SAN MARTINO IN PENSILIS. Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione il ‘Cosmopolitico Ets’ il resoconto della tappa del Geopolitica nei Borghi Festival 2025 svoltasi nel centro bassomolisano lo scorso 3 novembre.
“Geopolitica nei Borghi Festival 2025 ha fatto tappa a San Martino in Pensilis. Lunedì 3 novembre, al mattino, nell’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “John Dewey” si sono tenuti due interessanti incontri. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giovanni di Matteo, dell’assessore alla cultura Mara Montanaro, della giornalista Antonella Iammarino in rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti del Molise e della dirigente scolastica prof.ssa Immacolata Lamanna, è intervenuta la prima ospite Shervin Haravi, moderata da Giuseppe Petruccelli e Alberto Petruccelli, membri dell’Associazione IL COSMPOPOLITICO ETS.
Shervin, attivista per i diritti umani, ha ripercorso tutta la storia dell’Iran, suo paese d’origine, dove vive ancora parte della sua famiglia: dall’impero persiano alla dinastia Pahlavi, dalla rivoluzione islamica del 1979 al giorno d’oggi, con un focus sulla condizione di vita delle donne e dei dissidenti politici. Il titolo dell’incontro “Donna, Vita, Liberta” non a caso è lo slogan del movimento di protesta che negli ultimi anni sta mettendo in discussione il regime teocratico. Gli studenti hanno partecipato con emozione ai racconti dell’attivista, immedesimandosi nella storia di Masha Amini e delle tante ragazze che soffrono la privazione delle libertà personali oggi in Iran.
Al centro del dibattito anche il ruolo della cultura come arma di disobbedienza civile, tra letteratura, musica e cinema. A margine dell’evento è intervenuto Monsignor Leo Boccardi, già Nunzio Apostolico in Iran per ben sei anni, che ha raccontato frammenti della sua esperienza dal punto di vista diplomatico, con un appello al costante dialogo interreligioso. Alla fine i ragazzi hanno interagito con l’attivista Shervin a cui hanno posto numerose domande e riflessioni, instaurando un vero dialogo di accrescimento culturale verso una dimensione cosmopolita. Il secondo incontro della mattinata ha visto protagonista Vanessa Combattelli, docente di Fondazione Italia Usa, che ha interloquito con i ragazzi sul concetto di verità legato al giornalismo e all’informazione e di come i giovani costruiscono la propria verità, soprattutto sui social e su internet in generale. La moderazione è stata affidata al presidente dell’associazione organizzatrice del festival, Antonio Petruccelli. Si è parlato poi anche della nuova frontiera dell’intelligenza artificiale, delle sue potenzialità e dei suoi pericoli, per comprendere la differenza tra articoli o immagini reali da quelle create con l’AI.
Nel pomeriggio, presso la sala consiliare del comune di San Martino, si sono tenuti altri due incontri, questa volta non rivolti direttamente alla scuola ma aperti a tutta la cittadinanza. Matteo Giusti, giornalista freelance e uno dei maggiori africanisti in Italia, ha presentato il suo libro “Africani brava gente” (Paesi edizioni, 2025) dialogando con Antonio Petruccelli. Molto preziose le sue riflessioni sull’immenso continente africano, con i suoi 54 stati e 1,5 MLD di persone con prospettive di crescita demografiche nei prossimi anni spaventose, spesso raccontato esclusivamente per luoghi comuni dai media mainstream. Si è discusso di colonialismo, di neocolonialismo e delle sue conseguenze, fino alla corruzione delle classi dirigenti locali che bramosi di potere hanno sempre soffocato sul nascere qualunque processo democratico che potesse metterli in discussione. E tutto questo analizzando svariati fenomeni come il tribalismo che porta a dei veri pogrom etnici, i colpi di stato (di natura etnica e/o militare), I contro golpe e guerre civili, la crisi di Suez nel ’56, il ruolo dei mercenari e della Legione straniera, l’influenza dei due blocchi della Guerra Fredda in Africa e le conseguenze del crollo del Muro di Berlino, l’influenza di Russia, Cina e Turchia, le primavere arabe, il diritto internazionale che fa fatica ad affermarsi in questo continente, fino al movimento One-Piece della generazione Z arrivato anche in Africa. Insomma uno spaccato a tutto tondo di un continente dove si combattono una buona percentuale dei 56 conflitti che si registrano nel globo troppo spesso dimenticati, dove nonostante tutto c’è speranza per una vita migliore solo a patto che ci sia una nuova classe dirigente, un elettorato attivo e consapevole e un blocco delle ingerenze straniere (prima europee come la Francia e la Gran Bretagna e poi Russia e Cina). Un lavoro ancora lungo, ma possibile.
Nel tardo pomeriggio è stato ospite del festival Giovanni Cerchia, professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi del Molise, che ha tracciato un percorso storico della definizione dell’ordine mondiale nel ‘900. Le due guerre mondiali come spartiacque della storia, il progetto della Società delle Nazioni confrontato a quello dell’Onu, la guerra fredda, la definizione di “secolo americano” e i nuovi scenari globali dopo la rielezione di Trump; i nuovi rapporti di forza nel patto atlantico, la mancanza per l’UE di una politica estera comune e di un esercito comune oltre a dover superare l’unanimità del voto nelle decisioni, il declino americano e l’ascesa della Cina che rivendica un nuovo ordine mondiale multipolare e non più a sola guida USA. Un racconto su chi siamo stati per provare a comprendere chi siamo oggi e chi potremmo essere nel prossimo futuro.
Geopolitica nei Borghi Festival è un festival itinerante di geopolitica nei borghi del Molise. Il festival è ideato e organizzato dall’Associazione IL COSMOPOLITICO ETS, con il patrocinio dei comuni di Larino, San Martino in Pensilis, Ripalimosani, Europe Direct Molise-Provincia di Campobasso, l’IRESMO, l’Odg Molise e il CO.RE.COM Molise, oltre a una serie di sponsor privati”.


















