SAN GIULIANO DI PUGLIA. Domani saranno trascorsi 23 anni. 8400 giorni da quella tragedia che in una manciata di secondi, alle 11,32, seppellì per sempre i sogni di futuro di 26 bambini e della loro maestra (il piccolo Umberto Visconti morirà a Roma il 2 dicembre dopo aver lottato per vivere e sarà la 27esima vittima). Sogni spazzati via sì dal sisma ma anche da chi aveva sopraelevato quella scuola dedicata a Francesco Jovine. Come ogni anno, da ogni dove, varie delegazioni di volontari, di scuole, di personaggi noti o meno noti giungeranno dinanzi al cimitero per rendere omaggio a quelle giovani vittime del dovere. Si fermeranno in preghiera, depositeranno un fiore dinanzi a quelle tombe, poi ascolteranno quei rintocchi della campana, in silenzio. E muoveranno infine verso il luogo della tragedia, quel Parco della Memoria dove steli di canne mosse dal vento li condurranno fino ai resti di quella scuola crollata su se stessa. In occasione del 23esimo anniversario della tragedia abbiamo colto sulla sua pagina Facebook il ricordo di uno dei giornalisti che sin dalle prime ore di quel maledetto 31 ottobre 2002 arrivò insieme al suo cameraman a San Giuliano di Puglia, l’amico Remo Croci.
L’abbiamo contattato e, lui, con la sua indescrivibile professionalità, lui che non solo con le parole ma anche con la pittura da sempre sa descrivere emozioni e fatti, ci ha dato l’ok ad utilizzare le sue parole, lui che, da uomo e padre, quel giorno seppe fermarsi e che ancora oggi rivolge preghiere per quei bambini e la loro maestra, perché non si può dimenticare la tragedia di San Giuliano di Puglia, non può dimenticarla nessuno specie chi come Remo ed il sottoscritto l’ha vissuta fin dai primi momenti con il dovere di raccontarla, di raccontare tra dolore, rabbia e verità il perché di quel crollo, il perché di quella scuola sopraelevata, il perché di un’intera generazione, la classe 1996, sia stata cancellata nel breve giro di una lancetta dei secondi. Ecco le parole scritte da Croci sulla sua bacheca di Facebook.
“Quando quel giorno di fine ottobre di 23 anni fa arrivai a San Giuliano di Puglia insieme all’operatore Enrico Rossi raggiunsi la scuola crollata. A piedi percorsi la strada che portava li. C’era tanta polvere nell’aria, le case lesionate con le persone che cercavano di recuperare qualche oggetto. Poi all’improvviso dietro una palazzina vidi tanti uomini sul tetto della scuola crollata. La Jovine. Scavavano tutti con le mani. E c’erano donne che gridavano i nomi dei loro figli, erano grida disperate. Quelle voci le sento ancora oggi. Non le ho mai dimenticate. Dissi ad Enrico di accendere la telecamera che avrei iniziato a commentare. Non riuscimmo perché nel vedere quelle donne che chiedevano aiuto e imploravano i nomi dei figli fu un momento straziante che non ci sentimmo di documentare. In fondo eravamo e’ veri giornalisti e cameraman ma eravamo uomini e padri di famiglia.
Guardavamo quel tetto aperto. Quel buco enorme. E gli uomini che a mani nude scavavano. Lì sotto c’erano i loro figli, i loro nipoti. C’erano i pompieri. Anche loro a mani nude. Sembra di vederli ora che sto scrivendo. Sui volti il bianco della polvere. Sulle mani il sangue. E come quel giorno anche ora mi commuovo. Non riuscivo a parlare. Enrico anche lui aveva gli occhi lucidi. Era impossibile continuare a lavorare. Ci fermammo. Sotto le macerie restarono 26 bambini e la loro maestra. Una intera classe, una generazione spazzata via. Poi seguirono i giorni del lutto e anche della rabbia. Sotto accusa i lavori di ristrutturazione della scuola. I tanti errori commessi da chi doveva dare giustizia. Ricordo che grazie ad un mio servizio al Tg5 venne alla luce che la Commissione ministeriale inviata a svolgere l’indagine aveva sbagliato progetto. Esaminarono quello dell’altra scuola. Quella che era rimasta in piedi. Vennero subito richiamati a Roma. Poi i processi. Nessuno ha mai pagato davvero per la morte di quei bambini e la loro maestra. Una vergogna assoluta. Oggi la mia preghiera è per i piccoli angeli di San Giuliano e la loro maestra”.

















