L’ordinanza è stata eseguita dai Carabinieri tra Campobasso e Trapani. Le indagini erano partite dalla denuncia delle madri delle due vittime
CAMPOBASSO. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Campobasso e della Sezione Operativa della Compagnia di Trapani hanno eseguito il 18 agosto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un diciottenne di nazionalità egiziana, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di due ragazze minorenni.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Pierpaolo Filippelli. I fatti contestati risalgono allo scorso 30 luglio e sarebbero avvenuti in pieno centro cittadino a Campobasso.
L’attività investigativa è scattata dopo la dettagliata denuncia presentata dalle madri delle due giovani vittime, che avevano fornito una prima descrizione dei presunti autori, indicandoli come due ragazzi di giovane età e di nazionalità straniera.
Le indagini, condotte dai militari della Stazione e della Sezione Operativa della Compagnia di Campobasso, si sono sviluppate attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area e l’audizione delle vittime e di persone informate sui fatti. Gli elementi raccolti hanno consentito agli investigatori di delineare, secondo l’accusa, un grave quadro indiziario nei confronti del maggiorenne, alla base della richiesta di custodia cautelare poi accolta dal Gip.
Coordinati dalla Procura di Campobasso, i Carabinieri hanno successivamente rintracciato il giovane nel territorio di Trapani, dove è stato arrestato e trasferito nella locale Casa circondariale, rimanendo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’indagato è coinvolto nell’inchiesta insieme a un altro connazionale minorenne, nei cui confronti procede separatamente la competente Autorità giudiziaria per i minorenni.
La Procura ricorda che la misura eseguita è cautelare e adottata nella fase delle indagini preliminari: il destinatario del provvedimento è da ritenersi presunto non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, e può proporre impugnazione nei modi previsti dalla legge.


















