Dopo oltre vent’anni di concerti, festival internazionali, contaminazioni musicali e una continua evoluzione stilistica, la Riserva Moac con “CHISSENEFREGA” inaugura ufficialmente una nuova fase artistica, umana e sonora: la WORLDRIVE. Una collisione senza confini tra rock in overdrive, world music, folk-rock, elettronica, patchanka, ska-reggae e ritmiche balkan, capace di trasformare la musica in un rito collettivo, fisico, emotivo.
Il nuovo album è disponibile da oggi, 15 maggio su tutte le principali piattaforme digitali e digital store: Spotify, Apple Music, Amazon Music, Deezer, YouTube Music, TikTok Music e nei maggiori circuiti streaming internazionali.
L’uscita del disco anticipa ufficialmente il nuovo “CHISSENEFREGATOUR2026”, il tour che porterà la band sui palchi di festival nazionali e internazionali già programmati tra Italia ed Europa, confermando ancora una volta la dimensione live come cuore pulsante del progetto Riserva Moac Chissenefrega nasce dentro il rumore di un’epoca instabile.
Un tempo dominato dalla precarietà emotiva, dall’ansia collettiva, dalla sovraesposizione digitale, dalla perdita di autenticità e dalla continua sensazione di vivere “nel mezzo di un uragano”.
La title track “Chissenefrega” non è soltanto una canzone, ma il manifesto emotivo e culturale che guida tutto il disco. La Riserva Moac fotografa una generazione schiacciata da: crisi economiche, relazioni liquide, pressione sociale, identità digitali, alienazione contemporanea, perdita di punti di riferimento. Chissenefrega è il grido di chi continua a sentirsi fuori posto, di chi non si riconosce più nei modelli imposti, di chi rifiuta la performance continua della società contemporanea. L’apertura è affidata a “Bienvenido en la Riserva 2.0”, una nuova versione del manifesto storico della band che aggiorna il concetto originario della “Riserva”: un villaggio musicale aperto, meticcio, globale, dove culture, lingue e ritmi possono convivere senza barriere.
Il brano è una scarica immediata di energia live, tra cori da stadio folk, urban patchanka e richiami tribali, pensata per trasformare immediatamente il pubblico in comunità. Con “Maschere”, invece, il disco cambia atmosfera e si addentra nella società dell’apparenza contemporanea. Tra social network, identità digitali, filtri emotivi e alienazione collettiva, la band costruisce uno dei brani più oscuri e cinematografici del progetto. “Maschere” racconta una generazione che comunica continuamente ma fatica a mostrarsi davvero, dove il confine tra persona e personaggio sembra ormai dissolto. Il viaggio prosegue con “Yalla Yalla”, una danza mediterranea che attraversa deserti, culture e spiritualità. Il brano unisce atmosfere nordafricane, elettro-world, trasformando il tema del viaggio in una metafora universale di appartenenza e contaminazione. “Dove non ci sono eroi, dove non c’è straniero”: una frase che sintetizza perfettamente l’anima inclusiva della Riserva Moac. Chissenefrega, rappresenta il cuore ideologico del disco, diretta, incendiaria, fisica. “Tutto ci costa caro e io mi chiedo chi fa il prezzo” diventa una delle frasi chiave dell’intero progetto: una riflessione lucidissima sul valore delle cose, sul peso economico ed emotivo della contemporaneità e su una società in cui tutto sembra avere un costo, tranne la qualità umana. Un brano che trasforma il linguaggio quotidiano in un gesto di liberazione collettiva.
La Worldrive qui raggiunge una delle sue espressioni più potenti: folk, elettronica, overdrive e impatto live convivono in un equilibrio esplosivo progettato per il palco. Tra gli episodi centrali dell’album emerge con forza “Primo Maggio”, uno dei brani socialmente più forti mai scritti dalla band. La canzone affronta senza retorica il tema del lavoro contemporaneo, della precarietà, del burnout e dell’alienazione generazionale. “Casa è lavoro e il lavoro è casa”: una fotografia lucidissima di una società in cui il confine tra vita privata e sopravvivenza economica sembra ormai scomparso. Il ritornello — “Fatica su fatica ma poi arriva il Primo Maggio” — si trasforma in un mantra collettivo sospeso tra ironia, disillusione e desiderio di riscatto.
Grande spazio nell’album anche ai featuring che amplificano ulteriormente la dimensione crossover del progetto. “Reality Show”, realizzato insieme a Inna Cantina, è una satira feroce sulla società dello spettacolo permanente. Tra reality, social network, ricerca ossessiva della visibilità e identità trasformata in contenuto, il brano mette in scena il circo contemporaneo dell’apparenza. La collaborazione con Inna Cantina dona alla traccia un’attitudine ancora più urban, ska-reggae e metropolitana, trasformandola in uno dei momenti più radiofonici e liveoriented dell’intero album. “Siamo dentro a un reality show” diventa il ritornello di un’epoca che vive costantemente sotto osservazione. Altro episodio centrale è “Tutti a Woodstock”, impreziosito dalla partecipazione straordinaria di Cesko degli Après La Classe. Il brano è una vera dichiarazione d’amore alla musica come rivoluzione culturale e collettiva. Patchanka, ska-reggae, folk-rock psichedelico e immaginario hippie si incontrano in una traccia che sogna ancora Woodstock come simbolo di libertà, autenticità e resistenza artistica.Tra Hendrix, Doors e Rolling Stones, la Riserva Moac e Cesko lanciano un messaggio chiarissimo: la musica non può diventare soltanto consumo veloce o contenuto social. Deve tornare a essere esperienza, strada, incontro e ribellione.
Con “Spacca Tutto”, il disco ritrova una dimensione più rabbiosa e istintiva. Un brano costruito con una scarica rock contemporanea che invita a rompere schemi, convenzioni e prigioni mentali. Spacca Tutto è energia pura, pensata per diventare uno dei momenti più devastanti del live. “Revolution”, invece, raccoglie e sintetizza tutta la tensione ideale dell’album. Da Gandhi a Mandela, da Che Guevara a Galileo, la canzone attraversa figure simboliche della storia per ricordare che nessun cambiamento reale può avvenire senza una presa di coscienza collettiva. “Non ci sarà rivoluzione se non partirà da noi” diventa il manifesto finale di un disco che mette al centro partecipazione, identità e libertà.
“CHISSENEFREGA” arriva il 15 maggio come il capitolo più maturo, potente e identitario della storia della band. Buon ascolto.



















