Dal 9 all’11 ottobre il Polo Fieristico di contrada Monte Arcano ospita la 283ª edizione della più antica fiera del Molise. Oltre ottanta espositori e un programma di incontri dedicato all’olivicoltura tra tradizione, innovazione, salute, ricerca, economia e sostenibilità. Tutto targato Zest Hub
LARINO. Cosa c’è dietro una goccia d’olio? La risposta, a guardarla bene, è molto più grande di quella che può sembrare. Dietro quella goccia dorata che arriva sulle nostre tavole ci sono la terra e gli ulivi, le mani degli agricoltori e il lavoro di intere comunità. Ci sono macchinari, tecnologia e ricerca. Ci sono competenze antiche che incontrano l’innovazione, attenzione alla salute, sfide economiche e nuove prospettive di sostenibilità.
È proprio da questa domanda, semplice solo in apparenza, che prende forma la 283ª Fiera d’Ottobre di Larino, appuntamento storico che da domani, 9 fino all’11 ottobre tornerà ad animare il Polo Fieristico di contrada Monte Arcano, confermando il ruolo di questa manifestazione come una delle più importanti e longeve espressioni della tradizione fieristica molisana.
Per tre giorni Larino diventerà così un luogo nel quale incontrarsi, conoscere, confrontarsi e scoprire. Saranno oltre ottanta gli espositori, provenienti da diverse aree d’Italia e dalle regioni contermini, pronti a presentare al pubblico tecniche, attrezzature, soluzioni e innovazioni che accompagnano oggi il mondo dell’olivicoltura. Ma questa edizione vuole andare oltre la semplice esposizione di prodotti e macchinari.
Il tema scelto per la 283ª Fiera d’Ottobre è infatti la filiera dell’olio, raccontata in tutte le sue sfaccettature.
L’obiettivo è accendere i riflettori su tutto ciò che precede e segue quel momento apparentemente banale in cui l’olio viene versato nel piatto: dalla coltivazione dell’olivo alla raccolta, dalle tecnologie utilizzate nei campi alla trasformazione, dalla qualità alla conservazione, dalla ricerca scientifica agli aspetti nutrizionali e salutistici, fino alle ricadute economiche e alle opportunità che questo comparto può offrire ai territori.
Un racconto che mette insieme mondi diversi e complementari e che restituisce la fotografia di un settore chiamato oggi ad affrontare cambiamenti importanti, tra innovazione tecnologica, nuove esigenze del mercato, sostenibilità ambientale e valorizzazione delle produzioni.
La Fiera diventa così non soltanto una vetrina, ma un luogo di conoscenza e approfondimento, dove il visitatore può scoprire cosa si nasconde dietro uno dei prodotti più identitari della cultura mediterranea.
Accanto agli spazi espositivi, la manifestazione proporrà un articolato programma di convegni e incontri, con il contributo di rappresentanti del mondo universitario, associazioni di categoria ed esperti del settore. L’olio sarà osservato da prospettive differenti: medica e nutrizionale, tecnica, produttiva ed economica.
Un confronto pensato non soltanto per gli addetti ai lavori, ma anche per tutti coloro che vogliono comprendere più da vicino le trasformazioni che stanno attraversando il comparto olivicolo.
Perché conoscere un prodotto significa anche conoscere il lavoro, la ricerca e le professionalità che lo rendono possibile.
Ed è proprio questa una delle sfide della 283ª Fiera d’Ottobre: trasformare una tradizionale manifestazione fieristica in un’occasione per interrogarsi sul presente e, soprattutto, sul futuro delle filiere produttive.
Dall’olio alle filiere del territorio. La scelta dell’olio rappresenta infatti il primo capitolo di un percorso più ampio. La Fiera vuole sperimentare un nuovo modo di raccontare le filiere produttive del territorio, dando spazio alle realtà che ogni giorno contribuiscono a costruire l’identità economica e produttiva delle comunità.
Un progetto destinato a proseguire nel tempo, per esplorare e valorizzare le tante eccellenze che nascono dalla terra, dal lavoro e dall’ingegno di chi vive e produce sul territorio. In questo senso, l’olio diventa molto più di un tema: diventa una chiave per raccontare un territorio e per capire quanto lavoro, quanta conoscenza e quanta innovazione possano essere racchiusi dentro un prodotto che, sulle nostre tavole, spesso diamo per scontato. Anche l’allestimento parla di sostenibilità. Il messaggio della Fiera passa anche attraverso gli spazi che la ospiteranno. Una parte significativa dell’allestimento sarà infatti realizzata in cartone, grazie alla partnership con lo Scatolificio Stella di Pozzilli.
Un materiale normalmente associato all’imballaggio diventa così elemento di allestimento e comunicazione, con una scelta che vuole ridurre l’impatto ambientale della manifestazione e, allo stesso tempo, stimolare una riflessione sul rapporto tra produzione, materiali, riuso e sostenibilità. È un dettaglio che racconta bene lo spirito di questa edizione: custodire la tradizione senza rinunciare alla capacità di sperimentare.
La Fiera d’Ottobre di Larino porta con sé il peso e il fascino di una storia lunga 283 edizioni. Una storia fatta di incontri, scambi commerciali, agricoltura, cultura e vita del territorio. Ma arrivare così lontano significa anche sapersi trasformare. E la 283ª edizione prova a farlo mettendo al centro una domanda che riguarda non soltanto l’olio, ma il modo stesso in cui guardiamo ai prodotti che acquistiamo e consumiamo.
Cosa c’è davvero dietro una goccia d’olio? C’è una filiera. Ci sono persone. C’è ricerca. C’è tecnologia. C’è economia. C’è salute. C’è ambiente. C’è, soprattutto, un territorio che attraverso il proprio lavoro prova a costruire il futuro. La risposta sarà a Larino, dal 9 all’11 ottobre, tra gli stand, gli incontri e le storie della 283ª Fiera d’Ottobre. Perché qualche volta, per capire quanto è grande una storia, basta partire da una goccia.


















