LARINO. C’è una scena che questa mattina, a Larino, lascia senza parole. E non servono commenti elaborati: basta guardare la foto. Decine di persone in fila, ammassate lungo le scale della vecchia struttura dell’ex ospedale “Vietri”, in via Marra, in attesa di raggiungere un ufficio che dovrebbe garantire un servizio essenziale: l’esenzione del ticket sanitario. Una scena che racconta più di tante parole. Una scena che interroga, che indigna, che chiede risposte.
Perché, nel 2026, un servizio così delicato continua a essere collocato al secondo piano di una struttura che presenta evidenti difficoltà di accesso? Perché non si è ancora provveduto a trasferire l’ufficio in locali più adeguati, magari al piano terra dello stesso stabile o in altri spazi facilmente raggiungibili?
Le domande non sono nuove. I solleciti, a quanto risulta, non sono mancati. Eppure nulla cambia. A pagare il prezzo di questa immobilità sono sempre gli stessi: anziani, persone con disabilità, cittadini fragili e i loro familiari. Persone costrette ad affrontare scale, attese, disagi evitabili, semplicemente per esercitare un diritto. Non un favore, ma un diritto.
“È difficile comprendere come una soluzione così evidente — lo spostamento dell’ufficio in un’area accessibile — non sia stata ancora adottata . Non si tratta di grandi investimenti o opere complesse, ma di una scelta organizzativa, di buon senso, prima ancora che di rispetto”. Questa la dichiarazione di un anziano in fila.
E allora la domanda diventa inevitabile: cosa si sta aspettando? Non basta garantire un servizio sulla carta, se poi nella realtà quotidiana diventa un percorso a ostacoli per chi è più vulnerabile. Non basta aprire uno sportello, se per raggiungerlo si devono superare barriere che dovrebbero essere eliminate da tempo. Larino oggi non chiede privilegi. Chiede attenzione, dignità, ascolto. E soprattutto chiede che situazioni come quella documentata questa mattina non si ripetano più.













