MONTELONGO. Sono passati venti anni da quel tragico pomeriggio del 9 luglio 2005. Quattro lustri da quando Mario Macchiagodena, per un assurdo gioco del destino è volato in Cielo quando la sua vita era ancora terra fertile dove poter seminare sogni da realizzare. Tanti anni ma Mario vive. Vive nel ricordo dei suoi familiari, vive nel ricordo di quel gruppo di amici di Montelongo e Larino che non l’hanno mai dimenticato, e mai lo faranno. E così, nelle scorse ore, per ricordarlo anche pubblicamente, perché sappiamo bene che i ricordi si conservano nel cuore, gli amici sono tornati a ritrovarsi su un rettangolo di gioco, tirando calci ad un pallone.
Sul campo di calcio a cinque del centro basso molisano due formazioni: gli amici di Larino dove Mario viveva e quelli di Montelongo paese della sua famiglia. Legami senza tempo per le due formazioni che hanno disputato la partita al cospetto di un nutrito numero di spettatori e naturalmente alla presenza dei familiari di Mario, a partire da sua sorella Francesca e del nipotino Mattia a cui è toccato il compito, dopo il minuto di raccoglimento, di calciare il primo pallone della partita.
Montelongo e Larino non dimenticano Mario, il suo ricordo è sempre vivo e lo sarà nelle persone che hanno avuto modo di conoscerlo, di volerli bene, di amarlo. E da Lassù siamo convinti che Mario apprezza perché quello che si celebra ogni estate in suo ricordo a Montelongo è segno più grande di come i sentimenti siano al di là di tutto, anche della morte.



















