CAMPOBASSO. Sette ore di autopsia non sono bastate. Quando, nel tardo pomeriggio di oggi, si è concluso l’esame sui corpi di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50, la verità sulla loro morte è ancora lontana. Nessuna causa immediata individuata, nessuna risposta definitiva. Solo un dato certo: l’enigma resta intatto.
Gli accertamenti, eseguiti all’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, sono iniziati alle 9.30 e si sono protratti per l’intera giornata. A coordinare le operazioni la dottoressa De Luca, medico legale nominato dalla Procura, affiancata dal gastroenterologo dottor Laterza. In sala settoria erano presenti i consulenti dei cinque medici indagati, il consulente della famiglia, l’anatomopatologo Marco Di Paolo, i legali e gli investigatori della Squadra Mobile.
Al termine dell’autopsia, proprio Di Paolo ha chiarito i limiti dell’esito: allo stato, si può parlare soltanto in termini generici di una possibile tossinfezione di origine alimentare. Nessuna sostanza identificata, nessun elemento in grado di indirizzare con certezza l’inchiesta. Tutte le ipotesi restano aperte.
Per capire cosa abbia ucciso “due persone sane”, decedute a poche ore di distanza l’una dall’altra, sarà necessario attendere i risultati degli esami tossicologici e istologici. Tempi lunghi, inevitabili. «Serviranno dai trenta ai sessanta giorni», spiega l’avvocato della famiglia, Paolo Lanese. È a quei dati scientifici che ora guarda l’indagine.
Parallelamente proseguono le verifiche sugli alimenti sequestrati nell’abitazione dei Di Vita a Pietracatella, tuttora sotto sequestro. Gli investigatori hanno repertato un ampio campionario: conserve industriali e casalinghe, sott’oli, formaggi, marmellate, polpette, mozzarella, baccalà gratinato, funghi. Prodotti di diversa provenienza, alcuni preparati in casa, altri acquistati. Tutto sarà analizzato nei prossimi giorni presso l’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise. L’elenco definitivo dei campioni è in fase di completamento e sarà trasmesso al Ministero della Salute.
Il focus investigativo resta concentrato sulla giornata del 23 dicembre. In casa, quel giorno, c’erano soltanto il padre Gianni Di Vita, la moglie Antonella e la figlia minore Sara. Assente la figlia maggiore, Alice. Un contesto diverso da quello della vigilia di Natale, quando ai pasti avevano partecipato più persone, nessuna delle quali ha poi accusato sintomi. Un elemento che non chiude scenari, ma orienta l’attenzione su ciò che potrebbe essere stato consumato il giorno precedente.
L’inchiesta della Procura di Campobasso procede su un doppio binario, sanitario e giudiziario. Cinque i medici indagati: tre del pronto soccorso del Cardarelli – Maria Balbo, Ramon Aldo Olivieri e Pietro Vuotto – e due della Guardia medica, Angela Maria Castelluzzo e Michele Formichella. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità medica. Secondo quanto emerso finora, madre e figlia sarebbero state dimesse e rimandate a casa in due occasioni, nonostante la presenza di sintomi, prima del rapido e drammatico peggioramento del quadro clinico, culminato nel cedimento multiorgano. L’Asrem ha tuttavia ribadito che sarebbero stati rispettati tutti i protocolli.
Nel frattempo, dallo Spallanzani di Roma arrivano notizie più incoraggianti. Gianni Di Vita è stato trasferito dalla Rianimazione a un reparto ordinario, alla luce di un’evoluzione favorevole del quadro clinico. Restano ricoverati, a scopo precauzionale e assistenziale, sia lui sia la figlia maggiore Alice, seguiti dall’équipe medica e supportati anche dal team di psicologi dell’Istituto.
A Pietracatella il tempo sembra essersi fermato. Il sindaco Antonio Tomassone ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali, la cui data sarà fissata dopo il nulla osta della Procura, e ha disposto l’annullamento delle iniziative di Capodanno. Una comunità intera attende risposte che, per ora, non ci sono. Forse arriveranno dai laboratori, dai referti, da quei numeri chiamati a dare un nome a una morte che oggi resta senza spiegazione.


















