TERMOLI-MONTE SANT’ANGELO. Nel cuore bianco del Gargano in un luogo mistico intriso di storia cultura arte: Monte Sant’Angelo dove sembra che il tempo si sia fermato dove migliaia di pellegrini si recano ogni anno per visitare la Basilica Santuario dedicato a San Michele consacrata il 29 settembre 493. Noto anche come Celeste Basilica, in quanto, secondo la tradizione, direttamente consacrato dall’Arcangelo Michele, fa parte dei maggiori centri di culto dell’Arcangelo dell’intero Occidente, si trova sulla via Francigena e fa parte del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell’arte longobarda, dal 2011 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Presso la Biblioteca Ciro Angelillis ex Convento delle Clarisse ieri sera 23 agosto, è stata inaugurata la mostra collettiva dei Libri d’Artista GIOIELLI DI CARTA Festival giunto alla sua II edizione a cura di Matteo Totaro.
A seguire premiazione dell’opera vincitrice e visita guidata tra i libri d’artista esposti. Un’affluenza continua e molti i visitatori interessati a scoprire il mondo affascinante del libro d’Artista e libro oggetto, compresi esperti del settore e critici d’Arte. Tra le opere, fuori Concorso, il Libro d’Artista: “TRA STORIA E SILENZI” dell’artista Carla Di Pardo di Termoli. Tema 2025: La pietra e il silenzio. Libri-oggetto scolpiti nella carta e non solo, come nel tempo, da sfiorare con le dita, da ascoltare nel silenzio, ha visto la partecipazione di 50 noti artisti nel campo editoriale e dei libri d’Artista.
Un invito alla lentezza, alla contemplazione, alla memoria.
“Il mio libro d’artista: Tra storia e silenzi, nasce dal desiderio di sovvertire la forma tradizionale del libro, trasformandolo in corpo vivo, cucito, stratificato, che respira attraverso il bianco. Il bianco, per me, non è neutro. È carico di senso. È il bianco della pietra calcarea di Monte Sant’Angelo, della luce che filtra nella Grotta di San Michele, del silenzio mistico che avvolge quel luogo sacro. È il bianco della memoria, della spiritualità, di un tempo sospeso.
Ho scelto materiali che portano con sé il tempo: pagine realizzate con lenzuoli e federe di fine Ottocento sdrucite dall’uso quotidiano e tramandate da nonne a nipoti, da madri a figlie; carta fatta a mano, bianca e ruvida come la pietra; la tarlatana per la sua evanescente trasparenza. Non sono semplici supporti, ma presenze.
Tra le pagine, il libro accoglie anche frammenti dorati, come stille di luce che impreziosiscono il messaggio e ne amplificano la sacralità. L’ oro non è decorazione, ma rivelazione: è il segno dell’invisibile, della presenza divina che si manifesta nel dettaglio, nel silenzio, nella materia. Come reliquie luminose, tracce di una spiritualità che si fa tangibile. Dialogano con il bianco, lo accendono, lo elevano. Ogni cucitura è un gesto che ricompone frammenti di storia e di fede.
La mia poesia, suddivisa in versi, presente solo in alcune pagine, non vuole spiegare. Si rivela discreta. È un linguaggio dell’assenza, un sussurro che accompagna il cammino di chi osserva, di chi ascolta, di chi il libro lo sfoglia, lo tocca, lo vive, lo legge, lo immagina. Con questo libro non ho voluto raccontare, ma custodire. Non ho cercato di impormi, ma di trasmettere emozioni. Tra storia e silenzi è un luogo da abitare, un tempo da attraversare, un silenzio da ascoltare”.
Carla Di Pardo


















