LARINO. Larino piange la scomparsa del professor Piero Maria Ricciardi, venuto a mancare nelle ultime ore all’età di 84 anni. Con lui se ne va non solo un docente stimato, ma una di quelle figure rare che segnano davvero la vita di chi ha avuto la fortuna di incontrarle sui banchi di scuola.
Ricciardi è stato per lunghissimi anni uno dei pilastri del glorioso Liceo Classico e Scientifico “Francesco D’Ovidio” di Larino, un’istituzione che grazie a persone come lui ha saputo formare generazioni di studenti non soltanto sul piano didattico, ma umano. Insegnava matematica al classico, ma sarebbe riduttivo ricordarlo solo come “professore di matematica”: Ricciardi insegnava soprattutto a pensare, a guardare il mondo con curiosità, spirito critico e libertà.

Era un Professore con la P maiuscola, dotato di una cultura immensa, trasversale, profonda, mai ostentata. Schivo e riservato nella vita privata, quasi defilato dai riflettori, diventava però un vero unicum nel rapporto con i suoi studenti: presente, ironico, brillante, capace di creare un legame autentico che andava ben oltre il ruolo formale dell’insegnante.
La matematica era una delle sue passioni, certo, ma accanto ad essa convivevano la musica, la filosofia, la tecnologia, il dialogo continuo con i ragazzi. Ogni lezione era un pretesto per allargare gli orizzonti, per collegare saperi, per dimostrare che le discipline non sono compartimenti stagni ma parti di un’unica, grande avventura intellettuale.
Pioniere dei computer quando ancora erano oggetti misteriosi e ingombranti, pioniere dell’uso dei software in un’epoca in cui la scuola italiana muoveva appena i primi passi nel digitale, Ricciardi aveva intuito prima di molti altri che il futuro passava da lì. Ma non era mai una tecnologia fredda o distante: per lui ogni strumento era un mezzo per stimolare la mente, non per sostituirla.
Il suo stile era inconfondibile: quel modo di essere a metà tra l’amico e il professore, capace di farsi rispettare senza mai alzare la voce, di farsi ascoltare senza imporre. Un uomo controcorrente, che ha vissuto la scuola in un tempo ormai quasi mitologico, quando – come molti ex studenti ricordano con un sorriso – si poteva perfino fumare in classe e le lezioni diventavano discussioni, viaggi mentali, piccole avventure intellettuali.
Ricciardi ha “cresciuto” intere generazioni di liceali. Non solo preparandoli agli esami, ma aiutandoli a diventare adulti, a scegliere, a sbagliare, a farsi domande. Ed è forse questo il segno più profondo che lascia: non i voti sul registro, ma i ricordi indelebili nella memoria di chi oggi, a distanza di decenni, lo chiama ancora semplicemente “il Professore”.
Larino perde una figura centrale della sua storia culturale. I suoi studenti perdono un maestro. La scuola perde uno dei suoi interpreti più autentici. Ma resta qualcosa che non se ne va: l’eredità silenziosa e potente di chi ha insegnato che la conoscenza non è mai solo una materia, ma un modo di stare al mondo.
La redazione di nelmolise.it e il suo direttore Nicola De Francesco si uniscono al dolore della famiglia e rivolgono le più sentite condoglianze alla figlia Paola e a tutti i familiari del professor Ricciardi. Il rito funebre sarà celebrato domani, 3 Febbraio, alle ore 10.30 nella parrocchia della Beata Vergine delle Grazie muovendo dalla Casa Funeraria Bavota in contrada Monte Arcano.
Ciao Prof!


















