di Luigi Pizzuto
MONTENERO DI BISACCIA. Nella splendida cornice di Palazzo Caroselli, nel cuore dell’abitato di Montenero di Bisaccia, affascina la lectio magistralis sulla Tavola osca di Paola Di Giannantonio. L’evento, promosso dalla Fondazione Hera Ets, s’inserisce nei percorsi culturali di Un Caffè con il Molise. Applausi scroscianti di un pubblico attento, dunque, per la ristampa di un libro straordinario sulla cultura dell’antico Sannio. Il testo pone l’accento su una interpretazione convincente che si avvale di uno studio linguistico curato nei dettagli. Dai caratteri in lingua osca sale in cattedra in effetti la celebrazione dei cereali e della loro forza rigenerativa, incisa sulla tavola in bronzo rinvenuta nel 1848 in uno spiazzo pianeggiante tra Agnone e Capracotta. Sulla scorta di questa nuova lettura la vivace lezione ha messo al centro anche le tradizioni di oggi legate ai semi, alla terra, al grano e al pane. Radicate appunto in un modus vivendi proveniente da molto lontano. Nel 2024, a Londra, il libro di Paola Di Giannantonio è stato premiato con Menzione d’Onore, al Premio Letterario Internazionale “The alchemy of poetry”.
Ha fatto gli onori di casa Doriana Pescara, presidente della Fondazione Hera. Non pochi i valori identitari esposti al pubblico con chiarezza. “L’opera della Di Giannantonio è senz’altro affascinante – ha precisato la presidente Doriana Pescara. Lo spirito della Fondazione è proprio questo. Creare occasioni di incontro con cittadini, imprenditori e talenti per raccontare progetti, promuovere il Molise e rafforzare il senso di comunità, di operosità e di appartenenza”. Laura D’Angelo, poetessa e filologa, ha dato vita ad un dialogo con l’autrice aperto e stimolante, per capire in particolare il valore delle nostre radici e della tradizione linguistica. Annamaria Graziani e Luigia Scarlato hanno letto in sala, in lingua osca e in lingua italiana, i vocaboli incisi sulla Tavola Osca. Si tratta di una epigrafe tra le più antiche e le più interessanti per comprendere la vita del Sannio Pentro.
Il patrimonio archeologico molisano attualmente documenta non pochi riscontri. Sulla scorta di una indagine trentennale l’autrice ritrova gli archetipi della civiltà sannita in una modalità espressiva sopravvissuta nella morfologia di una cultura subalterna dimenticata. Frequentemente messa da parte dalla cultura egemone. “La Tavola – precisa la Di Giannantonio – ha un gancio da cui pende una catena di tre anelli. Al momento del ritrovamento terminavano con un chiodo su un pezzo di muratura. Tali resti murari dovevano appartenere certamente al muro di un recinto ben definito chiamato hurz (orto). Si tratta di un luogo sacro. Contenente una serie di altari rappresentando simbolicamente cereali, legumi e terra coltivata. Il testo della Tavola elenca, appunto, altari con cibi e con semi. Essenziali alla nascita e alla rinascita. L’altare più citato, per ben tredici volte, è dedicato a Kerres. La parola può trarre in inganno perché fa pensare ad una divinità. Kerres invece è la radice della parola “cereale”, che nella sua dimensione linguistica contiene il significato di cereale e di semi. Si spiega così in primis il forte legame tra riti sanniti e prodotti della terra e non al culto delle divinità”. Presenti a Palazzo Caroselli il sindaco Simona Contucci, Maria Carmela Scutti, Oscar De Lena, Luigi Lucchese e tanti altri studiosi.
Il libro è stato ristampato dai Cantieri Creativi. La presentazione è a cura della scrittrice Antonietta Aida Caruso. Interessante l’apparato fotografico sulle feste tradizionali molisane dove, tra tante note, sono chiare le modalità espressive di vita quotidiana connesse a madre terra e alle radici del Sannio. Paola Di Giannantonio ha pubblicato “Demetra per sempre”, “Culti alternativi agrari nella Valle Subequana e Peligna”, “Terratradita”, “I Misteri di Campobasso”. Ha tradotto in italiano il racconto “Non parlo in italiano” della scrittrice italo-americana Mary Saracino e il saggio breve “Come un’antica festività può abbracciare un miracolo moderno” di Vicky Noble, antropologa dell’Università di Los Angeles.

















