Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato Interregionale Animalista ETS (CIA ETS).
Contestata la disposizione ASREM del 13 agosto 2026 sulla cattura di cani e gatti vaganti. Il Comitato solleva dubbi sulle valutazioni affidate a personale non veterinario, sull’assistenza notturna e festiva e sulla gestione dei gatti liberi.
MOLISE. Il Comitato Interregionale Animalista ETS (CIA ETS), attraverso la presidente Francesca Trillini, ha formalmente contestato e diffidato l’Azienda Sanitaria Regionale del Molise (ASREM) in relazione alle disposizioni interne prot. n. 101554/2026 del 13 agosto 2026, riguardanti le modalità di cattura dei cani e dei gatti randagi e vaganti. La contestazione è stata trasmessa anche al Ministero della Salute – Direzione generale della Sanità Animale, all’attenzione del dottor Pietro Noè. Il CIA ETS chiede un riesame urgente del provvedimento e solleva questioni che, secondo il Comitato, riguardano sia la legittimità delle disposizioni sia la tutela sanitaria degli animali.
Uno dei principali aspetti contestati riguarda la previsione secondo cui l’assenza di lesioni o patologie evidenti possa essere preliminarmente accertata dagli organi di polizia intervenuti o dal personale della ditta incaricata della cattura. Secondo il CIA ETS, un operatore può certamente osservare le condizioni esteriori di un animale, ma non può sostituirsi a un medico veterinario nella valutazione clinica.
Il Comitato evidenzia infatti che un animale apparentemente sano potrebbe presentare traumi interni, patologie o condizioni di sofferenza non immediatamente visibili. Il CIA ETS precisa, tuttavia, che non esiste un obbligo nazionale generalizzato di presenza fisica del veterinario durante ogni singola operazione materiale di cattura. La questione sollevata riguarda piuttosto il rischio che personale non abilitato possa essere chiamato a effettuare valutazioni di natura clinica.
Al centro della diffida c’è anche la gestione delle catture effettuate nelle ore notturne e nei giorni festivi. Il Comitato contesta in particolare il differimento dell’identificazione e degli accertamenti sanitari al primo giorno lavorativo utile, sostenendo che tale modalità non sarebbe compatibile con la necessità di garantire un intervento tempestivo in presenza di animali feriti o in condizioni critiche.
«Le esigenze amministrative possono essere organizzate. Le emergenze sanitarie, invece, devono essere affrontate quando si verificano. Un animale ferito o in condizioni critiche non può aspettare il lunedì mattina», sostiene il CIA ETS. Nella propria contestazione il Comitato richiama l’articolo 3, comma 1, lettera l), della Legge regionale Molise n. 7/2005, come modificata dalla L.R. n. 12/2011, relativo agli obblighi di primo intervento del personale veterinario reperibile e al pronto soccorso finalizzato alla stabilizzazione dei cani e dei gatti vaganti feriti. Il CIA ETS chiede quindi ad ASREM di chiarire come siano concretamente garantiti il servizio di reperibilità e il pronto intervento veterinario durante la notte, nei giorni festivi e nelle situazioni di emergenza.
Un ulteriore capitolo della diffida riguarda i gatti liberi e le colonie feline. Il Comitato chiede di conoscere quali siano le strutture effettivamente disponibili per la destinazione sanitaria e l’eventuale ricovero dei felini catturati. «Dove vengono portati i gatti catturati? Esistono gattili sanitari o altre strutture autorizzate e idonee? Chi garantisce le cure, la sterilizzazione e la successiva reimmissione nel territorio quando prevista?», domanda il CIA ETS.
Il Comitato richiama inoltre la Legge n. 281/1991, che riconosce specifiche tutele ai gatti che vivono in libertà.
Secondo il CIA ETS, la cattura può essere necessaria in presenza di esigenze sanitarie, sterilizzazioni o situazioni di emergenza, ma non dovrebbe trasformarsi in uno strumento indiscriminato di rimozione degli animali dal territorio. Il punto centrale della contestazione riguarda, secondo il CIA ETS, il rapporto tra le disposizioni organizzative interne di ASREM e la normativa regionale vigente.
«Un’Azienda sanitaria ha il potere di organizzare i propri servizi, ma non quello di modificare gli obblighi imposti da una legge regionale. Se si ritiene necessario cambiare la legge, si coinvolgano gli organi legislativi competenti. Non si può ottenere lo stesso risultato attraverso un provvedimento interno», afferma il Comitato.
Il CIA ETS chiede pertanto il riesame immediato delle disposizioni e la modifica o revoca delle eventuali previsioni che dovessero risultare incompatibili con la normativa vigente.
Nella diffida vengono richiesti chiarimenti anche sulle responsabilità delle decisioni sanitarie, sulla formazione degli operatori, sulle autorizzazioni alla cattura, sulle modalità di trasporto e custodia degli animali, sulle strutture utilizzate e sulle modalità attraverso cui viene garantito il pronto intervento veterinario.
Il Comitato ha chiesto un riscontro scritto e motivato.
In assenza di risposte ritenute adeguate, il CIA ETS annuncia inoltre che si riserva di trasmettere la documentazione alle Prefetture territorialmente competenti del Molise, affinché possano valutare eventuali iniziative nell’ambito delle rispettive attribuzioni.
Resta, inoltre, la possibilità di sottoporre eventuali fatti concretamente rilevanti alle competenti autorità amministrative e giudiziarie.
La presidente del CIA ETS Francesca Trillini ribadisce che la contestazione non sarebbe rivolta contro il servizio di cattura in sé, ma contro le modalità organizzative che, secondo il Comitato, potrebbero indebolire le tutele sanitarie previste dalla legge. «Pretendiamo che le competenze dei medici veterinari siano rispettate, che il pronto soccorso sia effettivamente assicurato e che ogni animale catturato abbia un percorso sanitario e gestionale chiaro e verificabile», dichiara Trillini.
E aggiunge: «Non è accettabile che disposizioni interne possano generare incertezze su chi debba valutare le condizioni cliniche di un animale o su quando debba essere prestata assistenza veterinaria urgente». Il CIA ETS fa sapere infine che, qualora le criticità segnalate non dovessero essere affrontate, valuterà, insieme al proprio legale di fiducia, tutte le iniziative consentite dall’ordinamento.
Il messaggio conclusivo del Comitato è netto: rispetto della normativa regionale, garanzia del pronto soccorso veterinario, rispetto delle competenze professionali e tutela dei gatti liberi, chiedendo alle istituzioni coinvolte risposte «chiare, documentate e verificabili».
(foto di copertina creata con I.A.)

















