Italia e Grecia, produzioni internazionali e fiction senza dimenticare mai la sua città Larino ed il suo amato Molise dove ha recentemente girato ‘Il Primo Figlio.’
LARINO. In questa fine estate del 2025, tra un gelato ed una birra del solito bar Carfagnini, ho incontrato l’amico Manfredi Saavedra, sì, l’attore e produttore cinematografico, cresciuto a Larino dove ultimamente ha scelto di passare la maggior parte del suo tempo quando non ha progetti in lavorazione e dove cerca di far trascorrere anche ai figli un tempo di serena spensieratezza.
Parlare con Manfredi, per me che lo conosco fin dall’infanzia è sempre un piacere, un piacere da condividere perché lui che ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto, lui che ha saputo studiare l’arte del recitare e metterla a profitto, è sempre una bella occasione di confronto dove si riesce sempre a toccare argomenti diversi: dal cinema (certamente) al calcio, dalla poesia all’orto di casa sua e delle “ciabotte” si è fatto con le verdure raccolte in questa calda estate. Ed è sinceramente interessante ascoltarlo quando parla del cinema, dei progetti che sta sviluppando o magari di quelli che sta ancora solo immaginando.
Anche di quelli ha già realizzato o che vuole realizzare qui in Molise come recentemente è successo per ‘Il primo Figlio’ un horror scritto e diretto da Mara Fondacaro prodotto da Nightswim e Sajama Films con protagonisti Simone Liberati e Benedetta Cimatti. La direzione della fotografia è stata affidata a Fabio Paolucci, direttore della fotografia, un fuoriclasse nel suo lavoro cresciuto a Frosolone. Rossella Tilli, la scenografa molisana e contesa dalle grandi produzioni televisive italiane e Luca Cataldi che è stato al suo fianco nell’organizzazione delle riprese. L’opera è stata realizzata in diverse location in Molise come il lago Castel San Vincenzo, Altilia, l’università di Campobasso ed altre tra Castel Petroso e Venafro. Il film è stato scelto per il concorso anche dal bellissimo festival di Casacalenda MOLISECINEMA.
A cosa stai lavorando in questo periodo?
“Si MOLISECINEMA è un festival molto importante per me. Nel 2017 il film LUCANIA, TERRA SANGUE E MAGIA che ho prodotto con MOLIWOODFILMS, la società che avevo fondato con mia sorella Pilar e Federico Saraceni (supportato dalla Lucana Film Commission) ha vinto il premio del pubblico a Casacalenda.
Guarda, proprio in questi giorni, ho ricevuto una di quelle telefonate che chi fa questo mestiere aspetta con celata ansia e riceve con gratitudine”. La serie, che ha avuto un grande successo in tutto il mondo, “MAESTRO IN BLUE” (titolo italiano L’ISOLA E IL MAESTRO) scritta e diretta da Christoforos Papakaliatis per
“Netflix Series” prodotta in Grecia e disponibile in 76 Paesi avrà la sua quarta stagione ed il personaggio da me interpretato conitnuerà ad essere tra i protagonisti della storia.
Puoi anticiparci qualcosa della 4° stagione?
“No. Tutto molto riservato. Ma in Grecia, dove vive una dei miei figli, Electra Emanuela, sto anche producendo un film per il cinema.”Una co-produzione internazionale Italia/Grecia con le due ottime società di produzione: oltre alla Sajama Films (Italia) una società con sede legale proprio a Larino di Pilar Saavedra Perrotta (ndr sua sorella) e ViewMaster Films (Grecia) una società con sede ad Atene, storica (tra tanti autori in passato ha prodotto anche alcune opere del grande
Angelopoulos). La regia e affidata a Yorgos Teltzidis, autore e regista greco alla sua “opera prima” Il suo ultimo cortometraggio, “On Xerxes’ Throne”, diretto da Evi Kalogeropoulou e prodotto da STEGI Fondazione Onassis, ha debuttato alla Semaine de La Critique del Festival di Cannes 2022, dove ha vinto il premio Canalt. Ora siamo in post-produzione.
Qual è la trama del film?
No spoiler! Una partita a basket non toglie vecchie ruggini… Sei vecchi amici si incontrano una volta al mese per giocare a basket nel campo aperto del loro vecchio quartiere. La recente morte di un compagno di squadra e amico, porta un volto del passato nel gruppo, che risveglierà ricordi e sconvolgerà i fatti che sembravano ormai sciolti. E’ una storia tragicomica, una Black Comedy. Mi piace molto questo tipo di storia. Infondo la vita è tante volte, troppe, tragicomica.
