LARINO. Riceviamo e pubblichiamo la nuova nota stampa del gruppo di minoranza di ‘Insieme per Larino’.
“Un cartellone foltissimo che, da giugno a settembre, ha occupato quasi tutte le serate estive con eventi che hanno toccato un po’ tutte le aree culturali, dal teatro al cinema, dalla musica ai libri, passando per le tradizioni, le sagre e manifestazioni di vario genere.
Un programma ricco che però, tranne per qualche rara eccezione, si è concentrato soprattutto nell’atrio di Palazzo Ducale, che ha ospitato la maggior parte degli eventi, escludendo le piazze –luoghi d’incontro per eccellenza – e soprattutto il Piano San Leonardo, in cui si è tenuta solo “La notte dei balocchi” dedicata ai bambini.
Una remora che il gruppo di minoranza ha espresso direttamente all’Assessore alla Cultura Iolanda Giusti, dopo che la stessa aveva dichiarato a mezzo stampa che l’atrio del Comune era stato scelto proprio per “… restituirlo alla comunità”. Infatti, durante uno degli ultimi Consigli Comunali, l’opposizione ha fatto presente che l’atrio è uno dei luoghi più frequentati dai cittadini, visto che ospita gli uffici comunali, la biblioteca, l’archivio storico e il museo. L’Assessore, dopo aver smentito le dichiarazioni riportate dai giornali, ha poi ammesso che in realtà l’atrio ha dato la possibilità a coloro che venivano da fuori, per assistere ai vari eventi, di visitare il museo.
Senza entrare nel merito delle scelte dell’Assessore, che ha difeso il proprio operato affermando di aver puntato su eventi di altissima qualità, i Consiglieri di minoranza, come hanno già avuto modo di dire durante la pubblica Assise, in cui sono stati anche accusati dal Presidente del Consiglio Franco Rainone di voler fare “cultura davanti ai bar”, ribadiscono un concetto fondamentale: la Cultura ha tante sfumature e non serve solo ad allietare le serate di una parte di popolazione, quella più di nicchia, disposta, nonostante il caldo, a salire a Palazzo, ma serve anche a far crescere l’economia di un territorio, favorendo le tante attività commerciali del centro storico, quindi bar, pizzerie, gelaterie, che sicuramente guadagnano di più se gli eventi si svolgono in piazza o nei tanti luoghi all’aperto. Questo non significa voler “fare cultura davanti al bar” ma pensare al territorio, a chi ha deciso di investire, e soprattutto di restare.
Cultura vuol dire raggiungere più persone possibili, con un occhio attento anche all’economia del paese, per una crescita concreta, tanto che ultimamente, in molti Comuni, anche molisani, gli eventi si svolgono proprio nei vari locali e in estate negli spazi antistanti.
Con molta probabilità, la scelta è stata dettata da motivi di comodità, visto che le sedie per gli spettatori sono state posizionate a giugno e tolte a settembre, dal momento che l’Ufficio Cultura dispone di personale ridotto all’osso, che fa anche troppo per la mole di lavoro che si è trovato ad affrontare. Un ufficio creato ad hoc dall’attuale maggioranza, che però dovrebbe essere potenziato con personale qualificato, visto che negli anni si sono avvicendate varie figure, soprattutto reperite tra i partecipanti al Servizio Civile o tramite agenzia interinale, aspetto, quest’ultimo, molto discutibile, perché all’agenzia interinale si dovrebbe far ricorso solo in casi di emergenza. Ma al Comune di Larino l’utilizzo di questo tipo di contratto sembra essere diventato la regola.
Tornando alle scelte, bisogna sottolineare che la maggior parte degli eventi non sono stati pensati o ideati dall’Assessore Iolanda Giusti, ma sono il frutto di proposte esterne che ha solo dovuto accogliere. L’unica difficoltà, forse, è stata quella di non poter dire di no, e così si spiega anche la “ricchezza” del contenitore estivo.
Un’estate bollente in tutti i sensi, vista la cifra spesa, 50.000 euro circa, e considerando il fatto che molti eventi – presentazioni di libri, sagre e altre manifestazioni organizzate dalle varie associazioni – vengono svolti gratuitamente, quella somma riguarda solo alcuni spettacoli, tra teatro, cinema e concerti.
In conclusione, fare Cultura vuol dire soprattutto ideare, progettare, pensare al riscontro di crescita del paese, non accogliere solo proposte che spesso sono anche lautamente retribuite”.

















