PIETRACATELLA. La verità sulla morte di madre e figlia di Pietracatella è ancora lontana dall’essere ricostruita del tutto. Gli accertamenti scientifici hanno fornito soltanto risposte parziali e restano ancora molti interrogativi aperti, soprattutto sulle cause che avrebbero portato al decesso delle due donne.
Per questo oggi la procuratrice capo di Larino, Elvira Antonelli, insieme al capo della Squadra Mobile Marco Graziano, si è recata a Pavia presso il Centro Antiveleni Maugeri, diretto dal professor Carlo Alessandro Locatelli, per un confronto diretto con il consulente incaricato degli accertamenti tossicologici sul caso.
Parallelamente, proseguono anche gli interrogatori in questura a Campobasso delle persone informate sui fatti: familiari, conoscenti e persone vicine al nucleo familiare vengono ascoltati dagli investigatori nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita delle due donne e raccogliere elementi utili all’inchiesta.
«L’incontro di oggi ha avuto la finalità di discutere il caso di persona. Si continua a lavorare in attesa del deposito della relazione autoptica», ha dichiarato la procuratrice Antonelli, confermando come l’inchiesta sia ancora in una fase delicata e tutt’altro che conclusa.
Sul fronte degli accertamenti medico-legali è intervenuta anche la dottoressa Benedetta Pia De Luca, che segue da vicino il caso. «Per chiarezza si precisa che durante l’incontro previsto per domani pomeriggio al Policlinico di Bari, alle ore 15:30, sarà data la possibilità ai consulenti di parte di visionare al microscopio i vetrini ottenuti dai frammenti di organo prelevati in sede di autopsia del 31 dicembre 2025 e durante l’incontro del 28 gennaio 2026. L’analisi istologica è importante tanto quanto quella autoptica e serve a rilevare eventuali elementi non evidenziabili con la sola visione macroscopica degli organi».
La specialista ha inoltre precisato: «Alla luce della complessità del caso, ho altresì richiesto ulteriore proroga di 30 giorni per il deposito della relazione», sottolineando così la necessità di approfondire ogni aspetto prima di arrivare a conclusioni definitive.
Il quadro investigativo, dunque, resta ancora incompleto. La presenza della sostanza rilevata appare compatibile con un’intossicazione acuta, ma manca tuttora un elemento decisivo: capire quale sia stato il veicolo di contaminazione, il punto d’ingresso e soprattutto il momento esatto del contatto.
L’incontro con Locatelli punta proprio a questo: sciogliere dubbi ancora rilevanti e valutare eventuali ulteriori consulenze tecniche. Un passaggio delicato, soprattutto perché gli investigatori hanno bisogno di basi solide qualora si decidesse di procedere con un’ipotesi di duplice omicidio volontario, archiviando invece il fascicolo per omicidio colposo aperto nei confronti dei medici del Ospedale Cardarelli, una richiesta che – secondo quanto trapela – sarebbe già stata anticipata da alcuni legali e attende solo di essere formalizzata.
Di certo, il giallo di Pietracatella non potrà essere risolto in tempi brevi. Gli elementi finora raccolti non consentono conclusioni rapide, nonostante il forte pressing mediatico che ha trasformato il piccolo borgo della provincia di Campobasso nel centro della cronaca nera nazionale.
















