di Regina Cosco
LARINO. Il teatro Risorgimento, domenica 8 febbraio, ha ospitato ‘L’impresario delle Smirne’. Lo spettacolo, con la regia di Carlo Emilio Lerici, ha proposto un nuovo allestimento di uno dei testi più brillanti della commedia di Carlo Goldoni. In scena Gigi Savoia e Francesca Bianco, insieme ad un nutrito cast di attori,
per un’opera corale che ha divertito il numeroso pubblico presente in sala restituendo tutta la vitalità, il ritmo e la comicità corrosiva di Goldoni.
La nostra redazione, ha raggiunto e intervistato gli attori durante le prove.
Al nostro arrivo, la scenografia sul palco del Risorgimento è quella di un teatro vuoto perché – come da copione – il capocomico Orazio attende gli altri membri della compagnia per dare inizio alle prove del nuovo spettacolo.
Una compagnia a rischio chiusura a causa delle difficoltà economiche. Toccherà reperire i soldi necessari, così al capocomico ecco l’idea. È da questo prologo, liberamente tratto da Goldoni, che prende vita il nuovo allestimento de ‘L’impresario delle Smirne’ con la regia di Carlo Emilio Lerici.
La trama è nota: un mercante turco vorrebbe scritturare una compagnia da portare in tournée nelle Smirne – appellativo allora dato alla Turchia – ma il gruppo di teatranti scelti da un ambiguo intermediario si rivelerà presto una giostra irresistibile di vanità, rivalità, intrighi e richieste esorbitanti. Primedonne pronte a tutto pur di primeggiare, e teatranti pettegoli e presuntuosi.
Un’ umanità comica e fragile allo stesso tempo, portata in scena da un mostro sacro della recitazione come Gigi Savoia e da una straordinaria Francesca Bianco. Con entrambi si è parlato di cosa tratta la commedia e del senso che assume.
Francesca, in questo spettacolo lei interpreta proprio una di queste attrici della scrittura goldoniana disposta a tutto pur di essere una primadonna…
Si, in generale questa è una commedia che, come si vedrà sul finale, è capace di divertire e di far riflettere sul senso stesso di fare teatro. Interpreto un’attrice che crede di essere bravissima che, invece, non è. Un’ attrice che guarda tutti gli uomini quasi a volerli ammaliare credendo di essere bellissima.
Ma bellissima non è.
Il divertimento è proprio questo: si prendono in giro degli stereotipi del mondo del teatro. Si tratta di uno spettacolo anche molto intelligente, perché certamente è una comicità di quell’epoca ma che ancora adesso ci fa ridere degli stessi errori e degli stessi difetti che i personaggi hanno tutt’oggi.
Gigi, lei ne ‘L’impresario delle Smirne’ interpreta Orazio, il capocomico, direttore della compagnia…
Si, interpreto il direttore della compagnia. Questo spettacolo è un bellissimo adattamento di Carlo Emilio Lerici che ha unito le componenti del teatro comico con quelle della commedia di Goldoni. Poi, abbiamo lasciato che le mie origini partenopee venissero un po’ fuori; questo è stato funzionale anche per la resa comica. È un nuovo allestimento di una commedia che offre uno sguardo, sorprendentemente, contemporaneo sul mondo dello spettacolo. Sia l’adattamento, sia la conclusione riserveranno più di una sorpresa.
Prima di lasciarla andare al trucco vorrei rivolgerle una domanda che forse le avranno rivolto molto volte.
Lei ha lavorato con grandi nomi: è stato nella compagnia di Eduardo De Filippo, ha lavorato con Giorgio Albertazzi, Gigi Proietti.
Cosa rappresenta per lei il teatro?
Beh, il teatro è stata tutta la mia vita. Ho da poco festeggiato i cinquantatre anni dal mio primo contributo ENPALS di lavoratore dello spettacolo.
Sono, con orgoglio, pensionato dello spettacolo. Solo con i contributi dello spettacolo, ho mandato avanti una famiglia e cresciuto tre figli. Quindi, ho fatto solo questo per tutta la mia vita. Comprenderete che non c’è grande differenza tra la mia vita e il teatro. Sono la stessa cosa. Non riesco a tracciare un confine, non riesco a capire se il teatro è la mia vita o se la mia vita è il teatro.
Con Francesca Bianco, protagonista da quarant’anni in tutte le principali produzioni del Teatro Belli, e con la verve ma anche con l’autorevolezza di Gigi Savoia, il teatro di Goldoni continua ad essere garanzia di divertimento puro anche al Risorgimento di Larino ancora una volta al tutto esaurito.
















