LARINO. Riceviamo e pubblichiamo la nuova nota del gruppo di minoranza ‘Insieme per Larino’.
“È un dato di fatto che una delle manifestazioni più antiche della città di Larino stia perdendo lustro di anno in anno. Lo dicono gli espositori sempre meno presenti, i visitatori che via via diminuiscono, ma soprattutto lo racconta il passato glorioso di un evento che un tempo aveva grande capacità attrattiva.
E l’ultima edizione non ha fatto eccezione in quanto a perdite, confermandosi, forse, tra quelle meno partecipate, tanto che è stata oggetto di interrogazione da parte del gruppo di minoranza durante il penultimo Consiglio Comunale.
In particolare, è stato chiesto all’Assessore alle Attività Produttive, Angela Vitiello, di riferire circa i motivi che hanno spinto l’amministrazione ad affidare l’organizzazione della fiera a un soggetto economico esterno, e poi di illustrare le spese sostenute, gli introiti ottenuti, il numero degli espositori coinvolti, suddivisi per categoria, e le modalità di assegnazione degli spazi espositivi.
L’Assessore Vitiello ha letto una lunga relazione in cui si diceva, in sintesi, che la decisione di esternalizzare in toto l’organizzazione dell’evento è stata dettata da una logica improntata da un lato sull’economia, con la riduzione dei costi – 40.000 cui sottrarre il contributo di 15.000 euro della Camera di Commercio – , l’azzeramento di qualsiasi rischio economico per l’ente, evitando anche alla macchina amministrativa un sovraccarico di lavoro straordinario, tenuto conto della mancanza di risorse umane; dall’altro, sull’efficienza, l’efficacia e la qualità, attraverso una professionalità atta a garantire un’adeguata comunicazione e scelte organizzative mirate, visto che “la scelta dell’operatore esterno è stata fatta sulla base di documentate esperienze pregresse…”.
In ogni caso, il numero degli espositori è calato, soprattutto quello dello street-food, per la decisione, a detta dell’Assessore, di “non fare una sagra confusionaria come negli altri anni”, quando però si inneggiava alla grande riuscita dell’evento e si puntava proprio sull’offerta dello street-food come richiamo al territorio e alle sue eccellenze.
Il Consigliere Salvatore Faiella ha replicato, con toni da lui stesso definiti sopra le righe, chiedendo poi scusa ai presenti e a coloro che avrebbero seguito la registrazione del Consiglio, insistendo sul fallimento completo dell’evento, sottolineando l’incapacità di organizzarlo e, in maniera chiaramente provocatoria, ha detto che i tanti soldi spesi, anche nelle passate edizioni, avrebbero potuto, a quel punto, aiutare le attività commerciali in difficoltà. Provocazione alla quale l’Assessore Vitiello ha risposto con un’altra provocazione, affermando che “non si può spiegare la Fiera d’Ottobre a chi non ha sangue larinese”, detto a una persona che da anni, con le Luminarie, porta alto il nome di Larino. A prescindere dal “piccolo” dettaglio che ben due esponenti della maggioranza non hanno origini larinesi, l’Assessore Vitiello ha dimenticato di dire che proprio lei, nonostante il sangue “blu” frentano che le scorre nelle vene, ha ridotto, per la prima volta nella storia dell’evento, la durata della fiera da cinque a tre giorni, in barba alla tanto “sentita” tradizione.
Ma la perla è arrivata nel momento in cui il Consigliere Faiella ha chiesto spiegazioni circa un vecchio progetto visionario, annunciato dall’assessore Vitiello nel 2023 in un video pubblico ma mai realizzato, che avrebbe dovuto rilanciare la fiera, facendola diventare addirittura un brand e, insieme, punto nevralgico dell’agroalimentare del Basso Molise, perché la risposta è stata letteralmente questa: “Io non sono nessuno per spiegare, vada su Internet…”.
Un’uscita non piacevole e molto superficiale per chi si definisce nessuno e invece ha un ruolo centrale nella vita pubblica della città; ruolo che ha scelto di ricoprire e per il quale ha il dovere di rispondere, soprattutto se si tratta di progetti pubblicamente divulgati come una valida svolta.
Poi, solo quando il Consigliere Di Maria, per riportare il dialogo su toni più pacati, ha detto che un modo per rianimare l’evento poteva essere quello di pensare a una “fiera filiera”, l’Assessore Vitiello ha tirato fuori dal cilindro la stessa, identica idea a cui starebbe lavorando, che però, come affermato da un altro consigliere, appartiene a una persona esterna all’amministrazione.
Alla luce di quanto detto, resta il fatto che un evento come la Fiera d’Ottobre ha bisogno di nuova linfa, di idee innovative che sappiano coniugare tradizione e cambiamento, puntando su un progetto che si concentri sull’anima antica della manifestazione, ma rinnovandola e adattandola alle nuove esigenze del territorio. Nessuno dice che è semplice, ma con un lavoro mirato e con l’aiuto di professionisti del settore, guardando anche alle altre fiere che si svolgono a livello nazionale, ci si può riuscire. Ma occorrono impegno, dedizione e, soprattutto, umiltà. Si spera che il 2026 rappresenti l’anno della svolta, altrimenti, da Valley dell’Agroalimentare – secondo il visionario progetto del 2023 mai realizzato e che l’Assessore non ha voluto spiegare – , la fiera diventerà solo una “Valley” di lacrime”.


















