nelmolise.it
Nessun risultato
View All Result
  • Login
  • Home
  • NewsTop
    Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

    Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

    Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

    Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

    Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

    A Casacalenda apre “L’Arte del Gusto”: la sfida gourmet di Giorgia e Angelo

    A Casacalenda apre “L’Arte del Gusto”: la sfida gourmet di Giorgia e Angelo

    Anna Falchi madrina della 50esima edizione del Carnevale storico di Larino. Tanti ospiti per un evento che coniuga cultura ed inclusione!

    Il Carnevale di Larino rischia di fermarsi: “senza una casa non possiamo andare avanti”

    Trending Tags

    • politica
    • covid19
    • larino
    • auguri
  • Comuni

    Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

    Sperona con la propria auto tre cittadini seduti su una panchina. Scatta la custodia cautelare in carcere per un pregiudicato!

    Sperona con la propria auto tre cittadini seduti su una panchina. Scatta la custodia cautelare in carcere per un pregiudicato!

    Prestigioso riconoscimento nazionale per Pasquale Licursi: “Madre Terra” vince il Premio Genius Loci

    Prestigioso riconoscimento nazionale per Pasquale Licursi: “Madre Terra” vince il Premio Genius Loci

    Montecilfone, successo per l’evento europeo “Una città per tutti ponti di coesione”

    Montecilfone, successo per l’evento europeo “Una città per tutti ponti di coesione”

    Il Laboratorio Solidale LILT di Casacalenda avvia ufficialmente le attività: grande partecipazione dei cittadini

    Il Laboratorio Solidale LILT di Casacalenda avvia ufficialmente le attività: grande partecipazione dei cittadini

    Buon Compleanno Amore Mio: 50 Anni di Te, il regalo più bello della mia vita

    Buon Compleanno Amore Mio: 50 Anni di Te, il regalo più bello della mia vita

  • CULTURA
  • EVENTI
  • Sport
LA REDAZIONE
CONTATTI
  • Home
  • NewsTop
    Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

    Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

    Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

    Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

    Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

    A Casacalenda apre “L’Arte del Gusto”: la sfida gourmet di Giorgia e Angelo

    A Casacalenda apre “L’Arte del Gusto”: la sfida gourmet di Giorgia e Angelo

    Anna Falchi madrina della 50esima edizione del Carnevale storico di Larino. Tanti ospiti per un evento che coniuga cultura ed inclusione!

    Il Carnevale di Larino rischia di fermarsi: “senza una casa non possiamo andare avanti”

    Trending Tags

    • politica
    • covid19
    • larino
    • auguri
  • Comuni

    Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

    Sperona con la propria auto tre cittadini seduti su una panchina. Scatta la custodia cautelare in carcere per un pregiudicato!

    Sperona con la propria auto tre cittadini seduti su una panchina. Scatta la custodia cautelare in carcere per un pregiudicato!

    Prestigioso riconoscimento nazionale per Pasquale Licursi: “Madre Terra” vince il Premio Genius Loci

    Prestigioso riconoscimento nazionale per Pasquale Licursi: “Madre Terra” vince il Premio Genius Loci

    Montecilfone, successo per l’evento europeo “Una città per tutti ponti di coesione”

    Montecilfone, successo per l’evento europeo “Una città per tutti ponti di coesione”

    Il Laboratorio Solidale LILT di Casacalenda avvia ufficialmente le attività: grande partecipazione dei cittadini

    Il Laboratorio Solidale LILT di Casacalenda avvia ufficialmente le attività: grande partecipazione dei cittadini

    Buon Compleanno Amore Mio: 50 Anni di Te, il regalo più bello della mia vita

    Buon Compleanno Amore Mio: 50 Anni di Te, il regalo più bello della mia vita

  • CULTURA
  • EVENTI
  • Sport
Nessun risultato
View All Result
nelmolise.it
Nessun risultato
View All Result
Home CULTURA

I Santi Martiri Larinesi: una ricostruzione storica

by La Redazione
8 Maggio 2026
Tempo di lettura:16 mins read
18 1
A A
I Santi Martiri Larinesi: una ricostruzione storica
17
Condivisioni
277
VIEWS
Share on FacebookInviaShare on Twitter
Pubblicità

