LARINO. Con una comunicazione affissa direttamente alle porte della filiale ed una mail inviata ai vari clienti, la Bper ha comunicato che la filiale di via Giulio Cesare, dopo l’attacco esplosivo subito allo sportello automatico, lo scorso 8 agosto, riaprirà i battenti domani osservando l’orario prefestivo dalle 8.30 alle 12.30. Nella comunicazione si legge chiaramente, e non poteva essere diversamente, che l’Atm è fuori servizio e che fino alla sua riattivazione, i titolari di conto corrente presso la filiale potranno prelevare senza commissioni dagli Atm degli altri istituti di credito.
In questi giorni la direzione della banca ha già dato mandato ad una ditta specializzata di procedere alla sistemazione della filiale che, come dimostrano le immagini esclusive pubblicate, ha subito danni davvero ingenti, non solo nell’area dove era ubicato lo sportello Atm ma anche al resto dovuti alla prima violenta esplosione che, come si ricorderà, ha lesionato tutte le vetrate della filiale fino ad interessare i muri divisori della stessa e raggiungere anche le vetrate poste nei locali commerciali siti di fronte alla banca.
Detto, dunque, della riapertura della filiale passiamo a fare il punto sulle indagini alla luce delle notizie trapelate. I ladri che sono riusciti a portare via, come detto, quasi una ventina di mila euro, avevano studiato il colpo, forse da giorni, anzi il fatto che i militari dell’Arma hanno rinvenuto all’interno della potente berlina Alfa altri due esplosivi lascerebbe supporre che, quella notte, forse dopo Larino erano intenzionati a mettere a segno anche un altro colpo. Ma fuggendo dai carabinieri, come riferito, hanno perso il controllo dell’auto che ha terminato la sua corsa dinanzi al portone di ingresso di una villetta posta nelle immediate vicinanze del supermercato Eurospin.
La macchina, recuperata con un carroattrezzi è stata parcheggiata all’interno del perimetro militare della caserma di via Rosano. Qui, gli esperti della scientifica hanno compiuto le necessarie operazioni per recuperare ogni pur minima traccia, anche biologica, che potrebbe portarli all’identificazione dei ladri. Di certo, la Giulia quadrifoglio verde da oltre 500 cavalli era stata rubata, sembra, nelle Marche e utilizzata con una targa falsa battente bandiera bulgara. Il legittimo proprietario è stato avvisato del ritrovamento, ma l’auto resta, fino a prova contraria, nella disponibilità degli inquirenti.
Grazie alle telecamere diffuse sul territorio comunale, quest’ultimi stanno ricostruendo il percorso di arrivo dei ladri e in base ai tanti video amatoriali recuperati non è escluso che si possa risalire ad almeno uno dei ladri che nei giorni precedenti potrebbe essere stato ripreso proprio da una delle telecamere partendo da quelle della filiale.



















