LARINO. Si è svolto questa mattina, nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico “San Pardo” Agrario e Geometri, l’incontro promosso dal Rotary Club di Larino, presieduto dall’avvocato Nino Musacchio, dedicato a un tema di grande attualità: “Intelligenza artificiale e robotica, tra innovazione scientifica e nuove minacce criminali”.
L’iniziativa ha offerto agli studenti l’opportunità di approfondire le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche le criticità e i rischi legati a un utilizzo improprio o illecito di strumenti destinati a incidere sempre più profondamente sulla vita quotidiana, sul mondo del lavoro e sulla sicurezza.
Dopo i saluti della dirigente scolastica, prof.ssa Emilia Sacco, e dell’avvocato Nino Musacchio, presidente del Rotary Club di Larino, il confronto ha visto gli interventi del dott. Daniele Colucci, presidente del Tribunale di Larino, e del dott. Vincenzo Musacchio, professore di strategie di contrasto alla criminalità organizzata e associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies presso la Rutgers University di Newark, negli Stati Uniti.
Particolarmente interessante è stato l’intervento del dott. Daniele Colucci, che si è soffermato sulle implicazioni giuridiche derivanti dall’eventuale riconoscimento di una personalità giuridica dell’intelligenza artificiale. Una prospettiva che apre interrogativi complessi e ancora in larga parte inesplorati: chi dovrebbe rispondere delle conseguenze prodotte da una decisione presa o suggerita da un sistema di IA? Quali sarebbero i limiti da imporre al suo utilizzo? E, soprattutto, come individuare le responsabilità quando una tecnologia viene utilizzata in maniera distorta o per finalità illecite?
Il tema della responsabilità assume infatti un rilievo centrale in una società nella quale gli strumenti di intelligenza artificiale diventano sempre più autonomi e sofisticati. La tecnologia, è stato evidenziato, non può essere considerata neutrale rispetto alle modalità con cui viene utilizzata: accanto alle opportunità esistono rischi concreti che richiedono regole chiare, consapevolezza e strumenti adeguati di controllo.
Su un altro versante, ma strettamente collegato, si è sviluppato l’intervento del dott. Vincenzo Musacchio, che ha concentrato l’attenzione sull’utilizzo distorto dell’intelligenza artificiale da parte della criminalità organizzata e delle mafie.
L’IA può infatti diventare un nuovo strumento nelle mani delle organizzazioni criminali, amplificando capacità già esistenti e creando nuove modalità operative. Dalla manipolazione delle informazioni alla realizzazione di contenuti falsi, dalle frodi alle attività di riciclaggio, fino alle nuove forme di comunicazione e di condizionamento, le organizzazioni criminali possono sfruttare le potenzialità della tecnologia per rendere più efficaci e difficili da individuare le proprie attività.
Musacchio ha posto quindi l’accento sulle conseguenze che un uso criminale dell’intelligenza artificiale può produrre sulla società, sottolineando la necessità di non considerare l’evoluzione tecnologica soltanto dal punto di vista delle opportunità, ma anche sotto il profilo della sicurezza e del contrasto alla criminalità organizzata.
A rendere particolarmente significativo l’incontro è stata la partecipazione degli studenti, che hanno interagito con i relatori ponendo domande pertinenti e concrete, soprattutto sulle conseguenze di un utilizzo non legale dell’intelligenza artificiale.
Il confronto con i ragazzi ha dimostrato quanto il tema sia vicino alle nuove generazioni, che saranno tra i principali protagonisti della trasformazione digitale in corso. Le domande hanno evidenziato una particolare attenzione non soltanto alle potenzialità dell’IA, ma anche ai rischi derivanti dal suo utilizzo irresponsabile, dalla violazione delle regole e dall’impiego degli strumenti tecnologici per finalità criminali.
L’incontro ha così rappresentato un importante momento di educazione alla consapevolezza digitale, mettendo in relazione scienza, diritto e sicurezza. L’intelligenza artificiale, è emerso dal dibattito, non deve essere demonizzata, ma deve essere conosciuta e governata attraverso regole, responsabilità e una crescente cultura della legalità. Proprio la formazione delle nuove generazioni appare dunque fondamentale: conoscere le opportunità offerte dall’innovazione significa anche essere in grado di riconoscerne i rischi e di comprenderne le possibili conseguenze quando la tecnologia viene utilizzata al di fuori dei confini della legalità.
Un messaggio particolarmente importante per gli studenti, chiamati a vivere da protagonisti una trasformazione tecnologica che potrebbe modificare profondamente il modo di studiare, lavorare, comunicare e vivere la società del futuro.



