Una storia antica, una storia che deve ancora accadere

di Pino Miscione

Altri articoli

Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

LARINO. Non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni (1Cor 10,21). Così scriveva l’apostolo Paolo ai cristiani di Corinto nell’anno 55; perìcope neotestamentaria che ribadisce il primo dei comandamenti che Mosè ricevette sul Sinai: Non avrai altro Dio all’infuori di me. Ma la tentazione di abbandonarsi all’idolatria appartiene ahimè a tutte le epoche; anche e dolorosamente alla nostra: vedremo perché. Dal vile ossequio rivolto agl’idoli pagani va pertanto ricercata la venefica scaturigine di questa storia di fede che ci apprestiamo a rinnovellare, rievocando in un racimolo di parole ordinate in brevi sezioni, quel mondo oscuro di martiri che viveva sereno in una pace mesta e divina sotto il mondo degli oppressori.

IL CULTO AGLI IDOLI: MARTE

Disponiamo di un testimone d’eccezione, Cicerone, che nella sua Pro Cluentio ci parla del culto ancestrale delle popolazioni larinati, quello al dio Marte, che fu all’origine di un’aspra disputa tra le due fazioni cittadine poco più di tre secoli prima dei nostri fatti. Al dio della guerra era consacrata una cospicua comunità di ministri publici, ai quali la frangia momentaneamente vittoriosa – quella legata ad Oppianico contro Cluenzio – voleva concedere la libertà e la cittadinanza romana in occasione del primo censimento della popolazione cittadina, seguito alla concessione della cittadinanza dopo gli eventi della Guerra sociale (91-88 a.C.). Proprio questa risoluzione, che avrebbe significativamente alterato la base elettorale della città conferendo un nuovo status ai servi di Marte, fu all’origine di un contenzioso legale, di cui poco sappiamo, come pure dei tentativi di avvelenamento incrociati che si conclusero con l’assoluzione – quasi certamente immotivata – del cliente di Cicerone.

Culto a Marte che noi posteri classifichiamo chiaramente come idolatrico, e perciò di matrice satanica, anche da quel che lasciano intendere il Tria e il Magliano laddove ipotizzano perfino il sacrificio di infanti per propiziarsi il favore di quel dio “falso e bugiardo”. Dagli antichi calendari ricaviamo il dato che indica il 12 maggio come giorno dedicato ai ludi Martialici, che a Roma e in altre città dell’Impero erano celebrati organizzando corse di carri, scene di caccia e talvolta ludi gladiatorii nei quali scorreva sangue umano. Questa era dunque la festa di metà maggio, empia e crudele, della Larinum seguace del paganesimo; questo il moloch demoniaco che occorreva abbattere e disintegrare per far trionfare la vera fede.

Pubblicità

 

1 of 27
- +

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

9.

10.

11.

12.

13.

14.

15.

16.

17.

18.

19.

20.

21.

22.

23.

24.

25.

26.

27.

LA CONDIZIONE AMMINISTRATIVA DI LARINUM

L’Italia era governata dall’augustus Massimiano Erculio che a Roma, vecchia capitale, aveva preferito Mediolanum (Milano); ferocissimo, ci fa sapere lo storico Lattanzio. A lui l’onere di far applicare gli editti di persecuzione contro i Cristiani decisi a Nicomedia (od. Ïzmit, Turchia) dall’augusto senior Diocleziano, trascinato nel gorgo della persecuzione dal cesare Galerio.

La città di Larinum faceva parte all’epoca della provincia Apulia et Calabria, che comprendeva tutto il territorio della dorsale adriatica dal fiume Biferno all’estrema propaggine dell’attuale Salento (Calabria è difatti l’antico nome della Terra d’Otranto). Da oltre un decennio essa, come altre, non era più un’autonoma regio – ente abolito dai Tetrarchi –, bensì una più subordinata provincia retta da un funzionario pubblico, che nel nostro caso aveva la qualifica di corrector (e non præses, preside, come ancora si va dicendo). Egli risiedeva in una città che per posizione geografica e dimensione urbana poteva essergli utile nell’espletamento dei suoi plurimi uffici. Furono di volta in volta sedi del governatore le città di Canusium, Beneventum, Æclanum, Venusia, Sipontum, Herdonia, Brundisium, Tarentum. Da alcuni eloquenti rinvenimenti archeologici ed epigrafici si è acquisito il dato che qualifica anche la città di Luceria come riconosciuta caput provinciæ, per essersi specializzata nell’amministrazione della giustizia. Da questa città, distante da Larinum circa 50 miglia, il governatore aveva dunque il dovere di applicare gli editti di persecuzione contro i cristiani dell’intero territorio posto sotto la sua giurisdizione; a lui soltanto, poi, le leggi conferivano lo ius gladii, il potere cioè di condannare a morte i rei.

