POGGIO SANNITA. Il D’Onofrio Organ Festival non poteva che partire da qui: l’antica “Caccavone”, oggi Poggio Sannita – Isernia, da cui ha avuto inizio la dinastia dei D’Onofrio, “cum summa divotione”!
Sarà proprio l’antico organo “Francesco D’Onofrio” del 1769 a risuonare questa sera, organo detto “principale”, secondo le fonti del “censimento organi molisani” a cura di Vincenzo Lombardi, dotato di dodici registri. Lo strumento, restaurato nel 1997 dalla ditta Giuliano Pedrini, sotto la supervisione della Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise (Dott.ssa Dora Catalano – Dott. Vincenzo Papa), possiede un meraviglioso flauto di quattro piedi, oltre ai registri della piramide del principale sino alla vigesimanona, un flauto in duodecima, la voce umana e un poderoso contrabbasso. Un restauro fortemente voluto da don Francesco Martino, parroco di quel periodo a Poggio Sannita e dal caro Rino Palomba, grande estimatore degli organi D’Onofrio e della rassegna, tornato nella casa del padre a gennaio del 2024 e che sicuramente avrebbe apprezzato tutti gli eventi organizzati per il Festival. L’organo di Poggio Sannita fortunatamente non suona sporadicamente solo nei concerti, ma è parte essenziale della liturgia domenicale, grazie alla grande sensibilità culturale-musicale e liturgica del parroco attuale don Paolo del Papa.
Il concerto di questa sera, 20 agosto 2025, inizierà alle ore 19.00, nella bellissima chiesa di Santa Vittoria. Suonerà per il pubblico il Maestro Stefano Manfredini da Modena, organista del monumentale organo “Tamburini” di S. Giovanni Bosco in Bologna (5 manuali e 12.000 canne); non solo un ottimo musicista ma anche un amico di vecchia data che ha ormai il Molise nel cuore. Non mancate!
Giovanni Petrone


















