LARINO. Le classi 3D e 3F dell’Istituto Comprensivo Bernacchia/Schweitzer, guidate dalla docente di Arte e Immagine Carla Di Pardo, hanno trasformato lo studio del Barocco in un’esperienza performativa che unisce arte, teatro e musica. Durante il secondo quadrimestre gli studenti hanno analizzato le opere di Caravaggio, progettato costumi, pose e scenografie utilizzando materiali di riciclo, in linea con l’identità dell’istituto riconosciuto come Ecoschool.
Il teatro è diventato un laboratorio di apprendimento in cui comprendere composizione, luce e gesto, ma anche un luogo in cui esercitare collaborazione, ascolto e responsabilità. Sul palcoscenico quindici studenti del plesso Schweitzer hanno interpretato sette quadri caravaggeschi, affidando la narrazione al corpo e all’immobilità espressiva tipica dei Tableaux Vivants. I cambi scena, eseguiti a vista, hanno reso visibile il processo creativo oltre al risultato finale.
Ad accompagnare la performance, undici giovani musicisti del plesso Bernacchia diretti dal professor Loris Fiore, che hanno eseguito il Lacrimosa di Mozart creando un dialogo intenso tra immagine e suono. Il pubblico ha seguito in silenzio e con partecipazione, riconoscendo la cura e la qualità del lavoro svolto.
La serata si è aperta con il balletto dei Girasoli di Van Gogh, collegato al Carro vincitore del Carnevale di Larino 2026, grazie alla collaborazione con l’Associazione Gioventù Frentana e il presidente Simone Ricci.
Numerosi i ringraziamenti rivolti agli alunni, alle famiglie, ai docenti, all’ingegnere Mariella Mancini per luci e proiezioni, allo studio fotografico Battista Costanzo per la documentazione, alla dirigente scolastica Rosanna Scrascia per la visione contemporanea della scuola, al sindaco di Larino Pino Puchetti, all’assessore alla Cultura Iolanda Giusti e al direttore artistico Giandomenico Sale con i suoi collaboratori. Un ringraziamento anche al preside Francesco Marra dell’IC Brigida-Cuoco, scuola capofila del progetto di rete Arte in scena.
L’esperienza, ideata e condotta da Carla Di Pardo, conferma il valore dei linguaggi espressivi nella didattica dell’Arte e Immagine: quando la scuola incontra il palcoscenico, la storia dell’arte diventa competenza agita e gli studenti diventano protagonisti consapevoli del processo creativo.



