LA LOCALE COMUNITÀ CRISTIANA 

La città di Larinum e il suo ager potevano contare all’epoca ancora diverse decine di migliaia di abitanti, malgrado la fase di calante urbanesimo sostenuta da taluni archeologi. La comunità cristiana, raccolta attorno ad alcune figure che per ruolo e capacità spiccassero tra le altre – evidentemente i nostri tre “fratelli” di fede – era composta attendibilmente da un numero oscillante tra le diverse decine e le poche centinaia di membri. Essi si radunavano, come avvenne altrove, in qualcuna delle domus ecclesiæ ubicate nella città romana, case private messe a disposizione da qualche fratello di fede più agiato. 

Risulta credibile che coloro i quali trovano ancora ai nostri giorni un pubblico culto, i nostri tre “fratelli”, abbiano fatto parte della Chiesa gerarchica, ricoprendo il ruolo di diaconi o presbyteri al servizio della locale comunità cristiana; e tenuto conto che il più venerato dei tre Martiri, a Larino come in altre località apule, risulta essere Primiano, il suo nome dovette essere tramandato con particolare riguardo, ragion per cui la sua appartenenza alla Chiesa gerarchica si presenta motivata. Mi pare invece fin troppo pretenzioso sostenere che la comunità cristiana della città avesse raggiunto già da allora un grado evolutivo tale da richiedere la formazione di una vera e propria diocesi con a capo un episcopus. 

GLI EDITTI DI PERSECUZIONE

Non fu certamente il 303 l’anno che più c’interessa, come asserito da taluni; il primo editto, difatti, venne emanato a Nicomedia il 23 febbraio del 303, festa pagana dei Terminalia, ed arrivò in Palestina, come attesta lo storico e vescovo Eusebio di Cesarea, soltanto nella primavera di quell’anno. Esso nemmeno prevedeva la pena di morte, quanto piuttosto che le chiese fossero rase al suolo e le Scritture date alle fiamme, che fossero destituiti i cristiani che occupavano cariche pubbliche e privati della libertà i membri dei palazzi imperiali riluttanti all’abiura. Nessuna condanna a morte, convalidata da un processo, era dunque possibile nel maggio del 303. 

Un secondo editto venne decretato tra la primavera e l’estate dello stesso anno, ma nemmeno esso prevedeva la pena capitale, limitandosi invece a un provvedimento di detenzione dei cristiani assai esteso. Solo con un terzo editto, emesso sul finire di quell’estate, venne applicata la pena di morte a quanti non avessero apostatato la loro fede cristiana. Nell’aprile del 304, impedito Diocleziano per malattia mentale, il solo Galerio decise un quarto decreto col quale tutti i cristiani, in tutte le città dell’Impero, erano obbligati a sacrificare, pena la morte. Ecco dunque che registriamo i primi veri martiri accertati in Italia, come l’adolescente Pancrazio, martirizzato a Roma negli stessi giorni (12 maggio 304) e sepolto nei pressi dell’attuale basilica a lui intitolata al secondo miglio della via Aurelia.

MANCANZA DI FONTI SCRITTE

Va innanzitutto chiarito che, anche per la furia distruttrice che interessò gli archivi in quelle epoche remote, non ci è pervenuto alcun documento storico contemporaneo ai nostri fatti, tale da qualificarlo indubitabilmente come fonte scritta, solitamente rappresentato da un protocollo giudiziario rogato dal notarius, contenente i verbali d’interrogatorio che certificava infine la condanna a morte del reo; non esistono cioè gli Acta martyrum Larinatium ovvero gli Acta Sancti Primiani. Va pertanto riaffermato che per pervenire ad una ricostruzione la più vicina alla verità occorre puntare gli occhi ad altro tipo di fonti – storiche, archeologiche, agiografiche, devozionali (vd. rimando linkato in fondo) – che possano agevolarci nel venire a capo del garbuglio di vicende che qui si è cercato di sbrogliare. Credo opportuno ripetere, a tal proposito, che non possa essere qualificata come fonte scritta una passio redatta “da qualche affettato, e ignorante scrittore” a scopo devozionale, in pratica una favola composta diversi secoli dopo i nostri fatti, che già dal Tria “mai si era avuta in considerazione”, avendola bollata come “apocrifo, per gli anacronismi, per le contradizioni, e fatti favolosi” ivi contenute; giudizio che, con le conoscenze acquisite successivamente, s’inasprisce ulteriormente.

