Alla Procura di Larino circa 50 iscrizioni di “codice rosso” ogni tre mesi tra violenza di genere, stalking e maltrattamenti
LARINO. Non è solo una stanza. È un cambio di paradigma nel modo in cui le istituzioni si avvicinano al dolore, alla fragilità, alla richiesta – spesso silenziosa – di aiuto. In un contesto in cui il contrasto alla violenza, soprattutto di genere, è ormai una priorità strutturale, iniziative come questa segnano il passaggio da una logica emergenziale a un approccio fondato su prevenzione e prossimità.
Questa mattina, alle ore 11, presso la compagnia dei Carabinieri di Larino, guidata dal capitano Vincenzo Bazzurri, è stato inaugurato lo spazio dedicato all’ascolto delle vittime vulnerabili nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”: un presidio concreto pensato per trasformare l’accoglienza in protezione reale.
Il punto è l’impostazione: non più ambienti freddi e potenzialmente intimidatori, ma uno spazio progettato per abbattere le barriere psicologiche che frenano la denuncia. Donne, minori e persone fragili potranno raccontare violenze e maltrattamenti in un contesto riservato e protetto. Perché oggi il nodo non è solo la violenza, ma la sua emersione: troppe vittime continuano a non denunciare per paura, dipendenza o sfiducia.
All’inaugurazione erano presenti il comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise” Gianluca Feroce, il prefetto di Campobasso Michela Lattarulo, la procuratrice Elvira Antonelli, quella del tribunale dei Minori di Campobasso Rosanna Venditti, la consigliera di parità, la rappresentante dell’ordine degli psicologi del Molise, il sindaco di Larino Pino Puchetti. Una presenza che va oltre il protocollo: indica una filiera operativa che mette al centro la tutela della persona, rafforzando il coordinamento tra forze dell’ordine, magistratura e territorio.
Determinante la collaborazione tra il comando provinciale dei Carabinieri di Campobasso, il Lions Club International – con il coinvolgimento del club di Termoli – e il Leo Club di Termoli. Un’alleanza tra istituzioni e società civile che ribadisce un principio: la lotta alla violenza non può essere delegata, ma condivisa.
“Una stanza tutta per sé” va oltre l’infrastruttura: è uno strumento operativo che interviene nella fase più delicata, quella dell’emersione. È lì che spesso si decide tutto: nella possibilità di sentirsi ascoltati senza paura.
In questo contesto, il dato che emerge dalla Procura di Larino dà la misura concreta del fenomeno. Come evidenziato dalla procuratrice Antonelli, ogni tre mesi vengono iscritte nelle notizie di reato circa 50 fattispecie riconducibili al cosiddetto “codice rosso”, tra violenza di genere, stalking, violenze sessuali e maltrattamenti in ambito domestico. Numeri che segnalano una pressione crescente e una diffusione del fenomeno che non può essere sottovalutata, e che richiede strumenti sempre più efficaci per intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e prevenire escalation.
In questa direzione, il lavoro dell’Arma dei Carabinieri si conferma centrale nel favorire l’emersione dei casi e nel costruire un primo livello di fiducia con le vittime. La nuova stanza rappresenta da oggi un punto di riferimento concreto sul territorio: un luogo in cui rompere il silenzio può diventare più semplice e meno traumatico.
Il comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”, Gianluca Feroce, ha sottolineato l’importanza operativa svolta dall’Arma anche attraverso personale specializzato, impegnato quotidianamente nella gestione di queste fattispecie di reato. Un contributo sempre più qualificato, che vede una presenza significativa di donne, la cui sensibilità e capacità di ascolto rappresentano un elemento fondamentale nell’approccio alle vittime. E l’inaugurazione della stanza tutta per sé deve essere conosciuta, riconoscibile ed accessibile. È questa una delle sfide decisive per l’efficacia delle politiche di contrasto.
Il segnale da Larino è chiaro: lo Stato non si limita a intervenire dopo, ma crea le condizioni perché le vittime possano farsi avanti prima. E senza sentirsi sole.



















