LARINO. Ancora una tragedia lungo quel tratto di Statale 647 compresa tra il secondo e il terzo svincolo per il centro frentano. L’abbiamo testimoniato con la nostra presenza questo pomeriggio al km 67, abbiamo sulla nostra pagina Facebook, con le foto riferito di come per una fatalità, per circostanze rimesse al vaglio dei carabinieri della compagnia di Larino, l’utilitaria Ford su cui viaggiava il 34enne Luigi Santone si è schiantata mortalmente contro un Tir che sopraggiungeva dalla direzione opposta. Per chi da 25 anni racconta le cose belle di questa terra ma anche le tragedie purtroppo, lo scenario che abbiamo visto è parso subito drammatico. Per il giovane 34enne purtroppo non c’è stato nulla da fare. Violentissimo l’impatto contro una parte del Tir tanto che le lamiere della sua autovettura l”hanno avvolto in un abbraccio di morte. Diversa la storia per l’autista del grosso mezzo che trasportava travi di cemento. Sull’asfalto i militari dell’arma hanno messo a referto una lunga scia di frenata prima dell’impatto contro il guardrail e l’uscita di strada del mezzo finito a valle della carreggiata in un campo.
Il personale del 118, giunto dalla postazione di Larino, sull’ambulanza della Croce San Gerardo, si è calato nella scarpata per prestare soccorso all’uomo che era stato scaraventato fuori dal mezzo. I sanitari l’hanno immobilizzato ed hanno atteso l’intervento della gru dei Vigili del Fuoco. Con una professionalità senza eguali, il capo squadra dei vigili si è calato con la barella, ha raggiunto grazie al suo collega al braccio meccanico, l’autista e l’ha riportato sulla sede stradale per collocarlo sulla lettiga dell’ambulanza e di qui consentire il suo trasferimento in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero gravi e per tutto il tempo del soccorso è rimasto vigile e cosciente.
Sì diceva uno scenario di morte con pezzi dei mezzi volati a decine di metri di distanza dal punto d’impatto e quel velo bianco a coprire quel corpo, lì su quella strada dove purtroppo la cronaca, quella recente, ha fatto registrare tante altre vittime. Un tratto di strada, un’arteria regionale, la Bifernina, forse non più adeguata alla circolazione attuale. Costruita alla fine degli anni sessanta del secolo scorso per collegare la parte orientale del Molise a quella occidentale, nonostante i tanti lavori, nonostante i tanti milioni spesi, non è mai stata adeguata ai nuovi volumi di traffico tanto che risulta senza ombra di smentite, da Bojano a Termoli, come uno dei tratti stradali più insidiosi del nostro Molise. Ed ogni nuovo incidente, ogni nuova croce piantata a suoi lati, segno di altri lutti, non fa altro che ricordare al presente come forse è davvero giunto il tempo di ripensarla.
Sentite condoglianze da parte mia e dell’intera redazione di nelmolise.it alla famiglia del giovane 34enne.
(Per tutte le foto del tragico incidente e le operazioni di soccorso potete consultare la nostra pagina Facebook)

















