Il paese si è ritrovato grazie all’associazione Munxhufuni Ini Na in via Ugo Foscolo per lo scatto della popolazione 2026. Accanto al sindaco Giorgio Manes anche la piccola Giorgia, nata lo scorso 26 luglio. La fotografia ufficiale sarà presentata insieme al video dell’evento il 12 agosto
MONTECILFONE. Ci sono fotografie che raccontano un momento e fotografie che, invece, finiscono per raccontare un’intera comunità. Quella scattata ieri pomeriggio a Montecilfone appartiene certamente alla seconda categoria.
Per qualche minuto, il paese si è fermato. Le famiglie, i ragazzi, gli amministratori, gli anziani, chi a Montecilfone ci è nato e chi lo ha scelto come casa, ma anche chi vive lontano e in questi giorni è tornato per l’estate, si sono ritrovati tutti insieme. Non per una festa qualsiasi, ma per entrare, fianco a fianco, nella fotografia della popolazione 2026.
L’iniziativa, promossa dall’associazione Munxhufuni Ini Na con il patrocinio della civica amministrazione, ha avuto il sapore di quelle occasioni capaci di andare oltre il semplice appuntamento fotografico. Perché mettere insieme in un’unica immagine un paese significa, in fondo, fotografarne l’anima.
E Montecilfone ieri ha mostrato proprio questo: il volto di una comunità fatta di generazioni diverse, di storie che si intrecciano e di legami che resistono anche alla distanza.
A coordinare lo scatto è stato l’amico e nostro collaboratore Francesco D’Imperio di Kerem.it. La fotografia ufficiale, naturalmente, è ancora custodita gelosamente: sarà presentata soltanto il prossimo 12 agosto. Nel frattempo, però, è arrivato un piccolo regalo per la curiosità di quanti attendono di vedere il risultato: uno scatto del backstage, sufficiente a raccontare l’atmosfera di quei momenti. E proprio il backstage regala alcuni particolari che rendono ancora più speciale l’iniziativa.
Accanto al sindaco Giorgio Manes, alla sua destra il parroco don Franco Pezzotta. E alla sua sinistra, quasi a rappresentare il futuro che arriva a passi piccolissimi, c’è Giorgia, venuta al mondo il 26 luglio scorso insieme alla sua mamma e al suo papà. La persona più anziana Giuseppe, parente della piccola Giorgia ed intorno, tutta la comunità.
Gli altri amministratori, le famiglie, i bambini, i ragazzi e gli adulti. Chi si conosce da una vita e chi magari si è ritrovato proprio grazie a questa occasione. Chi vive quotidianamente a Montecilfone e chi, per motivi di lavoro o di vita, oggi abita altrove ma non rinuncia a tornare, soprattutto d’estate, quando il paese torna a riempirsi di voci, incontri e ricordi.
È questo, probabilmente, l’aspetto più bello della fotografia che verrà presentata il 12 agosto: non sarà soltanto una raccolta di volti, ma una sorta di ritratto collettivo di Montecilfone.
Lo scenario scelto per lo scatto è stato via Ugo Foscolo, individuata anche per la particolare combinazione di luce e colori naturali del momento. Una scelta tutt’altro che casuale: anche la luce, in una fotografia destinata a diventare memoria, può fare la differenza. E mentre tutti aspettano di vedere l’immagine definitiva, resta già una certezza: nella fotografia di Montecilfone 2026 ci sarà molto più di un semplice gruppo di persone. Ci sarà un paese.
Ci saranno le sue radici e i suoi nuovi inizi. Ci saranno coloro che hanno attraversato decenni di storia locale e chi, come la piccola Giorgia, quella storia ha appena cominciato a scriverla. Ci saranno quelli che sono rimasti e quelli che sono partiti, ma che continuano a considerare Montecilfone casa propria.
Perché una comunità non è soltanto il luogo in cui si vive. È anche il luogo in cui si torna, quello che si porta con sé e quello nel quale, almeno per un pomeriggio, si può scegliere di stare tutti dalla stessa parte dell’obiettivo.
Il 12 agosto, quando la fotografia ufficiale verrà finalmente svelata insieme al video che sarà realizzato sempre da Kerem.it, Montecilfone avrà così il suo nuovo ritratto. Un ritratto fatto di persone, generazioni, affetti e appartenenza. Una fotografia destinata non soltanto a essere guardata, ma a diventare memoria.


















