta, cioè all’Associazione “Larinella”, bisogna sottolineare una verità: il Carnevale di Larino, seppur gestito da “Larinella”, fa sempre capo al Comune, tanto che le ospitate sono concordate. E quella di Rocco Siffredi, anche se con qualche iniziale titubanza, alla fine è stata accettata e fatta passare come una “grande operazione di marketing”, del tutto inutile in quanto il Carnevale di Larino, rientrando anche nei Carnevali storici, catalizza da sé l’attenzione di mass media e visitatori. Quindi, per coerenza, l’assessore avrebbe dovuto impedire la presenza di un personaggio che con la Cultura non ha nulla a che fare, e lo avrebbe dovuto fare per gli stessi motivi per cui ha deciso di non ospitare la finale di Miss Molise.


















