Quando la professionalità incontra le proprie radici, anche un progetto architettonico può diventare una bella storia da raccontare. È quella di Gabriele Firmiano Vitiello, architetto larinese doc, e di Caterina Reccia, protagonisti di un percorso coniugale e professionale che oggi li porta a firmare importanti progetti nel panorama dell’architettura italiana.
LARINO. C’è un motivo in più per guardare con orgoglio a una nuova scuola dell’infanzia appena costruita a Prato Ottesola, nel Comune di Lugagnano Val d’Arda, in provincia di Piacenza. Quel motivo ha un nome che a Larino molti conoscono bene: Gabriele Firmiano Vitiello.
Larinese doc, Gabriele è alla guida, insieme alla moglie Caterina Reccia, dello studio di architettura VITIELLO RECCIA, con sede nel cuore di Roma, nel rione Monti, a pochi passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali. Una realtà professionale che nasce dall’esperienza maturata negli anni e che oggi può vantare oltre 250 commesse, dopo un percorso costruito tra attività accademiche, ricerca, collaborazioni con importanti studi romani, concorsi di progettazione e incarichi nel campo dell’architettura sanitaria, residenziale e degli interni.
Un percorso che racconta, ancora una volta, una caratteristica che appartiene profondamente alla storia di Larino: la capacità dei suoi figli di portare talento, preparazione e professionalità ben oltre i confini del proprio territorio.
Il progetto della nuova scuola dell’infanzia di Prato Ottesola nasce da una domanda semplice e, allo stesso tempo, fondamentale: come progettare uno spazio per bambini che stanno imparando a conoscere il mondo? La risposta dello studio VITIELLO RECCIA è un edificio luminoso, accogliente e soprattutto capace di cambiare insieme alle esigenze di chi lo vive.
La nuova struttura è stata edificata sul sito dell’edificio esistente, attraverso un intervento di demolizione e ricostruzione reso necessario dalle criticità strutturali, funzionali ed energetiche del precedente fabbricato. Ma non si è trattato soltanto di sostituire un edificio. La scelta progettuale ha voluto, infatti, conservare nel territorio un servizio fondamentale per la comunità, mantenendo la scuola a Prato Ottesola e preservando così un luogo di incontro e di vita collettiva.
All’esterno, la nuova scuola si presenta attraverso un elemento architettonico forte e riconoscibile: il ritmo simmetrico del colonnato, con i pilastri che scandiscono il prospetto e danno all’edificio una precisa identità. Entrando, però, quella simmetria lascia spazio alla libertà. È probabilmente questa una delle caratteristiche più interessanti del progetto. Al centro della nuova scuola non ci sono tante stanze rigidamente separate, ma un’unica grande aula, pensata come uno spazio flessibile che può trasformarsi durante la giornata.
Binari a soffitto, tende, arredi mobili e strutture impilabili permettono di creare di volta in volta ambienti differenti. L’aula può diventare spazio per l’accoglienza, per il gioco, per il pranzo e per il riposo. Una vera e propria “tela bianca”, sulla quale le attività quotidiane disegnano configurazioni sempre nuove.
È un’idea architettonica – come hanno avuto modo di spiegare Gabriele e sua moglie Caterina – che va oltre la semplice funzionalità: lo spazio diventa parte dell’esperienza educativa. I bambini possono vedere come l’ambiente cambia, partecipare alla sua organizzazione e sviluppare, attraverso gesti quotidiani, autonomia, collaborazione e attenzione verso gli altri. Grande attenzione è stata riservata anche al rapporto con l’esterno.
La grande vetrata sul lato sud porta luce naturale all’interno e crea un rapporto visivo diretto con il giardino. La pensilina protegge gli ingressi e contribuisce a schermare l’edificio dal sole durante i mesi più caldi. Sul lato est trovano spazio le aree dedicate alle attività all’aperto, lontane dai percorsi carrabili. Intorno alla scuola poi il verde: con filari di viti e alberi a foglia caduca, elementi che non hanno soltanto una funzione paesaggistica, ma possono diventare per i bambini una sorta di calendario naturale attraverso il quale osservare il cambiamento delle stagioni.
Anche la sostenibilità è parte integrante della nuova scuola: consumo di suolo contenuto, involucro isolato, orientamento degli ambienti, pannelli fotovoltaici, pompa di calore e recupero dell’acqua piovana per l’irrigazione. Una scuola contemporanea, dunque, attenta alla sicurezza, all’efficienza energetica e al rapporto tra architettura, ambiente e persone.
Dietro questo progetto ci sono, come detto, l’architetto Gabriele Firmiano Vitiello e l’architetto Caterina Reccia, sua moglie, insieme all’architetto Lorenzo Carruba.
Un percorso professionale che affonda le proprie radici anche nell’università e nella ricerca: prima della nascita dello studio, Vitiello e Reccia hanno infatti collaborato con La Sapienza in attività accademiche e progetti di ricerca in Italia e all’estero, oltre ad aver maturato esperienze presso diversi studi di architettura romani.
Tra queste, anche la collaborazione con lo studio PERALTA per il concorso Iscol@, conclusosi con la vittoria e con il progetto di riqualificazione della scuola G. Pascoli di Assemini, in provincia di Cagliari. Il concorso, per VITIELLO RECCIA, non è stato soltanto una competizione ma uno strumento di ricerca, sperimentazione e confronto, attraverso il quale hanno messo alla prova idee e soluzioni in relazione alle caratteristiche di un luogo e alle esigenze delle persone che lo avrebbero vissuto: bambini, insegnanti e personale scolastico.
Ed è forse proprio questa attenzione a rendere riconoscibile il loro lavoro: non progettare semplicemente edifici, ma progettare luoghi capaci di essere vissuti. E allora questa storia merita di essere raccontata anche a Larino. Perché ogni volta che un nostro concittadino riesce a portare il proprio nome e la propria professionalità fuori dai confini regionali, fino a confrontarsi con realtà importanti del panorama nazionale e internazionale, c’è una piccola parte della nostra comunità che viaggia con lui.
Gabriele Firmiano Vitiello è un larinese doc e il suo percorso professionale, condiviso con Caterina Reccia, sua moglie, rappresenta una bella testimonianza di come talento, studio, sacrificio e passione possano aprire strade lontane dal luogo in cui si è nati.
Da una cittadina del Molise al cuore di Roma, dai progetti accademici ai concorsi, dalle strutture sanitarie all’architettura residenziale, fino a una nuova scuola per bambini in Emilia-Romagna: il filo conduttore è sempre lo stesso, quello della qualità e della capacità di misurarsi con progetti e territori diversi.
Ed è bello pensare che, in qualche modo, dentro quella scuola che prenderà forma a Prato Ottesola ci sarà anche un pezzetto di Larino. Perché Larino, spesso, è così: una piccola città capace di generare persone che sanno farsi apprezzare molto lontano da casa.
Larinesi che partono, studiano, lavorano, si affermano e portano con sé, in Italia e nel mondo, il valore delle proprie radici.
E quando il talento di un larinese diventa architettura, prende forma in un edificio destinato a crescere generazioni di bambini, la soddisfazione non può che essere ancora più grande. Complimenti, dunque, a Gabriele Firmiano Vitiello e a Caterina Reccia per questo importante percorso professionale e per aver dimostrato, ancora una volta, che anche partendo da una piccola realtà come Larino si può arrivare lontano. Molto lontano.

