Come è nata l’idea di questa storia?
L’idea di raccontarla in un film mi è venuta la sera stessa in cui sono stato a teatro, ad Atene, a vedere lo spettacolo da cui prende spunto l’adattamento cinematografico. Mi ero trasferito in quella terra da poco tempo e lo spettacolo a cui ho assistito era stato appassionante, ben diretto ed interpretato da attori fantastici. Ho chiesto quella sera stessa ad Antonis Tsiotsiopoulo che, interpreta Takis sia in scena in teatro che nel film, e che ha scritto l’opera teatrale con George Palumbis, di cedermi i diritti dell’opera per avere così la chance di poter lavorare all’adattamento per il cinema e cercare di un modo per finanziarlo. Qualche giorno dopo ne ho parlato a Kostas Lambropoulos ed ad Effie Skrobola di ViewMaster Film ed abbiamo iniziato a lavorare insieme per chiudere il budget per la produzione.
Sono molto orgoglioso dello sviluppo di questo progetto perché ha avuto ottime valutazioni da tutte le commissioni dei fondi di produzione a cui abbiamo partecipato come il MIC, il Greek Film Center, la film Commission greca. Ed è anche stato pre-acquisito dal broadcaster nazionale in Grecia questo mi gratifica molto.
Hai nominato anche la Film Commission greca. In Molise si parla molto ultimamente di Film Commission e sembra che sia in via di costituzione. Hai avuto contatti con la regione sull’argomento?
“Si certo. Anche in questi ultimi mesi in cui il delegato alla cultura ha fatto incontri con gli operatori del settore mi è stato chiesto di essere presente ed ho cercato di mettere a disposizione l’esperienza maturata in questi anni, davanti e dietro la macchina da presa, mettendo in luce sia le criticità che un produzione deve affrontare durante la realizzazione di un film sia quelle della Film Commission stessa che nel suo operato deve cercare di supportare il più possibile le produzioni da un lato e i lavoratori dello spettacolo locali da un altro.
Dico “anche” perché questa della film Commission in Molise è una storia lunga. Direi, più che un film, una saga alla GUERRE STELLARI! La prima proposta che io ricordi fu fatta da Rosario de Matteis. Era il 2004 se non sbaglio ed io avevo già fatto cinque film in produzione, in pellicola, tra il 1998 e il 2001. Lavorando a questi film in varie regioni italiane mi fu inevitabile notare come il Molise fosse una delle poche regioni a non averla perdendo, in questo in questo modo, ottime occasioni come invece le stavano facendo le altre. Qualche anno fa portai in Molise Cristina Priarione che all’epoca era la direttrice della RomaLazio Film Commission e presidente dell’Italia Film Commission Network, la rete di tutte le film Commission italiane per dare un po’ di informazioni su come sarebbe dovuta essere costituita e le mission da porsi per un lancio efficace. Ora mi sembra di poter dire con fiducia che la regione stia lavorando con la giusta attenzione alla sua costituzione.
Durante la lavorazione de ‘Il Primo Figlio’, per esempio, è stato complicato mettere insieme una troupe fatta di maestranze e capi-reparto molisani o accedere ai servizi minimi d’accoglienza e di permessi per occupazione di suolo pubblico e tante altre necessità di un set in piena attività. In questo senso ringrazio davvero tutti i ragazzi che hanno lavorato al film e ci tengo tantissimo a ringraziare i comuni che ci hanno ospitato (Venafro, Campobasso, Cantalupo del Sannio) e le istituzioni che ci hanno aiutato, Valeria la direttrice dell’hotel FONTE DELL’ASTORE dove la troupe, composta da circa 40 persone ha vissuto per 5 settimane, presentandoci ogni sera l’ottimo menu dello chef Giovanni, e CROCCARELLA la pinseria di Campobasso che ci ha fatto un catering di rara qualità, consegnandolo in qualunque location anche le più complicate da raggiungere. Ma ci sono tanti altri sponsor nei titoli di coda quindi restate seduti alla fine del film!
Cosa credi che serva alla Film Commission Molise?
Quest’anno, come tutti gli anni, ho fatto l’orto in giardino. Se non avessi avuto una persona che si intendeva di piante, terra e zappa non mi sarei fato neanche una ciabotta!”.



















