LARINO. Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata alle redazioni regionali da parte dell’associazione Larinella.
“L’associazione Larinella e le associazioni dei gruppi costruttori del Carnevale di Larino lanciano un appello pubblico forte, accorato e definitivo all’intera città, all’amministrazione comunale e a tutte le forze politiche: il tempo delle discussioni è finito, adesso bisogna costruire! Da anni il Carnevale vive e sopravvive grazie al sacrificio silenzioso di decine di volontari, carristi, famiglie e associazioni che, in condizioni spesso precarie e senza strutture adeguate, continuano a difendere uno dei simboli culturali più importanti del Molise.
Un patrimonio, riconosciuto nel 2018 come Carnevale storico d’Italia e capace di portare il nome di Larino ben oltre i confini regionali, che ancora oggi non dispone di una vera casa! Negli ultimi mesi qualcosa di concreto era finalmente accaduto. A gennaio 2026, durante la conferenza stampa della 51^ edizione, veniva riaperta ufficialmente la questione dei nuovi capannoni. Dopo anni di attese, confronti e promesse il tema tornava finalmente al centro del dibattito pubblico.
Subito dopo la manifestazione si apriva una lunga fase di concertazione tra amministrazione comunale, uffici tecnici, RUP del procedimento, associazione Larinella e associazioni dei gruppi costruttori, culminata nell’approvazione ufficiale del Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) approvato dalla giunta comunale il 19 marzo 2026. Per la prima volta venivano messi nero su bianco: area, caratteristiche tecniche, quadro economico, cronoprogramma e obiettivi progettuali.
Il Comune di Larino ha scelto di destinare un’area già pubblica adiacente al polo fieristico con accesso autonomo da contrada Fonte Focolare e spazi separati dalla Fiera d’Ottobre superando definitivamente ogni ipotesi di commistione tra le due manifestazioni. Il progetto prevede cinque moduli da 200 mq ciascuno, alti 12 metri, magazzini e uffici di 50 mq e con accessi indipendenti destinati alla costruzione, al montaggio e al ricovero dei carri allegorici. Secondo quanto emerso il Comune di Larino “disporrebbe” attualmente di una copertura economica pari a circa 1,2 milioni. Risorse che consentirebbero già da subito la realizzazione dei primi quattro moduli destinati ai carri di prima categoria, rinviando ad una fase successiva il quinto padiglione dedicato alla seconda categoria; salvo ulteriori disponibilità economiche.
Nel consiglio comunale dell’11 maggio scorso il dibattito politico è stato riaperto a seguito di una mozione presentata che confutava localizzazione, dimensioni dell’opera e compatibilità con il polo fieristico. Una discussione che, seppur culminata con la bocciatura della mozione, ha avuto il merito di determinare un ulteriore approfondimento tecnico e politico. Per questo, il 21 maggio, amministrazione, tecnici, RUP, associazione Larinella e associazioni dei gruppi costruttori si sono nuovamente riuniti per chiarire definitivamente ogni aspetto progettuale, condividendo una linea precisa: costruire subito i primi quattro capannoni e completare successivamente il quinto modulo destinato alla seconda categoria.
Oggi, dunque, non esistono più alibi: esiste un’area, un’ipotesi di fattibilità, un indirizzo amministrativo approvato, una copertura economica quasi completa, una volontà condivisa. Quello che serve adesso è il coraggio politico di andare fino in fondo. Per questa ragione l’associazione Larinella e le associazioni dei gruppi costruttori chiedono formalmente all’intero consiglio comunale di Larino, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, di assumersi una responsabilità storica verso il futuro del Carnevale. Entro giugno dovrà essere presentato il progetto. Entro il 2026 dovranno essere affidati i lavori.
In assenza di atti concreti e tempi certi l’associazione Larinella e le associazioni dei gruppi costruttori si vedranno costrette, loro malgrado, a sospendere il Carnevale estivo 2026 e l’organizzazione della 52^ edizione del Carnevale di Larino 2027. Non si tratta di una minaccia né di una provocazione, è un grido d’allarme. Non si può continuare a chiedere sacrifici infiniti a chi realizza il Carnevale senza garantire spazi e dignità. Perché senza una casa il Carnevale di Larino rischia davvero di fermarsi e con lui rischia di fermarsi un pezzo della storia, dell’identità e dell’anima di questa Città.



















