LARINO. Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo di minoranza “Insieme per Larino”.
“Le eccezionali piogge dello scorso mese hanno provocato la frana di parte della scarpata a ridosso del parcheggio situato nel centro storico, criticità a cui l’amministrazione di maggioranza ha rimediato chiudendo l’area, per impedire il passaggio delle macchine e la relativa sosta, apponendo solo delle transenne facilmente removibili.
Ad oggi, infatti, quelle transenne, com’era prevedibile, sono state spostate e il flusso di auto è ricominciato anche nella zona interdetta al traffico e alla sosta. Una situazione alquanto pericolosa, vista anche la presenza di un imponente pino pericolante, oltre al fatto che una eventuale pioggia potrebbe riattivare lo smottamento del terreno.
Il gruppo di minoranza ancora una volta è costretto a segnalare criticità e problematiche che gli amministratori di maggioranza sembrano non vedere.
Pertanto, si chiede al sindaco Pino Puchetti un intervento urgente per mettere in sicurezza l’area in questione, ricordando, come per i muri cadenti, che le transenne non sono la soluzione, perché, come accaduto, sono facilmente removibili, e in caso di riattivazione della frana non garantiscono l’incolumità di chi si trova a passare.
Nell’imminenza della festa patronale e per il fatto che quel parcheggio viene utilizzato sia dai residenti, sia da chi si reca al Cinema-Teatro Risorgimento per assistere agli spettacoli teatrali, sottolineando anche che rappresenta punto di ritrovo per tanti ragazzi, si auspica un intervento celere e più sicuro di quello precedente, visto che le misure prese sono oggettivamente inefficaci.
Si chiede, dunque, che l’area venga circoscritta in modo più deciso, con barriere non removibili così da impedire l’accesso.
E prima che qualcuno, come spesso capita recandosi negli uffici competenti, dica che la ditta incaricata è impegnata su altri fronti, e che il pino pericolante insiste su un terreno privato, si ricorda che, in situazioni di necessità e urgenza, si possono incaricare altre ditte e il Comune ha il dovere di spronare i proprietari dei beni privati a intervenire o, in caso di impossibilità, sostituirsi a loro, in nome di un interesse superiore, che in questo caso è l’incolumità dei cittadini”.



