L’ARRESTO

Al governatore lucerino della provincia Apulia et Calabria la doverosa incombenza di dar seguito agli editti di persecuzione decretati nelle capitali imperiali. Anche a Larinum, di conseguenza, gli stationarii vennero sguinzagliati per le strade, perquisite le case, sequestrati e distrutti i Libri sacri, tratti in arresto i chierici. Ciò avvenne senz’altro già tra la primavera e l’estate del 303, a seguito del secondo e terzo decreto di persecuzione. Se qualcuno dei tre sia stato effettivamente membro del clero, egli fu messo ai ferri già in quell’occasione, e a lungo marcì in galera. Questo carcer funzionale ai consuetudinari processi va localizzato nell’area dov’era ubicato il Foro romano – in località Piano della Torre –, così come voleva la retta prassi edilizia codificata da Vitruvio.

LA CARCERAZIONE DELL’INTERA COMUNITÀ

Nell’aprile del 304 la persecuzione fu estesa, come visto, a tutti i Cristiani indistintamente: chi non avesse sacrificato agl’idoli andava incontro all’arresto e alla morte. Non bisogna perciò lasciarsi convincere dall’idea che furono soltanto tre coloro i quali rifiutarono di abiurare la vera fede, poiché certamente di numero più rilevante dovettero essere i membri della locale comunità cristiana, quorum nomina soli Deo cognita sunt. Il carcer attiguo al Foro si sarebbe dimostrato sicuramente incapace di contenerli; ed allora, come avvenne in tante parti dell’Impero, la nostra attenzione va diretta ad altre strutture pubbliche, anche parzialmente dismesse, come ad esempio sotterranei di templi, cave abbandonate, cisterne secche, acconciate alla meglio per esser trasformate in pubbliche prigioni. Una cisterna in disuso era il carcere in cui nell’anno 50 venne tenuto in catene l’apostolo Paolo nella città greca di Filippi (At 16,23ss.); stessa funzione svolgeva un tempo il Carcere Mamertino a Roma, dove ancora lui, unitamente a Pietro, fu recluso ed evase, prima di cogliere il martirio durante la persecuzione di Nerone (64-67).

Questa fase va a mio parere contestualizzata in quella parte dell’antico tessuto urbano larinate in cui è sopravvissuto continuativamente e fino ai nostri giorni il culto cristiano, vale a dire l’isolato attualmente compreso fra il largo Pretorio e la piazza dei Frentani, dove attualmente si eleva la chiesa parrocchiale della Madonna delle Grazie, e nei cui sotterranei sono ancora oggi visibili non a caso i resti archeologici di cisterne facenti parte di un castellum aquæ eretto tra la metà del II e gl’inizi del III secolo d.C., atto a raccogliere e depurare le acque del locale acquedotto. Qui, non per nulla, nel 1833 il vescovo La Rocca – riporta il coevo storico sanseverese Fraccacreta – per similare convincimento fece murare una lapide in quello che riteneva essere stato il sito del “Pretorio” cittadino, e dunque il luogo del loro giudizio; tant’è che dedicò la chiesa che accoglieva quella stessa lapide non solo alla Visitazione, ma anche ai tre Martiri Larinesi.

Con tutta evidenza, molti furono i larinati cristiani incarcerati durante la più cruenta delle persecuzioni; e chi moriva di stenti per la reclusione patita era considerato martire a tutti gli effetti, come conferma il vescovo e martire San Cipriano di Cartagine in una sua epistola (12,1). Non è pertanto erroneo eleggere quei valorosi testimoni della fede quali “Santi Martiri Larinesi”, messo in conto che pure i torturati, specialmente se appartenuti alla meno tutelata categoria degli humiliores, qualora avessero esalato l’ultimo respiro nel corso dell’interrogatorio effettuato da un magistrato privo di scrupoli, erano annoverati fra gli autentici martiri.

