URURI. È il giorno che precede la festa, la vigilia di quell’evento identitario che da secoli unisce la comunità al Santissimo Legno della Croce. Il paese si prepara a vivere il momento più atteso, immerso in un clima che intreccia devozione, storia e orgoglio popolare.
La giornata di ieri ha aperto ufficialmente le celebrazioni con la rievocazione storica della donazione della reliquia sacra. Un appuntamento che ha animato le strade del centro con una partecipata sfilata: il corteo degli sbandieratori, capace di richiamare l’attenzione di residenti e visitatori, e l’esibizione dei Falconieri di Melfi in piazza Santa Maria hanno offerto uno spettacolo suggestivo, riportando indietro nel tempo la memoria collettiva del borgo bassomolisano. A chiudere la giornata, la tradizionale messa dei carrisiti, momento di raccoglimento e condivisione spirituale.
Oggi, 2 maggio, l’attenzione si sposta sul momento centrale della vigilia: la benedizione dei carri. Un rito carico di significato, che rappresenta non solo un passaggio religioso, ma anche il simbolo di una tradizione che si rinnova ogni anno, coinvolgendo intere generazioni.
Tutto è ormai pronto per il grande evento di domani, quando andrà in scena la storica corsa dei carri. A contendersi la vittoria saranno ancora una volta il carro dei Giovani e quello dei Giovanotti, questi ultimi forti del successo ottenuto nell’edizione 2025. Una sfida sentita, che va oltre la competizione e si trasforma in espressione viva dell’identità e dell’appartenenza di una comunità.
Ururi si stringe così attorno alla sua festa più rappresentativa, tra attesa, emozione e un legame profondo con le proprie radici.



















