MONTELONGO. Il pane e il suo profondo significato, quello che abbraccia la carità, la condivisione, la gioia di stare insieme. Il suo profumo, la sua fragranza, frutto di fatica e di tanto amore per le cose belle. Un gesto di accoglienza, di dono e di speranza nell’anno giubilare che sta per terminare.
Un contesto di forte commozione ha avvolto la chiesa madre di Santa Maria ad Nives a Montelongo, dove si è rinnovato il rito del pane dell’Immacolata. Domenica 7 dicembre 2025, vigilia della solennità di Maria concepita per opera dello Spirito Santo, il vescovo Claudio Palumbo ha presieduto la santa messa insieme al parroco, don Marco Colonna.
Una chiesa gremita, a ragione dei piccoli numeri di un paese che in questo momento così prezioso, ha respirato “l’essenza della fede” e del pane spezzato nell’eucarestia, come sottolineato dal vescovo Claudio. In tanti hanno condiviso dei gesti semplici, quasi come un insegnamento da trasmettere a tutti nel tempo della fretta, del consumismo esasperato e della società liquida.
Un clima rigido, la preghiera che scalda il cuore sotto il Cielo stellato, un atto di affidamento mentre si aspetta il Natale negli occhi dolci di un bambino. La benedizione delle panettelle, custodite nelle ceste sistemate ai piedi dell’altare richiama così al senso dell’esistenza, di una vita da non sprecare, da nutrire con la Parola di Dio e con tanta carità, nelle relazioni più autentiche.
La distribuzione è avvenuta alle prime luci dell’alba, come da tradizione, con le federe dei cuscini portate per “accogliere” la “palata” benedetta suonando alle porte delle abitazioni dove è stato posto un segno inconfondibile.
Raccontarlo è molto bello, ma viverlo è qualcosa di più, è un invito a partecipare da ogni dove, come quando in passato, nella notte dell’8 dicembre, si raggiungeva Montelongo a piedi da Montorio nei Frentani.
È un dono di amore, di fraternità, di preparazione al Santo Natale da condividere con i bambini. Non come il tempo che fu, ma come un’opportunità da cogliere ancora oggi come una testimonianza di appartenenza a una comunità, di resilienza, di fiducia nel futuro sotto lo sguardo amorevole della Vergine Maria Immacolata.


















