di Regina Cosco
SANTA CROCE DI MAGLIANO – Un pomeriggio nel segno della memoria, della tradizione e della solidarietà. All’Istituto Sacro Cuore si è rinnovato, oggi pomeriggio, uno degli appuntamenti più sentiti legati alla ricorrenza dei defunti: il rito dell’“anima dei defunti”. Un’antica usanza che, anno dopo anno, continua a vivere grazie all’impegno di chi sceglie di custodirla e tramandarla, trasformandola in un’occasione di incontro e vicinanza.
Il rito dell’“anima dei defunti” appartiene a una tradizione popolare profondamente legata alla memoria delle comunità e alle festività dedicate alla commemorazione dei defunti. Un’usanza che racconta il legame tra passato e presente e che, attraverso piccoli gesti, richiama valori come la solidarietà, la condivisione e l’attenzione verso gli altri.
A mantenere viva questa tradizione è, da anni, Elio Morelli insieme al suo gruppo di amiche. Anche quest’anno il gruppo ha voluto rinnovare l’appuntamento, mettendosi a disposizione per portare avanti un rito che rischierebbe altrimenti di perdersi con il passare del tempo.
Un impegno che non si limita alla conservazione di una semplice consuetudine, ma che assume un valore ancora più significativo quando viene vissuto all’interno di una struttura che accoglie persone anziane. Per gli ospiti dell’Istituto Sacro Cuore, infatti, l’iniziativa ha rappresentato un’occasione per incontrarsi, stare insieme e tornare, attraverso il racconto e il ricordo, a quelle tradizioni che hanno accompagnato l’infanzia e la vita di intere generazioni.
Il ricordo dei propri cari diventa così anche un modo per guardare avanti. Perché mantenere vive le tradizioni significa non soltanto conservare ciò che appartiene al passato, ma anche trasmettere alle nuove generazioni una parte importante della propria identità e della propria storia.
Nel pomeriggio trascorso all’Istituto Sacro Cuore, il valore della memoria si è quindi intrecciato con quello della solidarietà. Un gesto forse semplice, ma capace di assumere un significato profondo: ricordare chi non c’è più, senza dimenticare chi è qui, ogni giorno, e ha bisogno soprattutto di vicinanza, affetto e attenzione.
È questo, in fondo, il senso più autentico dell’iniziativa: un sorriso a chi resta, nel ricordo di chi non c’è più. Una tradizione che continua a vivere perché qualcuno sceglie, ancora una volta, di custodirla e trasformarla in un momento di comunità.



















