Una donna si è rivolta ai carabinieri dopo aver trovato la struttura chiusa senza preavviso. In attesa della riapertura i pazienti dovranno recarsi alla sede del vecchio ospedale di Termoli in via del Molinello.
LARINO. Alcuni disagi si stanno registrando in questi giorni all’ospedale di comunità del Vietri di Larino, dove l’ambulatorio dedicato ai piani terapeutici ha sospeso temporaneamente la propria attività. La struttura rappresentava un punto di riferimento per diversi pazienti del territorio, affetti da patologie neoplastiche e non, che vi si recavano per la continuità delle cure.
Tra questi anche una donna larinese che, nella mattinata di oggi, si è rivolta ai carabinieri della locale stazione per sporgere denuncia nei confronti dell’Asrem, ritenendo di aver subito un’interruzione di pubblico servizio. La signora si era recata all’ambulatorio per il rinnovo del piano terapeutico, trovandolo però chiuso.
Da quanto appreso successivamente, il medico che seguiva il servizio si sarebbe dimesso e l’ambulatorio resterà inattivo dal 16 al 31 dicembre. Una sospensione che, secondo quanto riferito dai pazienti, non sarebbe stata comunicata in modo preventivo agli utenti interessati.
La chiusura comporterà per molti assistiti la necessità di recarsi all’ospedale San Timoteo di Termoli per ottenere il piano terapeutico necessario, con conseguenti spostamenti e disagi, soprattutto per chi è già alle prese con problemi di salute.
Raggiunta telefonicamente, la donna ha spiegato: «Ho necessità del piano terapeutico per curarmi e non sapevo che l’ambulatorio sarebbe rimasto chiuso dal 16 al 31 dicembre. Nessuno ci ha avvertito. È una situazione difficile da comprendere. Per questo mi sono recata in caserma per sporgere denuncia. Non possiamo essere trattati in questo modo».
Una vicenda che evidenzia l’importanza di una comunicazione tempestiva e chiara verso i pazienti, in particolare quando si tratta di servizi sanitari essenziali. Ora si attendono eventuali indicazioni da parte dell’Asrem per ridurre i disagi e garantire la continuità assistenziale sul territorio.


















