LARINO. Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che l’amico Pasquale Raimondo, già funzionario dell’Unione Europea, ha scritto riguardo a quanto sta accadendo in relazione alla apertura della Gigafactory a Termoli.
“La notizia del rinvio di un anno della riapertura della Gigafactory di Termoli mi lascia profondamente interdetto, sorpreso e, soprattutto, preoccupato. Il Molise, pur essendo una delle regioni più piccole d’Italia, merita un’attenzione ben maggiore rispetto a quella abitualmente ricevuta. La sua unicità risiede nella ricchezza ambientale e culturale, nella straordinaria varietà di paesaggi che offre: dalle vette silenziose dell’Appennino alle numerosissime colline punteggiate di borghi autentici, fino alle spiagge dorate che si affacciano sull’Adriatico.
Non si tratta soltanto di preservare un territorio geografico, ma di valorizzare una risorsa preziosa per l’intera comunità nazionale e, in primis, per i giovani. A chi non se ne fosse ancora accorto, il Molise può rappresentare un modello virtuoso di convivenza tra sviluppo sostenibile e tutela ambientale: un luogo dove la tradizione si fonde con l’innovazione, in un equilibrio raro e prezioso.
La storia della Regione, fatta di resistenza ai cambiamenti radicali e di difesa della propria identità, dovrebbe essere motivo di orgoglio e fonte d’ispirazione per politiche attente e lungimiranti. I dati demografici e territoriali indicano fragilità, ma anche enorme potenziale: territori poco popolati, ecosistemi ancora intatti, una comunità localmente radicata e pronta a collaborare per salvaguardare le proprie risorse naturali e culturali.
Non è un caso che un numero crescente di persone, dall’Italia e dall’estero, scelga il Molise per riscoprire ritmi di vita autentici e valori spesso dimenticati. E’ dovere delle Istituzioni, a tutti i livelli, adottare una visione strategica che ponga al centro la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale e umano, soprattutto per i giovani. Investire nel Molise significa investire in una parte vitale della storia e dell’identità italiana, offrendo speranza a chi ogni giorno si impegna per far risplendere questo “gioiello nascosto”.
Purtroppo, la notizia del rinvio va in direzione opposta: sottrae concrete opportunità di investimenti e di lavoro a molti giovani e a migliaia di famiglie molisane, contraddicendo quella visione di sviluppo sostenibile e inclusivo di cui tanto si discute. Le ragioni per difendere e promuovere il Molise sono molteplici: è la seconda regione più piccola d’Italia per superficie e la prima per numero di abitanti, eppure è tra le regioni più belle, incontaminate e autentiche, grazie a un patrimonio naturale che va dalle montagne al mare.
Non sorprende, quindi, che sulle sue spiagge, nei suoi borghi o sui suoi sentieri si sentano accenti del Nord Italia o turisti stranieri, attratti dalla bellezza genuina di questi luoghi. Il Molise è – o dovrebbe essere – un fiore all’occhiello della nostra Nazione, e come tale meriterebbe una gestione attenta e rispettosa da parte di tutti: amministratori locali, regionali, ministeri e governo centrale.
Per queste ragioni, il territorio molisano va custodito non solo con cura, ma anche armoniosamente sviluppato e valorizzato, nell’interesse della collettività nazionale. E invece, questa realtà, tanto evidente quanto semplice, si rivela purtroppo come ultima delle preoccupazioni di chi è chiamato a governare il nostro Paese. È come abbandonare un bambino, lasciandolo senza protezione, cura e futuro. Sursum corda ad maiora semper.
Pasquale Raimondo


















