Cinque medici indagati, analisi su alimenti e sostanze tossiche
CAMPOBASSO. Entrano in una fase cruciale le indagini sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, 50. La giovanissima 15enne e sua madre decedute al Cardarelli di Campobasso dopo la cena della vigilia di Natale. Gli inquirenti stanno approfondendo la pista di una possibile intossicazione, di origine alimentare o chimica, che potrebbe aver provocato il malore improvviso e letale.
Tra le ipotesi investigative figura anche una contaminazione accidentale di alimenti. Potrebbero essere coinvolte delle farine entrate in contatto con sostanze tossiche, come il veleno per topi. La Procura di Campobasso, come già riferito, ha aperto un fascicolo di indagine fissando per domani mattina, alle ore 9, l’esecuzione delle autopsie all’ospedale Cardarelli. Esami autoptici fondamentali per chiarire le cause del decesso.
Gli inquirenti hanno inscritto nel registro degli indagati cinque medici. Tre del Pronto Soccorso del Cardarelli (due di origine venezuelana e uno italiano) e due in servizio presso la Guardia Medica di Sant’Elia a Pianisi. Le ipotesi di reato spaziano dall’omicidio colposo alle lesioni colpose, fino a possibili profili di responsabilità medica, per accertare eventuali ritardi o omissioni nella gestione clinica delle due pazienti.
Per ricostruire la dinamica e individuare con precisione l’agente causale, la Procura ha nominato come consulenti il medico legale Benedetta Pia De Luca e il gastroenterologo Francesco Battista La Terza. La famiglia Di Vita, assistita dagli avvocati Arturo Messere e Paolo Lanese, ha invece affidato la propria consulenza tecnica al professor Marco Di Paolo, docente dell’Università di Pisa.
Parallelamente proseguono gli accertamenti dell’Asrem e della Polizia giudiziaria. L’Istituto Spallanzani di Roma è stato coinvolto per ottenere una diagnosi definitiva. Mentre all’Istituto Zooprofilattico di Teramo sono stati inviati gli alimenti sequestrati nel frigorifero dell’abitazione: vongole, cozze, seppie, baccalà e funghi confezionati, consumati il 24 dicembre.
Sono in corso anche verifiche su un fungo potenzialmente velenoso rinvenuto in casa, ma al momento non emergono certezze. Gli investigatori, tuttavia, sembrano concentrare l’attenzione sui pasti del 23 dicembre, mentre resta poco chiaro cosa sia stato consumato la sera di Natale. È stata invece esclusa l’ipotesi di botulino, ritenuta incompatibile con il quadro clinico e con la simultaneità dei sintomi.
Il direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, ha parlato di un “sospetto caso di tossinfezione”, spiegando che la causa potrebbe essere alimentare o chimica, e che la sostanza responsabile potrebbe essere stata ingerita o inalata. Un elemento chiave resta il fatto che al pranzo e al cenone della Vigilia hanno partecipato altre 16 persone, nessuna delle quali ha accusato sintomi.
Le autopsie di domani potrebbero fornire le prime risposte concrete su un caso che ha profondamente scosso l’intera comunità di Pietracatella e che ora punta a ricostruire, ora per ora, le ultime ore di vita di Sara e Antonella.
Le autopsie di domani potrebbero rappresentare il primo vero punto di svolta, fornendo risposte attese da una comunità ancora sotto shock e permettendo di ricostruire, con rigore e precisione, le ultime ore di vita di Sara e Antonella.


















