LARINO. Si è svolta nella suggestiva sala Freda del Palazzo Ducale del Comune di Larino la cerimonia per il 209° anniversario di fondazione della Polizia Penitenziaria, un momento solenne che ha unito celebrazione, riflessione e riconoscimento del lavoro quotidiano svolto dalle donne e dagli uomini del Corpo al servizio dello Stato. L’evento ha rappresentato non solo una ricorrenza istituzionale, ma anche un’occasione per fare il punto sulla realtà del sistema penitenziario molisano, con particolare riferimento agli istituti di Larino, Campobasso e Isernia.
La mattinata si è aperta con un momento particolarmente toccante: l’esibizione del coro delle voci bianche “Maria Libera Di Lena” dell’Omnicomprensivo Magliano, che ha intonato l’Inno d’Europa e, successivamente, l’Inno di Mameli, regalando ai presenti un avvio solenne e carico di significato.
La cerimonia si è svolta alla presenza del Prefetto della Provincia di Campobasso, Michela Lattarulo, delle massime autorità civili e militari del territorio, del sindaco di Larino Pino Puchetti, del direttore della Casa di Reclusione di Larino Caterina Remollino e del comandante del reparto frentano Paola Bussoli. Presenti anche le colleghe e i colleghi dei reparti di Campobasso e Isernia, la rappresentante del Provveditore, a testimonianza di un forte spirito di appartenenza e collaborazione tra le diverse realtà territoriali.
La dottoressa Paola Bussoli, da 17 mesi alla guida del reparto frentano, ha voluto sottolineare l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini che operano nella struttura di Larino, fornendo anche un quadro concreto dell’attività svolta. Nel corso del 2025 si sono registrati 158 ingressi e 142 uscite, ben 347 traduzioni per visite mediche e 110 per il trasferimento dei detenuti presso le sedi giudiziarie. A questi si aggiungono 31 prelievi di DNA, il sequestro di 300 grammi di sostanze stupefacenti, quello di un drone e 55 telefoni cellulari.
«Un lavoro sinergico – ha dichiarato – che dimostra come la struttura frentana, come in un’orchestra sinfonica, scandisca i tempi delle sue attività in modo tale che tutto restituisca una musica unica». Cuore della celebrazione sono state, naturalmente, le donne e gli uomini del Corpo, protagonisti quotidiani di un servizio delicato e fondamentale.
Nel corso del suo intervento, la dottoressa Caterina Remollino ha voluto ringraziare tutte le autorità presenti, sottolineando l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, chiamati a operare in un tempo non sempre facile.
Nel corso della cerimonia è stato sottolineato il valore del lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia Penitenziaria, spesso lontano dai riflettori ma fondamentale per il funzionamento dello Stato di diritto. Il Corpo è chiamato a operare in un contesto complesso, segnato da problematiche nazionali come il sovraffollamento, le tensioni interne agli istituti e le difficoltà legate al reinserimento sociale dei detenuti. In questo scenario, il ruolo della Polizia Penitenziaria va ben oltre la mera custodia: si configura come presidio di legalità, sicurezza e umanità, contribuendo al percorso rieducativo delle persone detenute, nel rispetto dei principi costituzionali.
Il 209° anniversario non rappresenta solo una celebrazione del passato, ma anche uno sguardo verso il futuro. Le sfide del sistema penitenziario – dalla carenza di organico alle condizioni strutturali degli istituti – richiedono risposte concrete e una visione strategica.
In questo contesto, il contributo della Polizia Penitenziaria resta imprescindibile: un Corpo che, anche a livello locale, continua a garantire sicurezza e legalità, operando con dedizione in una realtà complessa ma centrale per l’equilibrio sociale.
La cerimonia di Larino ha così ribadito, con forza e sobrietà, il valore di un servizio spesso silenzioso ma essenziale, rinnovando il legame tra istituzioni e territorio e rendendo omaggio a chi, ogni giorno, lavora per lo Stato all’interno delle mura degli istituti penitenziari.

















