TERMOLI. Per la XXXII° edizione della mostra dei ‘5 Dipinti’ presso il Bar Caffetteria 10Punto5, in mostra le opere, eseguite negli anni novanta e duemila, dal suo ideatore e curatore: l’artista molisano, larinese, Renato Marini. L’amico Renato è nato nella città frentana nel 1955 e scrivere di lui è sempre un piacere perché le sue opere esprimono emozioni di sentimenti che vanno diritte al cuore di chi le guarda. Ma non solo, la sua amicizia arricchisce di contenuti il nostro essere molisani perché ci proietta, attraverso le sue opere, in una dimensione altra di un paesaggio che spesso non conosciamo neppure. Eppure abitiamo in questa parte di terra.
La sua lunga carriera artistica prende il via nella metà degli anni settanta del secolo scorso. La sua formazione artistica parte dal Centro d’arte Mascarella di Bologna e la Scuola internazionale di Grafica di Venezia. Attualmente risiede e lavora a Campomarino dove nel 1990 ha ideato e fondato il Centro Culturale IL CAMPO dando inizio nella cittadina adriatica e, nel Molise, ad una intensa attività culturale tesa alla formazione delle arti visive. Adesso divenuto Archivio Storico dove sono conservate 580 opere donate da artisti molti dei quali hanno scritto una pagina importante di storia dell’arte contemporanea in Italia e all’estero.
Nel 2000 stringe amicizia con Christo e sua moglie Jeanne Claude e in occasione del decennale del Centro ospita presso gli spazi del Campo una loro significativa esposizione. Evento storico a Campomarino e per l’intera regione del Molise. Le opere di Marini sono conservate nei Musei, Gallerie d’arte e collezioni private in Italia e all’estero. Diversi critici e storici dell’arte hanno scritto sulla ricerca poetica di Marini tra i quali A.Pace, G.Montana, A. Masi, V.Sgarbi, M.Vitiello, T.Evangelista, E.Costi, H.Orlando,V.Le Pera, L.Del Gobbo, G.Di Genova, R.Vitali, R.Nigro, L.De Lena, M.Porsia, L.Strozzieri, A.Picariello e altri.
Di lui il compianto e ‘compaesano’ Antonio Picariello ha avuto modo di scrivere: …il senso dell’arte in Renato Marini ha la profondità di percepire il mondo e la storia come qualcosa di matematicamente organizzato, assicurante, di facile accesso descrittivo. Sono visioni senza velocità facilmente “trasportabili” dalla memoria ludica che viaggia dallo stadio dell’essere che passa dal campo di concentramento virtuale, dalla quotidianità del consumo e dell’uso monetizzato del tempo alla visione liberata che passeggia nello spazio come pensiero giacomettiano. Racconta il paesaggio molisano come la Rosa Chinensis Mutabilis racconta se stessa. È il ritmo musicale della luce che in “Lux ludus” scandisce i tempi della ricerca. Dal primo momento introspettivo degli anni settanta alla sintesi puntiforme degli anni ottanta, al segno ripetuto a convolvolo sulle forme e sul sapore per un morandiano senso della polvere legata alle percezioni e all’analisi maturata degli anni novanta. È il senso dell’arte e della descrizione che conversa con i mezzi emotivi di Klee, lascia fuori confine e dentro i limiti della semantica l’arroganza del progresso, il meccanicismo, la tecnologia il campo di concentramento dei pensieri industrializzati. “Es una rosa nunca has visto; una sorpresa que te tengo preparada”.
La mostra sarà inaugurata alle 10.30 di venerdì 12 settembre!