IL PRIMO PROCESSO

Larinum non fu mai capoluogo provinciale, e per questo disponeva semplicemente di un magistrato municipale, al quale la legge non concedeva che una molto limitata potestà giudicante e punitiva; non gli era data difatti facoltà nec animadvertendi coercendi vel atrociter verberendi (Digesto I,16,11). Egli, poi, non aveva il potere di emettere sentenze, ma solo di preparare la fase istruttoria, al fine di dare una base probatoria al processo vero e proprio. Si limitava perciò a redigere il cosiddetto elogium, un rapporto semplicemente informativo da inviare al governatore provinciale, il quale aveva il potere esclusivo di dannare a morte i rei. Questa azione va inquadrata anch’essa nell’area del Foro romano, individuato in località Piano della Torre.

 

1 of 14
- +

1.

2.

3.

4.

5.

6.

7.

8.

9.

10.

11.

12.

13.

14.

POSSIBILITA DEL MARTIRIO A LARINUM

Extra Larinum martyrium compleverunt, vale a dire “portarono a compimento il martirio fuori di Larino”. Queste sono le minime coordinate agiografiche contenute nel Proprio napoletano fatto redigere dal cardinal Carafa nel 1619, che il Tria consegna ai posteri riguardo alle ultime vicende terrene dei nostri Martiri. Frase che non significa affatto, come alcuni ritengono, “fuori dalle mura di Larino”, perché in quel caso le espressioni più consone, che ritroviamo del resto in tanti casi di atti e passioni di martiri, sarebbero state ante muros, iuxta portam urbis, foris civitatem, foras muros portæ. Extra Larinum significa invece altro; e parafrasando sottintende piuttosto chiaramente “al di fuori del territorio di pertinenza della civitas di Larino”. D’altro canto, il martirio avvenuto a Larino non è sostenuto esplicitamente da nessun documento scritto. Il Vetus martyrologium termolese (XII sec.) riporta semplicemente Idibus Maii Alarini Natalis Sanctorum Martyrum Primiani, Firmiani et Casti – che i tre erano cioè “di Alarino” – e quello ad uso del monastero benedettino di S. Maria di Gualdo Mazzocca (XII-XIII sec.) al 15 maggio riporta semplicemente: et Sanctorum Martyrum Primiani et Firmiani, senza indicare altro.

Mai Larinum ospitò stabilmente i governatori, che in quell’epoca tetrarchica evitavano di allontanarsi dalla loro sede a causa della farraginosa organizzazione burocratica che richiedeva un ampio seguito. Se invece il gubernator, in deroga alla prassi, vi si sia recato in occasione dei ludi Martialici è tutto da verificare, ma va doverosamente ribadito che tutte le fonti in nostro possesso, che qui vengono analizzate seppure sinteticamente, conducono a ritenere come piuttosto remota questa possibilità. Quanto alla condanna ad bestias eseguita nell’anfiteatro cittadino, avvalorata da una “leggenda agiografica” locale, va precisato che i cittadini romani – e i nostri tre “fratelli” lo erano quasi certamente – non potevano essere condannati ad altra pena che non fosse la decapitazione; d’altra parte, secondo le attestazioni di diversi archeologi, la nostra arena in età tetrarchica era già da tempo uno spazio ludico oramai desueto. Per finire, all’asserzione sostenuta da alcuni secondo cui la decollazione dei nostri Martiri avvenne nel luogo in cui successivamente sorse una basilica a loro intitolata, dà indirettamente scarsa credibilità uno dei più accreditati agiografi del secolo scorso: «assai rari devono essere stati gli oratori e le chiese erette, nel primo secolo della pace, sui luoghi santificati dal sangue dei martiri. … Alla basilica edificata presso Cartagine in Sexti, dove ebbe reciso il capo s. Cipriano, io, sul momento, non saprei aggiungere altro» (P. Franchi de’ Cavalieri).

