Siamo tornati a parlare con l’amico Manfredi e il nostro interesse non poteva non essere rivolto alla neonata Film Commision molisana
LARINO. È partito da Larino, da Roma e nel corso degli anni ha costruito un percorso professionale che lo ha portato dal teatro e dalla formazione attoriale al cinema, fino alla produzione e alle coproduzioni internazionali. Manfredi Saavedra Perrotta è oggi attore e produttore, con un’esperienza maturata tra Italia, Grecia e altri contesti produttivi internazionali. La sua carriera cinematografica è iniziata nel 1999 quando il cinema si faceva ancora con la pellicola. Dopo la formazione come attore ha lavorato con registi come Abel Ferrara e Giulio Manfredonia e nel 2007 ha fondato una propria società di produzione, la Frentana Cinematografica, successivamente confluita in Moliwood Films. Nel suo percorso figurano anche produzioni come Piazza Vittorio di Abel Ferrara, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, e Lucania di Gigi Roccati.
Negli ultimi anni Saavedra ha consolidato anche il rapporto professionale con la Grecia. Nel 2023 è entrato nel cast di Maestro in Blue, serie greca di Christoforos Papakaliatis distribuita internazionalmente da Netflix, interpretando un ruolo nella produzione che ha avuto una significativa diffusione internazionale.
Ma è soprattutto attraverso la produzione che il rapporto tra Saavedra e il cinema greco è diventato particolarmente significativo.
Tra i progetti a cui è maggiormente legato c’è Ethnikos Ellinoroson, lungometraggio tratto dall’omonimo spettacolo teatrale greco. L’idea nasce nel 2018, quando Saavedra assiste ad Atene allo spettacolo teatrale. Rimane colpito dal testo e dalla messa in scena e decide di acquisirne i diritti per svilupparne un adattamento cinematografico. Da quella visione nasce un percorso produttivo che porta il progetto a diventare una coproduzione internazionale tra Italia e Grecia.
Il film è diretto da Yorgos Teltzidis e vede coinvolte Sajama Films e View Master Films. Saavedra figura tra i produttori del film e come creative producer. Il progetto ha ricevuto il sostegno del Greek Film Centre, il contributo del Ministero italiano della Cultura e l’intervento di ERT, il broadcaster pubblico nazionale greco.
Le riprese del film sono state completate e il progetto è ora nel percorso che conduce alla sua finalizzazione.
È un esempio concreto di come un’idea possa attraversare confini e sistemi produttivi diversi: dal teatro greco alla produzione cinematografica, dalla ricerca dei finanziamenti alla coproduzione internazionale. E venendo alla nostra regione, oggi il Molise è nuovamente al centro dell’attenzione cinematografica con Salute di Riccardo Milani, film interpretato da Antonio Albanese, Virginia Raffaele, Francesco Paolantoni e Biagio Izzo, girato in diverse località della regione.
Come è stato lavorare con Riccardo Milani e rincontrare sul set di SALUTE Antonio Albanese?
Riccardo è un grande regista che sa perfettamente quello che vuole raccontare. Incontrare Antonio è danzare felici su tavole di legno. Lavorare con lui è uno di quei regali che questa professione può a volte fare. Parallelamente sto lavorando alla post-produzione di Ethnikos Ellinoroson. Sono due esperienze molto diverse, ma entrambe mi permettono di vedere concretamente quanto sia complesso il percorso di un film. Per il Molise questa è una fase importante. Per anni la regione è rimasta l’unica a non avere una Film Commission. Adesso che finalmente è nata, bisogna evitare di pensare che il lavoro sia finito. In realtà è appena iniziato.
Il tema delle professionalità locali è centrale nel ragionamento di Saavedra. Una Film Commission, secondo la sua visione, non dovrebbe limitarsi a portare produzioni sul territorio, ma dovrebbe contribuire a far crescere un ecosistema cinematografico stabile.
Quindi non soltanto location?
Esatto. Le location sono importanti, ma da sole non bastano. Una produzione ha bisogno di tecnici, maestranze, organizzatori, scenografi, fonici, direttori della fotografia, troupe, aziende di rental e studi di post per audio e video oltre strutture ricettive, servizi. E soprattutto ha bisogno di interlocutori che sappiano accompagnarla. Se la regione attraverso la film commission sarà in grado di trovare i fondi necessari anche per bandi di sostegno finanziario, che solitamente impegna le produzione per una spesa superiore al fondo stesso sul territorio, il territorio deve essere anche preparato per fornire i servizi e le professionalità che partecipano alla realizzazione di un film. In questo modo si mette in atto un processo per cui si creeranno la condizioni per il cinema come comparto produttivo industriale invece che realizzare magari qualche produzione che servirà solo a fare qualche titolo nella pagina “spettacoli” di qualche quotidiano locale.
Il Molise ha già dimostrato di avere professionalità capaci di lavorare su produzioni importanti. Bisogna metterle in rete e creare le condizioni perché possano crescere.
È anche questo il senso delle coproduzioni internazionali alle quali Saavedra ha lavorato: costruire relazioni, creare ponti tra territori e sistemi produttivi diversi.
Qual è, quindi, il rischio maggiore per una Film Commission appena nata?
Siamo in un momento delicato, come per un bambino nei suoi primi mesi di vita. Dovremmo occuparcene con attenzione e cercare di restare il più distante possibile da proclami e propaganda.
Una Film Commission ha bisogno di tempo per diventare una struttura efficiente. Bisogna ascoltare chi lavora nel settore, confrontarsi con le esperienze delle altre Film Commission italiane e internazionali e capire cosa può funzionare davvero in un territorio piccolo come il Molise.
Servono competenza, continuità e capacità di accompagnare le produzioni.
La nascita della Molise Film Commission arriva dunque in un momento in cui il territorio ha già iniziato a confrontarsi concretamente con produzioni cinematografiche nazionali e internazionali. La Fondazione, costituita ufficialmente nel marzo 2026, ha tra i suoi obiettivi proprio quello di attrarre nuove produzioni, valorizzare le professionalità locali e utilizzare l’audiovisivo come strumento di promozione territoriale.
Per un professionista come Saavedra, che continua a vivere il rapporto con Larino e con il Molise pur lavorando in un circuito produttivo più ampio, la sfida è quindi anche personale.
Il suo percorso racconta infatti una possibilità: partire da un territorio periferico, costruire professionalità e relazioni e poi portarle dentro un cinema capace di muoversi oltre i confini regionali e nazionali.
E forse è proprio questa la direzione che una Film Commission dovrebbe contribuire a rendere possibile.
Non soltanto portare il cinema in Molise, ma fare in modo che anche dal Molise possano continuare a partire idee, professionisti e produzioni capaci di arrivare lontano.




















