PORTOCANNONE. È una notizia che non avremmo mai voluto scrivere. Una di quelle che pesano prima ancora di essere raccontate, perché lasciano addosso il silenzio e tolgono spazio alle parole.
Non ce l’ha fatta la bambina di 22 mesi rimasta gravemente ferita sabato scorso a Portocannone, dopo essere stata investita accidentalmente dalla macchina del papà nel cortile dell’abitazione di famiglia. È morta oggi all’ospedale Salesi di Ancona, dove era ricoverata da cinque giorni in condizioni disperate, sospesa tra la vita e la speranza.
La voce della tragedia ha iniziato a diffondersi in serata nel piccolo centro bassomolisano, come un’onda lenta e inarrestabile. Per giorni il paese aveva vissuto in attesa, con il fiato trattenuto, affidandosi alle preghiere, al tempo e alla medicina, nella fragile illusione, nella speranza che viene dalla fede che un epilogo diverso fosse ancora possibile.
Il dramma si era consumato nel pomeriggio di sabato, in un momento quotidiano spezzato all’improvviso. Nell’area privata dell’abitazione, una fatalità, un attimo di distrazione, e la vita della piccola travolta da un destino improvviso e irreparabile. I soccorsi erano stati immediati, la corsa al San Timoteo di Termoli disperata, con la consapevolezza che ogni secondo contava.
Da lì, il trasferimento urgente in elisoccorso verso il Salesi di Ancona, dove la bambina è stata affidata alle cure dei medici che, giorno e notte, hanno tentato l’impossibile per trattenerla ancora un po’ alla vita. Ma le ferite erano troppo profonde, troppo gravi per lasciare spazio a quel miracolo dai tanti sperato.
In quei giorni l’intero Molise si era raccolto in un’unica, silenziosa preghiera. Portocannone e i paesi vicini avevano sospeso il rumore quotidiano, come se il territorio intero si fosse fermato davanti a un’attesa troppo grande da sostenere.
Oggi, con la conferma della sua morte, quel silenzio si è fatto definitivo. Portocannone appare come un paese sospeso, immobile, attraversato da un dolore che non trova forma né conforto. Le strade, i volti, le case sembrano appartenere a un tempo diverso, come se la realtà avesse improvvisamente perso il suo ritmo.
Resta una comunità ferita, raccolta attorno a una famiglia distrutta, e il senso di una perdita che va oltre le parole, oltre le cronache, e che si deposita lentamente nel cuore di chi resta.
A nome della redazione di nelmolise.it, ci stringiamo con profonda commozione alla famiglia della piccola, con un pensiero che si fa abbraccio silenzioso, pieno di dolore e di rispetto per una vita che ha lasciato troppo presto il mondo.



















