LARINO. Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo consiliare di minoranza ‘Insieme per Larino’ inerente l’ultima seduta dell’assise civica frentana, svoltasi qualche sera fa.
“L’ultimo Consiglio Comunale, atteso da tempo e già disponibile su You Tube, ha messo sul tavolo della maggioranza una serie di interrogazioni che hanno evidenziato non solo le tante problematiche da affrontare con una certa urgenza, ma anche un modus operandi degli amministratori di maggioranza basato sul “faremo”, con uno sguardo rivolto al domani e mai alle evidenze presenti, o al passato per dire che “sono problemi atavici, che nessuno ha mai affrontato”, e che loro “non hanno la bacchetta magica”.
In realtà, l’amministrazione Puchetti – per gran parte riconfermata insieme al sindaco alle ultime elezioni – governa Larino da oltre sette anni, e i problemi, vecchi o più o meno nuovi, sono sempre lì, in attesa di soluzioni.
Il gruppo di minoranza è tornato, infatti, a chiedere delucidazioni circa i vari muri che presentano problematiche strutturali: quello di via san Rocco, proprio sotto l’Ara Frentana, l’altro, in via Novelli, che costeggia il marciapiede, anch’esso da ristrutturare, utilizzato quotidianamente da genitori e alunni per raggiungere la vicina scuola, e l’ultimo, quello che si trova nei pressi dell’ex IMAM. Muri che sono stati messi in “sicurezza” solo con l’utilizzo di transenne, che in caso di smottamenti importanti non garantirebbero l’incolumità dei passanti.
Per il primo, il Sindaco ha parlato di “progetto esecutivo candidato per ottenere finanziamenti ministeriali” che permetteranno di intervenire con un’opera di rifacimento, mentre il muro di via Novelli, con il sottostante marciapiede, “rientra nella riqualificazione dell’intera area soprastante” per la quale sono stati previsti 650.000 euro di fondi provenienti da avanzo di amministrazione, quindi, dalle casse comunali, con un progetto, però, ancora da approvare e in attesa delle varie autorizzazioni. Fermo restando il fatto che per quel marciapiede, come scritto in uno degli slogan dell’ultimo programma elettorale, era già in programma il rifacimento, per un importo di 70.000 euro. Da aggiungere o da detrarre ai 650.000? In ogni caso, se i soldi ci sono, perché non si è pensato di velocizzare i tempi di intervento?
Riguardo al muro sotto l’ex IMAM, invece, il Sindaco ha dichiarato che un intervento non è possibile perché potrebbe causare il crollo di una casa privata. Quindi, rimarrà così, visto che non ha aggiunto altro? Sembra assurdo.
La discussione si è poi spostata sul quartiere Santa Chiara, in particolare sulla pulizia dei marciapiedi, con il sindaco che ha parlato di riqualificazione dell’intera area, in una delle zone, a detta sua, tra le più attenzionate dall’amministrazione, annunciando anche l’apposizione, entro fine anno, di tre attraversamenti rialzati, atti a limitare la velocità dei veicoli.
Si è passati, in seguito, al sito di via Jovine – quello oggetto di contesa tra la Soprintendenza e i proprietari, con questi ultimi che ne hanno ripreso possesso – che ha sempre suscitato le lamentele dei residenti per via di una manutenzione quasi assente, tanto che le erbacce hanno invaso anche lo spazio esterno, comunale, oltrepassando la rete. Secondo il Sindaco, la pulizia è carente perché, appartenendo l’area a più proprietari, non tutti puliscono il proprio lotto, e per il Comune è difficile intervenire in un’area privata. Il Comune, però, può sollecitare i proprietari, visto che le erbacce ricadono anche sul suolo pubblico, impedendo il passaggio pedonale.
Per ciò che riguarda invece le strutture in ferro posizionate lungo il muro esterno dell’Hospice e nei pressi della scuola media, con l’obiettivo di creare un passaggio sicuro per i pedoni, l’opposizione ne ha evidenziato le criticità dovute al fatto che il percorso risulta stretto, sia per i disabili in carrozzina sia per i pedoni con i passeggini, e a tratti anche impraticabile per la presenza di pali della luce ed erbacce che impediscono il transito. Si tratta di strutture certificate? L’assessore non ha dato risposta, quindi l’opposizione si accerterà che rispondano a tutti i requisiti di legge relativi agli arredi urbani.
Animata la discussione circa i parcheggi nel centro storico durante le imminenti festività natalizie, con la domanda rivolta all’Assessore Angela Vitiello per conoscere le eventuali soluzioni atte a offrire più posti auto anche ai residenti. Domanda a cui ha letteralmente risposto: “Per i parcheggi del centro storico è un problema atavico e siamo arrivati in Consiglio senza bacchetta magica. Purtroppo, l’incremento delle attività, che poi sono molto frequentate perché hanno avuto un forte riscontro, mettono in evidenza la mancanza di parcheggi. Larino è come tutte le altre città che nei centri storici hanno carenze di parcheggi e l’unica possibilità per risolvere è quello a cui si sta procedendo, cioè l’individuazione di aree per costruire parcheggi. Sono state messe in atto varie strategie, ma non hanno risolto il problema”.
Dunque, nessuna soluzione trovata, e un dubbio: perché l’Assessore Vitiello parla di “individuazione” di aree, se nell’ultima campagna elettorale si è parlato già di due zone – il terreno nella parte retrostante dell’ex IMAM e il sito, in via Novelli, dove sorgeva l’ex liceo – da adibire a parcheggio?
La soluzione al problema è arrivata dall’opposizione, e precisamente dal Consigliere Salvatore Faiella che ha suggerito di creare, durante le festività e in particolare nei giorni delle Luminarie, un senso unico che va dal distributore di benzina fino alla piazza, consentendo, con un’ordinanza, di parcheggiare le macchine sulla destra, in modo da recuperare circa 60 posti auto, prevedendo pass per i residenti.
Soluzione semplice, immediata e fattibile, che l’amministrazione ha recepito e che sicuramente metterà in atto.
Tirando le somme, tra i tanti numeri dati (relativi alle somme di denaro occorrenti) e le molte risposte evasive, si conclude dicendo che non occorrono super poteri o magie ma solo lavoro, ritornando al ruolo principale della politica, cioè quello di servire la comunità per la quale, liberamente e consapevolmente, si è scelto di mettersi in gioco, alzandosi metaforicamente dalla poltrona tanto desiderata e ottenuta, per vivere il paese, recuperando il rapporto diretto con la gente e, soprattutto, con le varie, evidenti problematiche, impegnandosi ogni giorno, con i fatti e non con le parole, per risolverle, reperendo anche fondi pubblici”.




