SECONDO PROCESSO A LUCERIA E CONDANNA A MORTE

Con la riforma amministrativa dei Tetrarchi del 290-293 d.C., l’ordinamento giudiziario delle provinciæ vide, come detto, la scomparsa del conventus iuridicus, le riunioni periodiche durante le quali i governatori rendevano giustizia, spostandosi nelle città a ciò designate. L’epigrafia antica ci fa poi sapere che nella città di Luceria vennero eretti, solo pochi decenni dopo, un secretarium e un tribunal, volendo quest’ultimo termine evocare chiaramente il giudizio pro tribunali, il quale ci certifica che nella città dauna erano trattati anche i casi penali più gravi. 

Tutto lascia intendere perciò che i cristiani sottoposti a carcerazione nelle galere adattate nei locali più reconditi del castellum aquæ larinate siano stati trasportati in catene nella città dauna per essere processati dal governatore; azione che va collocata nell’area del Foro lucerino. Qui dunque l’emissione della sentenza che li condannava alla pœna capitis: gli schiavi cristiani destinati ad bestias nel locale capace anfiteatro; i cittadini romani, invece, decapitati dallo spiculator in un’area damnatorum posta lungo una delle strade di accesso alla città dauna; si deve ritenere per assodata, per ciò che si dirà oltre, quella che usciva a nord-ovest in direzione di Teanum Apulum. Qui il gelido acciaio del gladio staccò loro il capo dal tronco, sprizzò il sangue a fiotti e l’anima indomabile raggiunse il paradiso.

PRIMA SEPOLTURA NEL SUBURBIO DI LUCERIA

Subito dopo, qualche personaggio in vista, agendo sulle orme spirituali di Giuseppe di Arimatea, si sarà arrischiato a rivolgere alle autorità legittime una supplica affinché quei poveri resti gli fossero consegnati per dare loro una degna sepoltura in tombe proprie, perché era codificato che per i condannati a morte pœna post mortem manet, e nessun sepolcro appartenuto a loro nome in vita poteva essere occupato. In quella rischiosa contingenza, qualche cittadino larinate ivi presente avrà reclamato i resti dei tre Santi e di tutti gli altri a noi ignoti per ricondurli nella loro città d’origine. Trasporto quanto mai arrischiato, poiché ci si trovava in regime di piena persecuzione e la proibizione della sepoltura poteva venire usata come rappresaglia. Qualche cristiano di Lucera, che aveva conosciuto in vita i Martiri, avrà plausibilmente avanzato pretese di cittadinanza cambiata, poiché sanguine mutavit patriam, qualcun altro avrà fatto osservare ai fratelli di fede di Larino che per la traslazione conveniva attendere tempi migliori; dunque contrasti, malintesi, promesse più o meno dichiarate. Un principio di contesa tra le comunità cristiane di Larino e di Lucera che col tempo si sarebbe dimostrata insanabile, perpetuatasi nei secoli.

Le povere spoglie vennero raccolte da mani pietose e deposte in un cimitero posto nelle vicinanze del luogo della decollazione. Qui vennero i Larinati a pregare sulle loro tombe e qui i Lucerini che li avevano seguiti nei loro ultimi giorni di vita. Proprio a questa memoria martiriale dobbiamo la sopravvivenza, ancora nel XIV secolo, del culto riconosciuto al martire Primiano, grazie alla continuata presenza di una chiesa a lui intitolata posta in prossimità di Turris Maioris, a una decina di miglia più a nord, lungo la strada che si staccava dal quel cimitero lucerino. 

TRASLAZIONE NEL CIMITERO DI LARINUM

Diocleziano abdicò al suo alto ufficio il 1° ottobre 305, e l’assai più tollerante usurpatore Massenzio, che governava in Italia, salì al potere soltanto nell’ottobre dell’anno seguente. Ecco dunque il momento favorevole per la definitiva traslazione a Larinum dei Corpi santi. Dissepolti con ogni precauzione da mani consacrate, seppur tra mille resistenze, si diede loro il seppellimento definitivo in un’area cimiteriale che si trovava appena al di fuori delle mura urbiche, in prossimità della direttrice viaria che proveniva da Lucera. Area cimiteriale che, non a caso, già una charta venditionis del 1302 denominava contrata Montis Sancti Primiani. Tornavano da morti alla porta della loro città, dalla quale erano usciti per l’ultima volta da vivi.

