SAN MARTINO IN PENSILIS. Continua a far sentire le sue voci emotive il libro “Magna Capitana” di Luigi Pizzuto in un ambiente pieno di storie esemplari, di valori e di attenzioni. Tra i cimeli di antica memoria, dove si respira di stare dalla parte di chi ha bisogno, Magna Capitana è stata ben accolta.
“È un piacere ritrovarsi al secondo appuntamento dedicato agli autori molisani – ha precisato Nicola Zio presidente della Società Operaia – per dialogare intorno ai libri, alle idee, alle parole. Il titolo Magna Capitana è di per sé un bel viaggio. Il libro evoca un territorio, un’anima, una memoria collettiva. È una sensibile attenzione sulla Capitanata, sui nostri piccoli borghi che s’arrampicano sulle colline. È l’ascolto dei silenzi profondi. È un abbraccio alle proprie radici e alla qualità della vita. Non solo ai luoghi geografici ma agli spazi interiori per interrogarsi su che cosa resti nei luoghi e nelle persone.
L’autore è legato alla sua terra di origine, alle sue voci, ai suoi ritmi. Sente l’amore per i paesaggi minori, per la vita quotidiana che si svolge lontana dai grandi centri. Con la consapevolezza che nei piccoli borghi la vita è di qualità e si nascondono storie ed esperienze universali. Le poesie sono brevi racconti di luce e di memoria. La scrittura è intima. Sobria. Non c’è mai un eccesso. Tutto è calibrato come se ogni verso avesse il compito di trattenere un’emozione, un ricordo, una visione. Nel leggere Magna Capitana si ha la sensazione di camminare accanto all’autore, di attraversare i campi, le vie del borgo, il cuore di un bosco, le stagioni della vita. Ma quello che colpisce è la voce corale che emerge. Pizzuto non scrive solo di sé, ma di una comunità, di un’identità che rischia di perdersi e che la poesia restituisce alla memoria. Ogni poesia è un piccolo gesto di custodia. Un modo di dire: questa voce, questo luogo, questa emozione meritano di restare. Ecco perché Magna Capitana è un atto d’amore verso la terra e la parola. La cultura vive se qualcuno l’ascolta, l’accoglie e la porta avanti”. Interessante il dialogo di Raffaele Di Bello con l’autore sui riferimenti storici, paesaggistici e sociali. In particolare sul tratturo magno L’Aquila – Foggia che con i sui intrecci, depositari di una cultura rurale senza precedenti, e gli scambi devozionali tra uomo e animali, riempie d’orgoglio tutta la comunità locale.
Dopo la lettura “Nel paese” cresce l’attenzione verso la vita dei borghi. Autentica e a misura d’uomo. Il pubblico in sala ha apprezzato molto l’iniziativa. Anche grazie alle letture di Giovanna Cesaroni Aprile e agli intervalli musicali di Francesco e Giulio Tosto. Presenti in sala Annamaria Graziani de L’Altro Teatro, le scrittrici Costantina Santoro, Lucia Bocale, Rossella De Magistris e Antonietta Caruso titolare dell’editrice Cantieri Creativi.

















