Foto e testo dell’amico Guerino Trivisonno
LARINO. A Larino, ieri sera, il teatro è tornato ad essere quello che dovrebbe sempre essere: un luogo di pensiero, emozione e comunità.
Nel suggestivo Teatro Risorgimento è andata in scena la celebre commedia Volpone di Ben Jonson, capolavoro del teatro elisabettiano del Seicento che, pur attraversando i secoli, continua a parlare con sorprendente attualità delle debolezze umane: avidità, inganno, potere e illusione.
La regia di Carlo Emilio Lerici, ormai ben conosciuto e apprezzato dal pubblico frentano, ha saputo guidare con equilibrio una messinscena capace di collegare la classicità dell’opera con sensibilità più contemporanee.
Sul palco, la scena è stata dominata dalla straordinaria interpretazione di Francesca Bianco, protagonista intensa e magnetica, capace di conquistare il pubblico con una presenza scenica forte e raffinata. Per lei applausi convinti e meritati, anche a scena aperta.
Accanto a lei il grande Eduardo Siravo, volto noto del teatro e della televisione italiana, nel ruolo del protagonista Volpone: il ricchissimo e astuto ingannatore attorno al quale ruota la commedia delle ambizioni e delle miserie umane.
Non è stato casuale che questo spettacolo sia arrivato proprio ora a Larino. In queste settimane la città sembra riscoprire il barocco, con le sue luci e le sue ombre. Da una parte l’incontro dedicato a Caravaggio organizzato dal Rotary International nella Sala Freda, dall’altra il teatro che porta in scena il mondo di Ben Jonson.
Due artisti lontani ma sorprendentemente vicini: il pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio e il drammaturgo inglese hanno raccontato la stessa realtà fatta di contrasti violenti, passioni, peccati e verità crude. Nel barocco l’arte non addolcisce la vita: la mostra per quello che è.
Larino, con il suo patrimonio storico dominato dall’antico Anfiteatro Romano di Larino, sembra quasi il luogo naturale per queste riflessioni. Un tempo arena di scontri tra leoni e martiri, oggi la città affida al teatro il compito di farci combattere battaglie diverse: quelle interiori, quelle della coscienza, quelle della comprensione delle fragilità umane.
E non è un dettaglio che tutto questo sia avvenuto l’8 marzo, giornata simbolo della forza e del talento femminile. Proprio una donna, Francesca Bianco, ha regalato al pubblico una delle interpretazioni più luminose della serata, dimostrando quanto il teatro sia ancora uno spazio di libertà e di espressione artistica.
In questo percorso culturale va riconosciuto anche il lavoro dell’assessore alla cultura Iolanda Giusti, che continua a sostenere iniziative capaci di tenere vivo il tessuto culturale della città. Eventi come questi dimostrano che anche in una piccola comunità il teatro, l’arte e la riflessione possono diventare occasioni preziose di crescita collettiva. Perché il teatro, quando funziona davvero, non è solo spettacolo. È memoria, pensiero, ironia sulla nostra natura. E a Larino, ieri sera, tutto questo è successo




















