LARINO. Un maestro del rame, uno di quei personaggi che hanno fatto la storia recente di Larino è volato in cielo. Questa volta, vogliamo lasciare alle parole di un poeta larinese, Antonio Di Paolo che, l’ha postato sulla sua bacheca di Facebook, il ricordo di Severino Granatieri. Non prima però di aver ricordato alla propria memoria le miriadi di volte che da bambino e poi da grande anche io sono passato dinanzi alla sua casa e alla sua bottega, io nipote di un altro artigiano che abitava a due passi da lui.
Caro Severino, ti ho pensato, l’ultima volta ieri, guardando un antico calderone di rame che ho usato per fare la salsa; ha un piccolo buco e volendolo riparare, oltre a guardare i tutorial sul web mi sono detto: “Eja ì da Severene; chi meje d iss m po’ qunzià?!” . (devo andare da Severino; chi meglio di lui mi può consigliare?!).
L’altro ieri, ho visto la tua famiglia uscire dal supermercato ma non ho fatto in tempo a mandarti i miei saluti… Oggi apprendo la triste notizia che te ne sei andato! Mi dispiace tantissimo… ma so bene che anche questo “è la vita”. Sei tra gli ultimi antichi personaggi che ha calcato la scena di via Leone. Un teatro vero, dove ognuno recitava la parte che gli apparteneva; recitava la vita. Ho impresso nella mia mente le immagini che vedevo da bambino: te che lavoravi antistante la tua piccola bottega chino sulle lunghe grondaie poggiate a terra rasente gli edifici, che realizzavi mostrando inconsapevolmente a chiunque passava l’arte del tuo lavoro. Col cannello di fuoco, dopo aver pulito con l’acido la giuntura, scioglievi lo stagno saldando i pezzi di canale fino a completar la misura giusta per il tetto che aspettava. Altre volte ti vedevo all’interno, illuminato in parte dal chiarore ch’entrava dalla porta e in parte dalla luce di una penzolante e nuda lampadina ad incandescenza, di quelle che si usavano allora, martellare su una piccola incudine, modellando paioli di ogni misura e altri manufatti della tua maestria. “Bongiorn Severì” salutavo passando e tu, pur nel tuo lavoro assorto, mai negandomi uno sguardo e un sorriso, mi rispondevi con amorevole tono: “Bongiorn Antò”.
Quanta acqua avranno raccolto le tue grondaie? E quanta acqua avranno liberato in vapore i tuoi paioli? Mi mancherà il tuo saluto; il tuo viso radioso quando i dì del nostro meraviglioso 26 maggio di ogni anno, venivo al tuo desco, abbandonando un attimo il mio, posto a poche porte più giù, per goder della tua paterna accoglienza e darti quel saluto rituale accompagnato da un abbraccio e un brindisi, ebbri entrambi non di vino ma di gioia nel cuore, per la festa del nostro San Pardo.
Verrò ancora quel dì al tuo desco; non ti troverò ma ti sentirò presente. Ti vedrò, con gli occhi del cuore, come sempre al centro della tua bella e numerosa famiglia e levando in alto il calice, con te brinderò.
C vdem Severè”.
I funerali di Severino Granatieri si svolgeranno domani pomeriggio alle 16 nella basilica cattedrale, partendo dalla abitazione di via Leone, 25. A tutta la famiglia Granatieri giungano le nostre più sentite condoglianze.


