IL CULTO DEI PRIMI SECOLI

Tornavano da morti. Morti nelle loro membra corporee, ma proprio quel loro corpo messo al supplizio svolgeva la funzione di intercessore prediletto presso Dio delle preghiere e dei voti dei fratelli di fede. Così nasce il culto dei santi: dal comune ricordo prestato ai defunti; ma qui la devozione non veniva meno con la scomparsa dei parenti prossimi, poiché si tramandava nel tempo grazie all’interessamento del patronus, e più tardi dell’episcopus, quando effettivamente questa figura s’impose sulla scena.

Ecco allora la costruzione di mensæ e delle prime edicole votive sulle loro venerate sepolture; ecco il rito del refrigerium – un pasto consumato sulle loro tombe – che in certa misura ritorna ancora ai giorni nostri il 27 maggio; ecco il rito del pallium, un drappo di stoffa messo a contatto delle loro reliquie, che diveniva reliquia esso stesso; ecco i pellegrinaggi alle loro tombe venerate, appoggiati ai bastoni crociati ai quali legare il pallium; ed ecco infine la necessità di disporre di spazi più adatti ad accogliere quelle moltitudini attratte dal sacro.

Quella che si crede essere stata la primitiva “basilica paleocristiana” dedicata ai nostri Martiri, eretta in opus vittatum nel IV-V secolo sulle loro definitive sepolture, rinvenuta nel 1948 e studiata dall’allora Soprintendente Cianfarani, mostra anomalie – ingresso decentrato e non perfetto allineamento est-ovest – tali da far pensare tuttavia a qualcos’altro: un mausoleo cimiteriale addossato alla basilica vera e propria, come io ritengo più plausibile, ovvero un ambiente termale di un edificio privato come ipotizzato dall’archeologa Di Niro, che lo restaurò nel 1981; diversamente, nel suo “Giornale degli scavi” riconosce all’interno dell’abside semicircolare un’absidiola posta a un livello inferiore, interpretata come synthronon riservato ai presbiteri. Ma è chiaro che solo uno scavo approfondito, che è lungi dall’essere solamente ipotizzato, potrebbe chiarire la tipologia del nostro manufatto.

EPILOGO

Santi Martiri Larinesi: coraggiosi difensori della verità, eppure derisi e oltraggiati dai loro stessi concittadini, emarginati, ferocemente perseguitati e infine uccisi. Una storia antica, una storia che deve ancora accadere. Perché? La ragione va ravvisata negli ominosi accadimenti avvenuti al vertice della Chiesa Cattolica in seguito alla rinuncia del papa Benedetto XVI annunciata l’11 febbraio del 2013. Dopo quell’evento, è ricomparsa l’atavica tentazione di sostituire il calice dei demòni all’unico, salvifico calice del Signore. Si è perfino avuto l’ardire d’introdurre un idolo pagano, la Pachamama, nel luogo più sacro della Cristianità, la Basilica intitolata all’apostolo Pietro. Cristo ha costituito la sua Chiesa come societas gerarchica divino-umana, al pari di una piramide al cui vertice sta colui che Egli ha chiamato a rappresentarLo sulla terra, il Principe degli Apostoli: Pasces oves meas (Gv 21,17). Eppure c’è chi vorrebbe coniugare il calice del Signore, il suo sangue che sarà versato pro multis, con una mira che nulla ha a che fare con la volontà costitutiva del Signore, la “sinodalità”: un dissimulato ossimoro apparentemente inoffensivo che però cela un connaturato significato ereticale seppure opportunamente occultato da chi se n’è fatto problematico latore, poiché nell’accezione corrente quel termine sottintende un processo attraverso il quale la verità rivelata viene messa implicitamente in discussione fino a subire una vera e propria ridefinizione sulla base del consenso e dell’esperienza.

Oltre millesettecento anni fa, i Martiri Larinesi Primiano, Firmiano e Casto, ed altri rimasti senza nome, versarono il loro sangue in solidarietà con quello di Cristo per difendere le verità della fede, ed ora vivono in pace Christi. In un’alba che si appressa, altri, pur anche generati da questa storia antica che va seguitando, saranno chiamati a percorrere di nuovo la loro intima Via Cruis per rendere testimonianza all’unica verità immutabile dalla quale discende la vera, unica pace; salda di fronte alle minacce, indifferente alle allettanti promesse di falsi beni: pace , che il mondo irride, ma che rapir non può (A. Manzoni, La Pentecoste, 79-80).

