MONTELONGO-LARINO. Ventuno anni dopo la sua scomparsa, il nome di Mario Macchiagodena continua a riunire gli amici di una vita. Ieri, a Montelongo, si è rinnovato l’appuntamento che ogni estate porta nel piccolo centro bassomolisano la comitiva di amici di Mario, arrivati anche da Larino, la città nella quale viveva.
Era il 9 luglio del 2005 quando un tragico destino strappò Mario alla vita, troppo presto e nel momento in cui aveva ancora davanti a sé tanti progetti, sogni e giornate da vivere. Da allora sono trascorsi 21 anni, ma il tempo non ha cancellato il suo ricordo. Al contrario, lo ha reso parte di una tradizione che continua a ripetersi, nel segno dell’amicizia e del legame che unisce le persone che gli sono state vicine.
Anche quest’anno il modo scelto per ricordarlo è stato quello che probabilmente Mario avrebbe apprezzato di più: stare insieme. E così il campo di calcio a cinque di Montelongo è tornato a trasformarsi nel luogo dell’incontro tra gli amici del paese della sua famiglia e quelli di Larino, dove Mario aveva costruito la sua quotidianità e i suoi rapporti. A dare il calcio d’inizio il nipotino di Mario, Mattia.
Una partita, certo, ma soprattutto un’occasione per ritrovarsi dopo un altro anno, condividere qualche ora insieme e riportare alla memoria il volto, la personalità e i momenti vissuti con Mario. A bordo campo non sono mancati i familiari, che hanno partecipato ancora una volta a una giornata ormai entrata nel cuore di quanti continuano a considerare Mario parte della loro vita.
È questo, in fondo, il significato di una ricorrenza che si rinnova da tanti anni: non lasciare che il tempo trasformi una persona in un semplice ricordo lontano. Mario continua a essere presente attraverso gli amici che lo ricordano, attraverso la sua famiglia e attraverso quei rapporti nati tanti anni fa e rimasti intatti nonostante la sua assenza.
Montelongo e Larino, ancora una volta, si sono ritrovate nel suo nome. E quella maglia, quel pallone, quel campo e quelle persone insieme raccontano una storia che va ben oltre una partita di calcio: raccontano un’amicizia capace di resistere a 21 anni di distanza.


















