La 283ª edizione guarda oltre la tradizione e punta sulla filiera olivicola. Il progetto dell’associazione Zest Hub APS, composta da giovani professionisti larinesi, raccoglie la sfida dell’innovazione
LARINO. Una storia lunga 283 edizioni che non rinuncia alle proprie radici, ma sceglie di rinnovarsi e di guardare al futuro. È questa la sfida della nuova Fiera d’Ottobre di Larino, che quest’anno cambia prospettiva e introduce un progetto profondamente rinnovato: FieraFiliera, il nuovo format dedicato al settore oleario e a tutti gli attori della filiera olivicola.
La presentazione ufficiale si è svolta questa sera nell’atrio del Palazzo Ducale di Larino, in occasione di una conferenza stampa che ha illustrato la nuova visione della manifestazione. A moderare l’incontro è stato il giornalista Stefano Ricci, alla presenza del sindaco Pino Puchetti e di diversi componenti dell’associazione Zest Hub APS: Armando Angelozzi, Gabriele Vizzarri, Miriam Paladino, Raffaella Mastrogiuseppe e Graziano Carbone.
Proprio Zest Hub APS è uno degli elementi più significativi di questa nuova fase. L’associazione è infatti composta da giovani professionisti larinesi che hanno scelto di mettere a disposizione del proprio territorio competenze, esperienze e capacità progettuali, raccogliendo la sfida di ripensare una manifestazione che rappresenta da quasi tre secoli un appuntamento identitario per Larino.
L’Amministrazione comunale guidata da Pino Puchetti ha deciso di sposare il progetto, accogliendo la proposta progettuale di Zest Hub APS per i suoi spiccati elementi innovativi. Una scelta che punta a trasformare la Fiera d’Ottobre non soltanto in una manifestazione legata alla tradizione, ma in un vero e proprio luogo di relazioni, conoscenza e opportunità.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: creare una struttura che vada oltre i tre giorni della fiera, capace di generare connessioni e occasioni di confronto anche durante il resto dell’anno.
FieraFiliera nasce dalla consapevolezza di un territorio dalle enormi potenzialità, ma anche dalla necessità di superare quella che è stata indicata come una delle sue principali criticità: la scarsa capacità di fare rete tra le diverse componenti della società, dell’economia e delle istituzioni.
Il progetto nasce da un’idea donata al territorio dal professionista larinese Maurizio Corbo, raccolta e sviluppata attraverso il lavoro di diverse professionalità e competenze che hanno scelto di collaborare per costruire una nuova prospettiva.
La scelta di partire dal settore olivicolo non è casuale. L’olivicoltura rappresenta già una realtà strutturata e radicata nel territorio, ma possiede ancora ampi margini di crescita e valorizzazione. Dalla coltivazione alla trasformazione, dalla ricerca alle tecnologie, dallo stoccaggio alla commercializzazione, dal marketing alla promozione del prodotto: FieraFiliera vuole mettere in connessione tutti gli attori di un comparto che non rappresenta soltanto un’eccellenza produttiva, ma anche un patrimonio culturale e paesaggistico.
Come spiegato da Gabriele Vizzarri, il tema della filiera può diventare centrale per il territorio proprio perché consente di esprimere una delle sue eccellenze e, allo stesso tempo, di creare quel sistema di connessioni che oggi il pubblico e gli operatori ricercano. Non più, dunque, una semplice esposizione di prodotti e aziende, ma un network ad alto valore aggiunto, capace di mettere in dialogo soggetti diversi e di superare i limiti della frammentazione.
Il nuovo format sarà articolato in diverse aree tematiche, pensate per rappresentare le varie componenti della filiera: operatori, stoccaggio, produttori, marketing, prodotti innovativi, artigianato e ricerca, con uno spazio dedicato anche alla finanza per l’agricoltura, alla cultura e alle amministrazioni.
A completare il percorso ci saranno momenti di drink & food experience, pensati per avvicinare il pubblico alla cultura dell’olio e del prodotto, creando un’esperienza capace di coinvolgere non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche famiglie e visitatori. La filosofia è quella di creare connessioni, mettere insieme le tessere di un mosaico e consentire ai diversi protagonisti di incontrarsi, conoscersi e sviluppare nuove collaborazioni.
Anche la parte scenografica e organizzativa è stata pensata in un’ottica di innovazione e sostenibilità.
Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell’impresa molisana Stella , punta su un allestimento grafico e scenografico nel quale il cartone assume un ruolo centrale, valorizzandone non soltanto le caratteristiche estetiche, ma anche la resistenza e soprattutto la possibilità di riutilizzare l’allestimento.
La sostenibilità viene quindi interpretata a 360 gradi: dalla scelta dei materiali alla possibilità di dare una seconda vita alle strutture, passando per la valorizzazione delle migliori aziende del territorio, dei vivaisti, delle imprese specializzate nelle macchine agricole e nelle tecnologie per la trasformazione degli olii.
“Questa 283ª edizione rappresenta quindi un vero anno zero per una nuova idea di fiera – ha affermato il sindaco Pino Puchetti – non si tratta di cancellare una tradizione lunga quasi tre secoli, ma di darle una nuova direzione. Il valore della Fiera d’Ottobre rimane intatto, ma cambia il modo di interpretarlo. «Avere il coraggio di puntare al cambiamento» è il messaggio che accompagna questa nuova esperienza.
Una svolta pensata per rendere la manifestazione più attrattiva, non soltanto come luogo della memoria e della tradizione, ma come spazio nel quale produttori, imprese, famiglie e visitatori possano trovare qualcosa di interessante, concreto e nuovo. E in questa scommessa c’è anche un elemento generazionale particolarmente significativo. A immaginare e costruire questa nuova fase sono infatti giovani professionisti larinesi, chiamati a diventare protagonisti dello sviluppo del proprio territorio. La FieraFiliera diventa così anche una scommessa sui giovani di Larino, sulla loro capacità di fare rete, progettare e costruire nuove opportunità.
Perché se questa nuova idea di fiera funzionerà, non sarà soltanto il successo di un format o di una manifestazione. Sarà il segnale che una comunità può tornare a riconoscersi nelle proprie eccellenze, imparare a collaborare e trasformare la propria storia in una concreta prospettiva di futuro.
La 283ª Fiera d’Ottobre di Larino parte dalle proprie radici, ma sceglie di non fermarsi lì. Tradizione e innovazione diventano così le due parti dello stesso racconto: quello di un territorio che vuole fare rete, valorizzare le proprie eccellenze e costruire, insieme, il proprio futuro. In attesa del programma ufficiale, appunto al prossimo 9 ottobre per l’inaugurazione della Fierafiliera 2026.

















