di Francesco D’Imperio
CASACALENDA. La seconda giornata del Convegno Nazionale sulla Psichiatria “Un Convegno Abitato – La salute mentale come bene comune nei territori, nelle comunità, nei contesti di vita” ha confermato l’impianto innovativo dell’iniziativa: un evento che non si limita a parlare di salute mentale, ma la abita, la attraversa, la mette in relazione con i luoghi e con le persone.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali dei rappresentanti dei Comuni ospitanti e degli Ordini professionali, seguiti da una plenaria clinica multidisciplinare che ha offerto un quadro ampio e articolato delle sfide contemporanee della salute mentale nei piccoli territori.
Tra i temi affrontati:
- de-istituzionalizzazione e nuove forme di cura;
- schizofrenia e disturbi schizoaffettivi nei contesti rurali;
- depressione maggiore nei piccoli comuni;
- nuovi paradigmi psicofarmacologici;
- migrazione, restanza e marginalità sociale.
Un mosaico di interventi che ha mostrato come la salute mentale sia un campo complesso, intrecciato con dinamiche sociali, culturali e territoriali.
Il pomeriggio ha portato i partecipanti nel cuore di Casacalenda per i Dialogici in passeggiata, un’esperienza di osservazione partecipata che ha permesso di esplorare il tema della marginalità direttamente nei luoghi della vita quotidiana. Professionisti, operatori e cittadini hanno camminato insieme, ascoltato storie, osservato spazi, raccolto vissuti. Un metodo che trasforma il territorio in laboratorio vivo, dove teoria e pratica si incontrano.
La successiva tavola rotonda ha approfondito il rapporto tra marginalità, fragilità e risposte comunitarie. Gli interventi hanno evidenziato come, nei piccoli centri, la prossimità possa diventare una risorsa preziosa, ma anche come sia necessario costruire reti solide, competenti e capaci di accogliere.
La giornata si è conclusa con la Cena Dialogica di Comunità, un momento conviviale che ha trasformato i tavoli in veri e propri gruppi di lavoro. Ogni gruppo ha elaborato parole chiave, idee e suggestioni emerse durante la giornata, restituendo un quadro ricco e partecipato. Un modo semplice e potente per ricordare che la salute mentale non è solo cura, ma relazione, ascolto, presenza reciproca. Questa seconda giornata ha confermato la forza del format:
- esperienze condivise,
- grande partecipazione,
- interventi di alto livello,
- territori che diventano protagonisti.
Casacalenda e Bonefro stanno mostrando come anche i piccoli comuni possano essere luoghi di innovazione sociale, capaci di ospitare riflessioni nazionali e di generare nuove pratiche.
Il convegno proseguirà domani con la sessione dedicata alla restituzione collettiva e ai take-home messages.



















