SANTA CROCE DI MAGLIANO. Era stata convocata per affrontare, insieme alla comunità e al nuovo comandante della locale stazione dei carabinieri Matteo Diamilla, il tema delle truffe a domicilio, ma inevitabilmente l’assemblea pubblica di oggi pomeriggio ha assunto ben presto un altro significato alla luce del gravissimo episodio di violenza che ha visto coinvolto un ragazzo di 15 anni, divenuto vittima dell’aggressione da parte di alcuni suoi coetanei. Vittima di una baby gang composta da ragazzi e ragazze che non solo hanno infierito con calci e pugni contro di lui, ma hanno filmato l’aggressione postandola poi sui social.
La sala consiliare era piena in ogni ordine di posto, piena di cittadini che con i loro interventi hanno evidenziato un diffuso senso di insicurezza e la richiesta di giustizia, con il timore che l’episodio non sia isolato ma inserito in un contesto più ampio di disagio giovanile. Secondo alcuni cittadini, infatti, i presunti responsabili sarebbero già stati protagonisti di altri comportamenti violenti.
Il sindaco Alberto Florio, dopo aver riconosciuto la gravità dell’evento e lo stato emotivo che attraversa il paese ha affermato: “Siamo davanti a una comunità ferita e arrabbiata. È un episodio che non avremmo mai voluto affrontare, ma che è stato immediatamente segnalato alle autorità competenti”. Il primo cittadino ha invitato però a mantenere equilibrio e senso di responsabilità, sottolineando come il rispetto dei ruoli istituzionali sia fondamentale in una fase così delicata.
Florio ha voluto escludere l’esistenza di una vera e propria emergenza sociale, tanto che ha parlato di un fatto grave ma isolato, ribadendo l’importanza della prevenzione e del lavoro condiviso tra scuola, famiglie, istituzioni e forze dell’ordine. In quest’ottica, ha annunciato l’organizzazione di un secondo convegno dedicato al bullismo, che coinvolgerà il mondo scolastico, la parrocchia e le realtà istituzionali del territorio.
Alcuni momenti di vera tensione si sono registrati nel momento in cui dalla sala, alcuni cittadini, hanno ‘interrogato’ il comandante della stazione dei Carabinieri, il maresciallo Matteo Diamilla, sull’identità dei responsabili. Il neo comandante ha spiegato di non poter fornire alcuna informazione sulle indagini in corso. Dalle notizie raccolte dalla redazione, è emerso che tutti i soggetti coinvolti sono stati identificati e sarebbero stati, su disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale dei Minori di Campobasso, già sentiti dai carabinieri.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche esponenti della minoranza consiliare, che hanno annunciato una richiesta formale alla Prefettura per garantire maggiore tutela alla famiglia del ragazzo aggredito, una situazione ritenuta particolarmente fragile. È stata inoltre proposta una raccolta firme a sostegno dell’iniziativa.
L’amministrazione comunale ha espresso piena solidarietà alla famiglia del giovane. «Come Comune faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità – ha dichiarato il sindaco – ma soprattutto, come esseri umani, sentiamo il dovere di essere vicini a questa madre e a questo ragazzo». L’assemblea pubblica si è chiusa con un messaggio unanime ossia quello di cercare l’unità e la responsabilità collettiva per reagire a quanto accaduto, ma soprattutto lavorare perché simili episodi non accadano mai più.


















