TERMOLI. Un cambio di cornice importante, ma un’emozione rimasta intatta — forse persino più forte. L’attesissimo saggio della palestra Fly Zone di Termoli, appuntamento ormai fisso dell’Estate Termolese, ha trovato quest’anno una nuova casa: non più la storica Scalinata del Folklore, ma il più capiente Teatro Verde, nel cuore del Parco Comunale.
Una variazione logistica già prevista nel calendario degli eventi estivi, utile da ricordare per non sbagliare indirizzo, che non ha però scalfito l’entusiasmo dei tanti allievi, delle famiglie e degli appassionati presenti. Al contrario, la nuova location ha accolto una serata intensa, partecipata e ricca di energia, trasformando la Musical Night della Fly Zone in uno spettacolo capace di unire palco, musica, danza e storie personali.
Nel corso della serata sono andati in scena ben sei musical, ciascuno con atmosfere, costumi e coreografie capaci di coinvolgere il pubblico: Sister Act, Come d’incanto, Aladdin, Moulin Rouge, Matilda sei mitica, il Re Leone e Wicked. Un viaggio tra mondi diversi, portato sul palco con energia, precisione e grande partecipazione emotiva.
Dietro ogni momento andato in scena c’è stato un lungo lavoro costruito nei mesi precedenti. Un lavoro fatto di prove, incoraggiamenti, pazienza e fiducia, portato avanti con passione dalle insegnanti Paola D’Onofrio e Mariapia Recchi. La loro forza non è stata soltanto insegnare passi, movimenti e tempi scenici: sono riuscite a portare sul palco donne adulte, molte delle quali lontane dal mondo dello spettacolo, aiutandole a superare timori, insicurezze e quella naturale paura di esporsi davanti a un pubblico.
Paola e Mariapia hanno saputo trasformare un gruppo di mamme, lavoratrici e donne con vite diverse in una vera compagnia. Hanno creato un’alchimia rara, fatta di ascolto, complicità e determinazione, in cui ogni partecipante ha trovato il proprio spazio e la propria voce. È stata questa la magia più grande della Fly Zone: far sentire ciascuna protagonista non soltanto parte di uno spettacolo, ma parte di qualcosa di più profondo, costruito insieme prova dopo prova.
Accanto a loro, Angelo Fabrizio, ideatore dello spettacolo, ha dato forma a un progetto ambizioso e coinvolgente, capace di valorizzare il gruppo e di trasformare il lavoro di mesi in una serata ricca di ritmo, energia ed emozione.
A salire sul palco del Teatro Verde non sono state attrici professioniste, ma diciannove donne: mamme, insegnanti, assicuratrici e operaie che hanno scelto di mettersi in gioco, indossando i panni delle consorelle di Sister Act. Insieme ai loro bambini, hanno dato vita a uno spettacolo autentico e profondamente emozionale, in cui il talento si è intrecciato con il coraggio, la passione e il desiderio di condividere un’esperienza fuori dall’ordinario.
Perché salire su un palco non è mai soltanto esibirsi. È affrontare la paura, allenarsi con costanza, imparare a fidarsi degli altri e di sé stessi. È vivere settimane di prove, corse in palestra, passi da ricordare, vestiti scomodi, tacchi che fanno male e infinite gocce di sudore. È anche chiedersi, tra una risata e un momento di stanchezza: “Ma chi me lo ha fatto fare?”.
Poi arrivano le luci, il dietro le quinte, l’adrenalina. Pochi istanti prima di entrare in scena il corpo si blocca, la memoria sembra vacillare e il cuore corre più veloce di tutto il resto. La paura di dimenticare una battuta o un passo lascia spazio, però, a qualcosa di più grande: la forza del gruppo, gli sguardi incoraggianti, l’intesa costruita prova dopo prova.
Tra errori, riuscite inattese e risate fino alle lacrime, si creano legami che diventano quasi un bisogno quotidiano. Ed è proprio questa la parte più preziosa di un’esperienza come quella vissuta alla Fly Zone: la fatica condivisa, la complicità nata durante il percorso, la gioia di esserci stati insieme.
Per una delle protagoniste, salire sul palco a 48 anni accanto alle proprie figlie ha rappresentato un regalo difficile da raccontare a parole. Un momento speciale, fatto di coraggio, affetto e memoria, capace di trasformare una semplice esibizione in un ricordo destinato a durare nel tempo.
A custodire le immagini più vere della serata è stato l’occhio sensibile del fotografo e amico Fabio Manso, che ha saputo cogliere emozioni, sguardi, attese e sorrisi. Attraverso i suoi scatti, il pubblico ritrova la tensione del dietro le quinte, l’energia del palco e quella gioia spontanea che ha reso lo spettacolo così speciale.
La Musical Night della Fly Zone è stata tutto questo: un’esperienza meravigliosa, così intensa da sembrare quasi irreale. Una serata in cui ogni applauso ha dato valore alla fatica, ogni emozione ha trovato spazio e ogni partecipante ha contribuito a costruire qualcosa di autentico.
Un successo emozionante, che non si misura soltanto nella qualità dello spettacolo, ma nei ricordi lasciati nel cuore di chi è salito sul palco e di chi, dal pubblico, ha avuto la fortuna di assistere.
(foto dell’amico Fabio Manso che ringraziamo)



