Rimando a questo mio studio più esteso, completo di note bibliografiche, per un ulteriore approfondimento:

https://www.academia.edu/36570900/Santi_Martiri_Larinesi

***In copertina: B. Corenzio, A. Nucci, V. De Pino, I SS. Primiano e Firmiano condotti davanti al giudice (1597-1599), affresco, particolare. Napoli, Basilica dell’Annunziata Maggiore, Cappella del Tesoro (foto G. Guida)

Tag: larinomolisepino miscionesanti martiri larinesi

Get real time update about this post categories directly on your device, subscribe now.

Cancellati
Articolo precedente

“Un libro ai nuovi nati significa investire nel futuro”: Colarocchio racconta il valore di “Nati per Leggere” a Larino.

Prossimo Articolo

Poste Italiane: Agnone la consulente Enza Donatelli racconta la sua esperienza tra lavoro e famiglia

Continua a Leggere

Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle
LA TESTIMONIANZA

Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

7 Giugno 2026
ATTUALITA'

Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

7 Giugno 2026
Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri
AUGURI

Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

7 Giugno 2026
Prossimo Articolo
Poste Italiane: Agnone la consulente Enza Donatelli racconta la sua esperienza tra lavoro e famiglia

Poste Italiane: Agnone la consulente Enza Donatelli racconta la sua esperienza tra lavoro e famiglia

Convegno “Disabilità e inclusione”, il Lions club Termoli Host e gli studenti del ‘Boccardi-Tiberio’ insieme

Convegno "Disabilità e inclusione", il Lions club Termoli Host e gli studenti del 'Boccardi-Tiberio' insieme

IN EVIDENZA

Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

Da Larino a Torino, il sogno di Lucrezia Venditti: tra i 2000 ballerini con Roberto Bolle

7 Giugno 2026

Montorio nei Frentani. Un consiglio aperto per chiarire la questione energie rinnovabili!

7 Giugno 2026
Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

Larino. Giovanni Mancinelli: sei decenni di lavoro, radici e dedizione. Auguri

7 Giugno 2026

PIÙ LETTI

  • A Casacalenda apre “L’Arte del Gusto”: la sfida gourmet di Giorgia e Angelo

    A Casacalenda apre “L’Arte del Gusto”: la sfida gourmet di Giorgia e Angelo

    148 Condivisioni
    Share 59 Tweet 37
  • Malore improvviso per un camionista 49enne di Larino: trasportato al Neuromed in elisoccorso

    147 Condivisioni
    Share 59 Tweet 37
  • Quattro minori gli autori dei furti nelle tabaccherie e dei furti a Larino.

    121 Condivisioni
    Share 48 Tweet 30
  • Larino. “Sessant’anni di Giulio Del Zoppo: un viaggio da celebrare”

    51 Condivisioni
    Share 20 Tweet 13
  • Il Carnevale di Larino rischia di fermarsi: “senza una casa non possiamo andare avanti”

    43 Condivisioni
    Share 17 Tweet 11
Viaggio nel Molise

Nelmolise.it
Testata Giornalistica
Reg. Tribunale di Larino N. 01/21 del 03/02/2021
Editore e Direttore Responsabile:
Nicola De Francesco
C.F. DFRNCL75B19E456W

Chiama la redazione

Viale Giulio Cesare, 53 - 86035 - Larino

News, Cronaca, Eventi, Storia e Cultura del Molise.

Inviaci la tua segnalazione su qui su viaggionelmolise@gmail.com

MENU

  • HOME
  • NEWS
  • COMUNI
  • CULTURA
  • EVENTI
  • SPORT

POPOLARI

  • NEWS
  • ATTUALITA’
  • PRIMA NOTIZIA
  • LARINO
  • COMUNI
  • COVID-19

© Nelmolise.it 2021 - 2022. Tutti i diritti riservati. Privacy Policy - Cookie Policy | Credits: Prismafilm.it & Factory Creativa

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

Nessun risultato
View All Result
  • Home
  • News
  • Comuni
  • CULTURA
  • EVENTI
  • Sport

© Nelmolise.it 2021 - 2022. Tutti i diritti riservati. Privacy Policy - Cookie Policy | Credits: Prismafilm.it & Factory Creativa

Not enough quota to unlock this post
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?